In collaborazione con Xiaodong People 

Prima di cominciare a mettere in fila quelle 4 notizie, una delucidazione di cosa parliamo quando l’argomento è il “gruppo bilderberg”…

Il Gruppo Bilderberg

World Mirror, 8 maggio 2005 Tutto esaurito dal 5 all’8 maggio 2005: lussuoso hotel vicino ad un lago, come piace al gruppo Bilderberg, 60 km ad est di Monaco di Baviera. Il luogo ideale per loro dal momento che le strade di accesso sono facilmente bloccate. Alla vigilia di una trionfante visita del presidente Bush sul suolo del vecchio continente, preceduta dal viaggio di Condoleeza Rice, tutti i segnali mostrano che i leader europei stanno semplicemente fingendo di ‘opporsi’ agli Stati Uniti. A Nice (nel sud della Francia), il segretario alla difesa Rumsfeld è riuscito a convincere gli europei ad addestrare e finanziare centinaia di nuovi poliziotti iracheni. La NATO sta ora dislocando le truppe in Afghanistan e sta aiutando le forze armate americane a ricostruire questo paese. L’Arabia Saudita ha visto svolgersi le sue prime elezioni amministrative dopo il grande successo delle elezioni irachene. L’Ucraina stava organizzando le proprie elezioni alla fine dello scorso anno con l’aiuto sovversivo da parte di alcune organizzazioni americane appoggiate dalla CIA. Un personaggio, il cui nome è Jack Wheeler, conosciuto come il “miglior uomo informato degli Stati Uniti” ed ex consigliere di Ronald Reagan, (si veda il sito http://worldnetdaily.com/ per capire di chi sto parlando), è seriamente convinto che G.W. Bush debba ricevere il Premio Nobel per la Pace per il suo ruolo eccellente nell’istituzione della democrazia in questi paesi. Anno 2005: “Il mondo nuovo” di Bilderberg Nel frattempo, Bush fa riferimento al coraggio e alle opere di Natan Sharansky, ex dissidente russo. Tuttavia, alcuni israeliani hanno dimostrato che questo eroe della Guerra Fredda era, in realtà, un informatore del KGB. Perciò, in questa situazione minacciosa dove le persone sembrano non distinguere più tra verità e menzogna, possiamo certamente temere che questi leader scelgano di imboccare la direzione peggiore.

UNA RAPIDA OCCHIATA AL POTERE DELLA DEMOCRAZIA

Quando il governo degli Stati Uniti parla di ‘democrazia’, la prima cosa da prendere in considerazione è vedere che tipo di democrazia vuole istituire. Dalla sua bocca, il termine suona come una democrazia di individui reali (non è mia intenzione scrivere democrazia ‘popolare’ che, come ognuno sa, è un’altra cosa). In effetti, se prendiamo rapidamente in esame le persone che il governo degli Stati Uniti sta seguendo ed aiutando, ci accorgiamo che queste stesse persone sono attratte dal modello europeo o vogliono sottrarsi ad un’influenza esterna. Questo atteggiamento è piuttosto evidente nel caso dell’Ucraina, dove Yutschenko (sposato con una donna americana) è politicamente legato a Yulia Timochenko, una miliardaria ucraina, il cui passato è legato al mondo degli affari nei settori petrolifero e del gas della Russia. Abbiamo il petrolio ed abbiamo la democrazia ora. Ma si può davvero definire democrazia una situazione in cui le persone nelle strade hanno qualcosa da dire? Apparentemente sì dalla “rivoluzione arancione” ucraina, ma non dovremmo dimenticare il fiume di denaro che traboccava dalle tasche delle fondazioni di Soros così come dalle fondazioni americane (la Freedom House gestita dall’ex direttore della CIA Woosley, il National Endowment for Democracy, conosciuto come intermediario della CIA dalla sua implicazione nel colpo di stato del Venezuela). Fino ad ora, la struttura del potere e della democrazia ucraina si fonda su alcuni plutocrati che assomigliano ad una gang mafiosa. La differenza con quest’ultima è che queste persone sono ora mafiosi dall’aspetto occidentale. La rivoluzione georgiana finanziata dalle organizzazioni di Soros è in difficoltà. La Georgia si trova a sud del Mar Caspio e Putin, dall’altra parte, non sta mostrando alcun segno di voler abbandare la Cecenia (si vedano le sue dichiarazioni ad Auschwitz contro il terrorismo a imitazione degli Stati Uniti). Il primo ministro della Georgia è morto recentemente di avvelenamento da biossido di carbonio mentre dormiva ed era il braccio destro del presidente di questo paese. I russi non intendono abbandonare la loro base militare in Georgia così come in Sebastopol, nella Crimea ucraina, dove è stanziata la marina militare russa. Naturalmente, i caucasici sono famosi per i loro possedimenti petroliferi. La democrazia in Iraq porterà questo paese (avente risorse di petrolio) ad avere un governo sciita. La violenza non si attenuerà subito. La differenza tra l’Iraq e la Georgia risiede nella loro localizzazione: l’Iraq non appartiene al bacino caucasico ma all’area definita il Grande Medio Oriente, dove alla democrazia piace il petrolio, come si è potuto notare a prima vista. Il Grande Medio Oriente, così come l’Arabia Saudita, si tennero le prime elezioni amministrative (in assenza delle donne, che non furono invitate a votare). La prossima sorpresa salterà fuori in Libano, dove l’ONU ha chiesto alla Siria di lasciare il paese. Jumblatt e Aoun nelle prossime elezioni faranno la differenza, grazie all’America. La Siria, naturalmente, è regolarmente minacciata dall’intervento americano. E i crimini si verificheranno. Israele rappresenta una grossa parte del piano del CFR (Council on Foreign Relations – Consiglio delle Relazioni Estere): due paesi fianco a fianco e l’ingresso dei due paesi nell’Unione Europea una volta raggiunta la pace. Possiamo, quindi, distinguere due politiche aventi lo stesso obiettivo di controllo del petrolio. 1) La politica dell’Eurasia per l’Europa settentrionale (che segue le teorie di Brzezinski) 2) La politica del Grande Medio Oriente per l’Europa meridionale. Passiamo al programma del gruppo Bilderberg per il 2005 Senza dubbio, queste politiche saranno nuovamente discusse nel prossimo incontro del Bilderberg. L’Europa è in competizione da un punto di vista commerciale nel Magreb (Tunisia, Marocco, Libia. L’Egitto è completamente nelle mani degli interessi statunitensi, così come la Giordania ed Israele). Ora, un compito più difficile è attendere gli europei sul campo della competitività e il programma di Lisbona. Infatti, l’entrata in Europa di paesi con un basso livello dei prezzi di costo nel 2004, soppianterà il vantaggio delle politiche di aiuto europee verso l’Oriente, con conseguenti maggiori difficoltà economiche nel Sud del paese (Francia, Germania, Benelux, Italia ecc.). La NATO e la Costituzione Europea La costituzione europea che dovrà essere votata quest’anno in Europa e il prossimo anno in Inghilterra sta volgendo al suo terzo capitolo: un intero codice del commercio che implica la fine della Sicurezza Sociale Europea con la Direttiva di Frits Bolkenstein supportata dal testo. Questa costituzione autorizza legalmente la NATO ad essere la sola struttura ufficiale delle forze di difesa future dell’Europa. (Prima parte del testo). Per dirla in una frase, il futuro dell’Europa è strettamente legato in maniera definitiva alla direzione americana. Questa costituzione sarà votata “democraticamente”, ma i rispettivi governi occulteranno questi fatti importanti. A conferma dell’influenza della NATO sull’Europa, c’è l’inclusione della Turchia in Europa, decisione imposta dall’America e decisa dall’Europa stessa lo scorso dicembre. Questa vergognosa soluzione fu incoraggiata dal Commissario Gunther Verheugen, membro del gruppo Bilderberg, per “allargare” l’Europa. Un contatto all’interno dell’IFRI (Institut Français des Relations Internationales – Istituto Francese di Relazioni Internazionali [NdT]) mi disse che questa decisione fu richiesta con forza dagli Stati Uniti, indipendentemente da tutte le possibili proteste. Dov’è la “democrazia” in tutto questo? Nel prossimo articolo esamineremo più approfonditamente la questione iraniana; le conseguenze dell’entrata della Turchia; l’Eurasia; la Cina e il dibattito sulle armi; la questione monetaria e il vero ruolo plutocratico della democrazia in un futuro prossimo. Parte II – Le campane dell’inferno Raymond Fosdick era un amico di Woodrow Wilson e l’uomo più influente della sua generazione assieme a Colonel House. In compagnia di uno dei suoi allievi, Beardsley Ruml, e con l’aiuto di John Davison Rockefeller III, istituirono il “General Education Board” per occuparsi dei problemi di sviluppo della popolazione. Ruml era in contatto sin dal 1920 con Graham Wallas, uno dei fondatori della Fabian Society (Società Fabiana). Assieme istituirono, con l’aiuto del Laura Spelman Rockefeller Fund, una piattaforma di scienze sociali nel circolo letterario del gruppo Bloomsbury sotto il controllo della Fabian Society. Ruml era anch’egli membro della National Planning Association di cui facevano parte Felix Frankfurter, Eric Johnston, futuro fondatore dell’Atlantic Institute, Norman Cousins (ecc.), tutti membri del CFR. Fosdick era un partigiano delle organizzazioni “Internazionaliste”. Per controllare il governo, ottenne da John Davison Rockefeller III i mezzi per rafforzare l’ “Institute of Government Research”, il quale, con l’aiuto di Robert Brookings alcuni anni più tardi divenne il “Brookings Institution”. Fosdick, assieme a Thomas W. Lamont e il famigerato Colonel House, fondò il “Council on Foreign Relations” (CFR) e la “Foreign Policy Association” (FPA) (in questo caso in compagnia di Felix Frankfurter e Paul Warburg). Quindi, da questo possiamo dedurre che: La creazione del CFR aveva come obiettivo quello di controllare il governo degli Stati Uniti. Tutte le istituzioni di Fosdick, compreso il lavoro che ha fatto alla Brooking Institute e alla Foreign Policy Association, avevano questo scopo. Tutti i corrispettivi istituti nei paesi stranieri avevano anch’essi questo obiettivo, comprese l’ IRRI (International Rice Research Institute – Istituto Internazionale di Ricerca sul Riso [NdT]) in Inghilterra ed altre istituzioni fondate all’estero. Per cui, quando nelle FAQ dei siti Internet della Trilateral o del CFR, alla domanda “La Trilateral è un complotto?” leggiamo la risposta: “Assolutamente no”, siamo chiaramente autorizzati a ridere. Un controllo di questo tipo vuole guidare le azioni del governo statunitense e quelle dei governi stranieri verso gli interessi delle famiglie più ricche e facoltose d’America o dei potenti gruppi europei e plutocratici mondiali. Dietro a tutto questo sembra esserci una sorta di “mano trasparente”, che guida ma che non si vedrà mai direttamente. Si vedono le raccomandazioni e i rapporti del CFR e i membri del Congresso votare. Ma non si vede mai la mano che li guida. Questa mano è invisibile. La stessa cosa accade con il gruppo Bilderberg e l’Europa. Tuttavia, i rapporti del Bilderberg non vengono messi a disposizione per il pubblico, nonostante i nomi dei membri di questi caucasici non siano mai citati. “Alla fine del 1952, Retinger si recò in America per proporre l’idea ai suoi conoscenti americani. Tra gli altri, incontrò alcuni vecchi amici tra cui Averell Harriman, David Rockefeller e Bedell Smith, direttore poi della CIA. Dopo che Retinger illustrò la sua proposta, Smith disse: ‘Perché diavolo non sei venuto prima da me?’. Egli, quindi, lo indirizzò senza indugio a C.D. Jackson, che stava per diventare l’assistente speciale di Eisenhower per le operazioni militari… Nel maggio del 1954, venne indetto il primo incontro presso l’Hotel Bilderberg..” (tratto da The Chairman, John J. McCloy and The Making of the American Establishment di Kai Bird, come riportato in Who’s Who of the Elite – Members of the Bilderbergs, Council on Foreign Relations and Trilateral Commission di Gaylon Ross, Sr). Averell Harriman era membro della “Skull & Bones” ed ex socio di Prescott Bush in affari coi nazisti. McCloy fu responsabile del bombardamento della Germania durante la guerra e un responsabile dell’OSS (Office of Strategic Services – Ufficio dei servizi strategici [NdT]). Quando gli venne chiesto la ragione per cui Auschwitz non fu mai bombardata (o la ferrovia che portava al campo), la sua risposta fu: “Se avessimo fatto qualcosa in favore degli ebrei, i greci ci avrebbero chiesto di fare la stessa cosa per loro”. Credo che non ci fossero così tanti greci internati in confronto agli ebrei ed è storicamente provato che le fabbriche con interessi statunitensi non furono mai bombardate in Germania, nemmeno accidentalmente. I campi di concentramento fornivano la forza lavoro necessaria per gli interessi degli Stati Uniti in Germania ad un costo veramente basso per gli azionisti americani e non c’è motivo di obiettare che il denaro non puzza (pecunia non olet). Harriman diventò il responsabile europeo del piano Marshall in Europa, mentre McCloy fu direttore onorario del CFR, presidente della Fondazione Ford, presidente della Chase Manhattan Bank, membro del Gruppo Bilderberg ecc. ed un membro della Commissione Warren incaricata di indagare sull’assassinio del presidente Kennedy (stranamente lo stesso McCloy ed Allen Dulles erano membri della Permindex – citata dall’allora procuratore distrettuale di New Orleans Jim Garrison – in compagnia del generale Walker e del colonnello Byrd, proprietario del Texas School Book Depository).

RIVOLUZIONE SULLA DEMOCRAZIA DELL’EUROPA

Nel suo libro, The Great Chessboard: American Primacy and its Geostrategic Imperatives (NdT: La grande scacchiera: il primato americano e i suoi imperativi geostrategici), Zbigniew Brzezinski ci dice: “L’Europa ha una posizione fondamentale di fortezza geostrategica per l’America. L’Alleanza Atlantica autorizza l’America ad avere influenza politica e peso militare sul continente … se l’Europa crescesse, questo beneficerebbe direttamente l’influenza americana …” Brzezinski continua affermando che “L’Europa Occidentale è in larga misura un Protettorato americano e i suoi stati ricordano i vassalli e i pagatori di tributi dei vecchi imperi” “L’Europa deve risolvere il problema causato dal suo sistema di redistribuzione sociale che è troppo pesante e ostacola la sua capacità di iniziative” [traduz. mia] Per Brzezinski, quindi, la rete sociale in Europa sta paralizzando la capacità del paese stesso di espandersi e trovare un senso comune nel patriottismo europeo. Naturalmente, l’America è impaziente di esercitare un potere ed un’influenza maggiori sul continente. Perciò, la pressione sta aumentando attraverso il gruppo Bilderberg per espandere ed accrescere l’Europa. Questo spiega il fatto che le iniziative in Europa hanno come obiettivo quello di smantellare l’intero sistema di sicurezza sociale con un pretesto di tipo economico o sociale. Valery Giscard d’Estaing (membro della Trilateral e del Bilderberg) è il cosiddetto “padre” della Costituzione Europea ed è un grande amico di Kissinger. La sua costituzione sancirà, se accettata, la NATO cuore dell’Europa e la regressione sociale nell’intera Europa. Brzezinski non sta neppure pensando ai problemi sociali o alle rivoluzioni che la sua iniziativa potrebbe provocare …. La mia fonte interna dell’IFRI mi ha detto che la Direttiva Bolkestein verrà approvata il 15 luglio del 2005, così come l’Accordo Multilaterale sugli Investimenti (AMI), che tutti conosciamo. Tutti pensavano che questa mostruosità sociale fosse stata definitivamente accantonata. Errore: la bestia sta tornando. Con lo stesso spirito, l’integrazione della Turchia in Europa permetterà all’imperialismo statunitense di avere un forte potere sugli stati del Sud del Mar Caspio, così pure un’influenza sugli stati della parte est del bacino mediterraneo. Questo trasferirà la “democrazia” degli Stati Uniti in questa regione, mentre la parte occidentale sarà sottomessa all’azione di ONG verso una situazione più democratica, come ci è stato opportunamente mostrato in un articolo dell’anno scorso del quotidiano Le Monde tratto dal German Marshall Fund. In breve, il colpo più violento è di distruggere l’Europa e le sue zone limitrofe nei prossimi anni con conseguenze politiche e sociali non ancora valutate da questi “maghi” principianti. Il piano Bilderberg 2005 di questi “miglioramenti” sociali.

IRAN, RUSSIA E CINA

Che succede all’Iran? Il punto è che l’Iran è una potenza regionale, capace di lavorare assieme a Russia e Cina e trasformare questa ‘collaborazione’ in una valida opposizione all’egemonismo americano sull’Eurasia. Se ricordiamo bene, la dinastia dei Pahlavi fu tolta dal potere in Iran nel 1979, quando l’America decise che la sua volontà di fare dell’Iran un potere regionale fornito di armi atomiche non era supportata dalle intenzioni regionali americane. Quindi, preferirono lavorare con le menti arretrate dell’ayatollah Khomeyni, ma quest’ultimo non intendeva collaborare con gli amici di Israele. Perciò, l’America incoraggiò l’Iraq di Saddam a dare inizio ad una terribile guerra contro il loro vicino. Saddam era allora l’amico neutrale dell’America, sebbene non praticasse la “democrazia”. Ed ora, 25 anni dopo, lo stesso stato ha i medesimi obiettivi dello Scià in Iran. Essendo stato commesso un grosso errore, l’Iran è di nuovo ai piedi dell’America, ma non ha nessunissima intenzione di lasciare che l’America stessa domini l’Eurasia. Dal momento che anche Russia e Cina hanno gli stessi scopi, tutte e tre queste potenze hanno la possibilità di bloccare l’espansione americana. Dato che lo scopo principale degli Stati Uniti è quello di impedire all’Iran di essere una potenza regionale, e non quello di evitare che abbia armi atomiche, hanno intenzione di smantellare il paese dall’interno, non avendo sufficienti forze militari per invadere e sottomettere Teheran. Questo paese dispone di risorse petrolifere, naturalmente, e questo fa sì che l’America stia cercando di convertire questi musulmani ai vantaggi dello stile di vita democratico americano. Gli interessi della Cina si stanno orientando verso le risorse petrolifere dell’Asia centrale; allo stesso tempo, gli interessi della Turchia e dell’Iran stanno puntando nella stessa direzione. L’Alleanza dell’Iran e della Cina nelle questioni petrolifere sta impedendo agli Stati Uniti di avere il controllo dei prezzi del petrolio sul petrolio cinese. Chiaramente, un’alleanza tra Iran, Cina e Russia escluderebbe l’America dai campi petroliferi del Kazakhstan e non permetterà la presenza di oleodotti che portano alla regione del Mediterraneo come vuole Washington. Quindi, all’insistenza delle minacce statunitensi, l’Iran risponderà con maggiore aggressività nei campi petroliferi degli stati dell’Asia centrale.

RESTRIZIONI ALLE AMBIZIONI DELLA CINA

Come espressamente definito dalla dottrina Brzezinski, a nessun paese o gruppi di paesi sarà permesso lottare contro la posizione di superpotenza degli Stati Uniti d’America. Dagli anni ottanta del ventesimo secolo, l’America permette implicitamente alla Cina di attuare un dumping valutario in cambio di una limitata posizione di questo paese nel Nuovo Ordine Mondiale. Ora la Cina vuole occupare il suo posto naturale nella regione asiatica del sud. La Cina ha avuto successo da un punto di vista economico e l’abolizione delle quote d’importazione sui prodotti tessili permette a questo paese di invadere i mercati europei. Questo sta indebolendo le industrie tessili dell’Europa e le posizioni dei suoi cambi monetari. Logicamente, le vendite delle armi europee controbilanciano questi deficit commerciali e permettono alla Cina di avere adeguate forze militari pari alla sua attuale posizione di potere. Ma questo significa anche che la politica della Cina non sarà più nelle mani di Washington e che, in un futuro prossimo, Taiwan sarà invasa. E il Giappone si vedrà anch’esso obbligato ad acquistare armi atomiche per difendersi. Condoleeza Rice e George W. Bush cercheranno di limitare queste vendite europee. Entrambi non hanno apprezzato di buon grado la recente posizione di Blair sulla questione. Blair non è più il cagnolino di Bush. Probabilmente, la Cina incontrerà alcune restrizioni su questioni vitali quali il petrolio, l’acciaio, materiali strategici, e si vedrà obbligata ad accettare di riconsiderare il valore della sua moneta (lo yuan) oppure essere considerata un ex membro dell’organismo internazionale WTO ecc. Naturalmente, l’America è un paese mutuatario e sarà obbligata a cessare di ricorrere a prestiti. Per evitare di affondare prima che un flusso di banconote cinesi faccia ritorno per un rimborso immediato, gli Stati Uniti d’America saranno obbligati a svalutare la moneta americana da un giorno all’altro, anche se l’America sta mostrando positivi segni di attività. Questo causerebbe la rovina per tutta l’Asia e l’America. Tuttavia, quest’ultima è in grado di rivolgersi ai suoi alleati europei ed alcuni anni più tardi tutto sarebbe sistemato. In breve, per limitare i rischi asiatici, la Cina sarà costretta a raffreddare le sue attività economiche e chiaramente attraverso la rivalutazione dello yuan. Questo verrà presentato alla Cina dagli Alleati in un modo ancora più severo. Il gruppo Bilderberg 2005 parlerà di questo.

CINA E RUSSIA

Naturalmente, dopo la questione ucraina, la Russia e la Cina sono tentate di lavorare assieme ed anche con l’Iran per controbilanciare la penetrazione americana in Eurasia. Essi stanno già entrando nei mercati dell’America meridionale per “liberare” il Sudamerica dalla Dottrina non democratica di Monroe. La sua dottrina è “legittima” e sta esasperando Washington. Vengono programmate manovre comuni ed ogni cosa sta mostrando che, con o senza le armi europee, la Cina sarà in grado di respingere gli interessi americani nella sua sfera strategica. E L’IRAN? GUERRA O NON GUERRA? Sarebbe una questione di provocazione. Un paese che non è americano potrebbe essere tentato di svolgere il lavoro solo con i propri mezzi. Il giorno dopo, non ci saranno più forze nucleari in Iran, ma un clima di guerra con un diretto coinvolgimento in Iraq degli interessi di Teheran o degli interessi occidentali. Tutto questo porterebbe ad una formidabile propaganda per spingere l’Europa ad una guerra contro questo paese, in collaborazione con Turchia e Stati Uniti. Ed una celata speranza che questo paese cederà poiché le prime forze europee stanno entrando nel paese con la benedizione delle “Nazioni Unite”. Questo succederebbe in ogni caso dopo le elezioni iraniane. L’Iran cesserebbe, quindi, di ostacolare la dominazione americana dell’Eurasia.

PRIME CONCLUSIONI

L’incontro di quest’anno (2005) del gruppo Bilderberg sarà un incontro decisivo. Il modo in cui gli europei voteranno al trattato costituzionale è vitale per il nostro futuro. La Spagna non sta considerando seriamente l’importanza di questo voto e la propaganda ufficiale sta favorendo il “sì”. Il “no” obbligherebbe il gruppo Bilderberg a negoziare nel dire la verità su quello che queste elezioni rappresentano veramente. Essi potrebbero in questo caso organizzare qualche avvenimento spettacolare che mostrerebbe che non stanno rappresentando la democrazia ma gli interessi della plutocrazia. Siccome l’America sta lottando per una sempre maggiore democrazia fuori dai suoi confini, c’è sempre meno libertà all’interno del paese (Patriot Acts I e II). Ciò che viene definito democrazia sta, in realtà, rappresentando la forza e l’influenza di una classe minore elitaria americana, europea, turca ed asiatica. Questa forza è aiutata da un potente gruppo di persone super-borghesi che lavorano per questa élite come fossero i loro camerieri e sapendo bene cosa non fare o dire per non dispiacere i loro padroni. Ho presentato quelle che dovrebbero essere le linee principali della conferenza di quest’anno, ma posso aver dimenticato alcuni punti o esagerato l’importanza di altri. Ad ogni modo, tra un po’ di tempo sarete voi a giudicare la validità di questo testo.

Detto questo, parliamo della donna in questione :

Merkel è la prima donna cancelliere della Germania

BERLINO (Reuters) – Angela Merkel è diventata oggi la prima donna cancelliere della Germania, mettendo fine a mesi di incertezza politica e aprendo la strada a un fragile governo di coalizione, cui spetta tuttavia il compito di rivitalizzare la più grande economia europea. Merkel, 51 anni, leader del partito Cristiano democratico (Cdu) ha ottenuto 397 voti sui 614 del Bundestag, la camera bassa del Parlamento, assicurandosi la maggioranza di cui aveva bisogno per diventare l’ottavo cancelliere della Germania post-bellica e il primo ad essere cresciuto nella Germania dell’Est comunista. “Cara dottoressa Merkel, lei è ora la prima donna eletta a capo del governo in Germania. E’ un segnale forte per molte donne e, certamente, anche per alcuni uomini”, ha detto sorridendo il presidente del Parlamento Norbert Lammert, per poi assistere al giuramento di Merkel. Gerhard Schroeder, che ha guidato il governo negli ultimi sette anni, è stato il primo a congratularsi con il neocancelliere dopo che il presidente Lammert ha annunciato il risultato del voto in aula. La conferma della Merkel cancelliere giunge a due mesi dalla vittoria elettorale di misura dei conservatori sull’Spd in elezioni generali che secondo i sondaggi avrebbero dovuto dare un largo margine all’alleanza Cdu-Csu. Il risultato non ha lasciato alla 51enne figlia di un pastore protestante altra scelta che formare un governo di coalizione con il suo più grande rivale. In questi ultimi mesi di duri negoziati, Merkel ha dovuto abbandonare i piani per una radicale riforma del sistema del Welfare. Il suo governo ha promesso di migliorare le relazioni con Washington, che si erano raffreddate con l’opposizione di Schroeder alla guerra a guida Usa in Iraq. Ha anche promesso di rilanciare l’economia — un tempo il motore d’Europa, adesso una di quelle con più lenta crescita tra i 25 stati della Ue –, e lottare contro la disoccupazione che ha toccato i suoi massimi sotto Schroeder. Merkel deve sperare che il punto centrale del programma di coalizione — un accordo per riportare il deficit sotto il 3% del Pil entro il 2007 grazie all’aumento dell’Iva – non danneggi la crescita abbassando la spesa per i consumi. La neo-cancelliere non si siederà sugli allori. Domani si recherà a Parigi per incontrare il presidente Jacques Chirac e poi a Bruxelles per incontrare funzionari dell’Ue e della Nato. Giovedì è attesa a cena a Londra con il primo ministro britannico Tony Blair.

Ok… vediamo un pò in giro che si trova…

Bilderberg 2005 Full Participant List :

Merkel, Angela Chairman, CDU; Chairman CDU/CSU-Fraction

Abbiamo casualmente trovato la Merkel nei partecipanti Bilderberg di quest’anno… cercando un pò di che cosa hanno parlato in questo summit segreto che si tiene ogni anno, emerge quanto segue :

The world in the palm of their hands: Bilderberg 2005

[...]Il Bilderberg ha discusso e proposto la figura di Angela Merkel come futuro capo della Germania.[...]

OPS! Ma tu guarda il caso e la coincidenza

Il gruppo Bilderberg ha messo da parte Schroeder per dare una spinta al nuovo candidato, che potrebbe dare fiato alla disputa fra Bilderberg americano ed europeo sul punto di vista della guerra in Iraq, considerato che la società segreta è disposta a modificare la politica verso una coesione. Non bisogna dimenticarsi che Schroeder assieme al presidente francese Chiracera fra i più critici portavoci europei sull’intervento degli USA in Iraq.

Probabilmente sarà un caso… cosa si legge in giro?

Berlino, 27 Nov. (Adnkronos) - Rafforzare le relazioni transatlantiche e stringere i rapporti con i Paesi piu’ piccoli dell’Unione europea. Questa la posizione della Germania nello scacchiere internazionale secondo il neo cancelliere Angela Merkel, intervistata dalla rivista ‘Focus’, domani in edicola. ”Ci sara’ sicuramente un’intensificazione dei rapporti con gli stati membri dell’Unione europea piu’ piccoli e un rafforzamento delle relazioni transatlantiche”, ha detto la leader democristiana, alla vigilia della visita a Washington del neo ministro degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier.

Altrove :

La neoeletta Merkel in visita sia all’Ue che alla Nato. Oggi a Londra

Una giornata per ribadire il ruolo della Germania in Europa e per rilanciare il dialogo con gli Stati Uniti. Angela Merkel, all’indomani della nomina a cancelliere tedesco, è andata a Bruxelles, visitando sia le istituzioni europee che la Nato. I 25, divisi da questioni come il bilancio dell’Unione o la costituzione, hanno bisogno secondo lei di fiducia e pragmatismo. “L’Europa deve concentrarsi su riforme economiche, che la rendano competitiva di fronte alla globalizzazione. Possiamo mantenere il nostro modello sociale solo se siamo forti economicamente”. Il presidente della commissione Manuel Durao Barroso le ha risposto in tedesco:”Berlino ci da un segnale chiaro che l’Unione europea è sempre al centro della sua agenda. L’europa ha bisogno di una Germania forte”. Merkel ha fatto tappa anche a Parigi, per ribadire assieme al presidente Jacques Chirac che “Germania e Francia rimangono il motore dell’Europa”. Ma il cancelliere guarda anche al di là dell’Atlantico: al quartier generale della Nato a Bruxelles ha auspicato legami più forti tra Berlino e Washington, anche se la posizione della Germania sull’Iraq non cambia. E oggi Merkel vola a Londra, che oltre ad avere la presidenza di turno dell’Unione europea è anche il principale alleato degli Stati Uniti.

Angela Merkel a Washington per rilanciare i rapporti Germania-Usa

Berlino, 27 nov. (Adnkronos) - Rafforzare le relazioni transatlantiche [...] [...]al quartier generale della Nato a Bruxelles ha auspicato legami più forti tra Berlino e Washington, anche se la posizione della Germania sull’Iraq non cambia[...]

E, ultimamente

Nel suo primo viaggio a Washington come cancelliere, Angela Merkel intende “mettere una pietra sopra” le tensioni che hanno caratterizzato i rapporti tra Germania e Stati Uniti col precedente Governo di Gerhard Schroeder. In occasione della cena di ieri sera all’ambasciata tedesca, il cancelliere ha pronunciato parole molto critiche nei confronti dell’Iran, indicando così una linea di condotta comune tra Berlino e Washington.”Quando sentiamo – ha affermato – quello che l’Iran dice a proposito di Israele e dell’Olocausto, noi tedeschi dobbiamo chiederci come reagire.

Stranamente agitano il feticcio dell’Olocausto…

Come reagire a queste affermazioni provocatorie, ciniche e ridicole? Fino a che punto pensano di sfidare i valori dell’Occidente e come l’Occidente potrà reagire?”Ma la posizione di Angela Merkel non è comunque acritica nei confronti degli Stati Uniti. Recentemente, ha infatti detto che la prigione di Guantanamo dovrà, prima o poi, essere chiusa.Alla vigilia della partenza del cancelliere per Washington, la stampa nazionaleha riacceso la polemica sulla presunta partecipazione attiva dei servizi segreti tedeschi alla guerra in Iraq. Il Governo di Berlino ha seccamente smentito.

E che cosa dice sull’Iran???

Germania-Stati Uniti: “Se sviluppa l’arma atomica, l’Iran è una minaccia per la sicurezza mondiale”

Bisogna trovare una soluzione diplomatica per impedire all’Iran di dotarsi dell’arma atomica. George Bush e Angela Merkel hanno la stessa visione sulla crisi con Teheran e non escludono un ricorso al consiglio di sicurezza dell’Onu. La prima visita del cancelliere tedesco a Washington segna una svolta nelle relazioni bilaterali, dopo le tensioni sulla guerra in Irak a cui il precedente esecutivo di Gerhard Schroeder non aveva voluto partecipare. “Abbiamo parlato molto dell’Irak e delle nostre divergenze. E’ stata una questione molto difficile nelle nostre relazioni- ha dichiarato il presidente americano George Bush-”Ne abbiamo discusso a lungo, perché abbiamo molto in comune e ci sono altri temi che richiedono la nostra cooperazione” Il cancelliere tedesco ha invece puntato il dito sulla base di Guantamo che vorrebbe prima o poi veder chiusa. “Abbiamo delle divergenze, in particolare su Guantanamo – ha dichiarato AngelaMerkel- abbiamo parlato di molte cose, ma quello che è positivo è che abbiamo una relazione franca in cui si puo’ discutere di tutti i problemi apertamente” Oltre alle relazioni politiche, il cancelliere tedesco Merkel spera di rilanciare le relazioni commerciali con gli Stati Uniti per far fronte alle sfide della globalizzazione.

Consiglio di sicurezza ONU?

Il dossier nucleare iraniano al Consiglio di Sicurezza

Teheran a rischio sanzioni economiche. L’eventualità non è dietro l’angolo ma oggi la trojka europea, Germania, Gran Bretagna e Francia, ha deciso a Berlino di prendere provvedimenti visto che la via diplomatica ha avuto scarso effetto sull’Iran. Due giorni fa sono stati infatti levati i sigilli a diversi centri di ricerca e sviluppo nucleari. “Ci siamo resi conto che il dialogo con l’Iran è giunto a un punto morto, ha detto Frank Walter Steinmeier, ministro degli esteri tedesco. Restiamo comunque disponibili a risolvere la questione attraverso discussioni multilaterali e mezzi pacifici.” Sarà dunque l’agenzia dell’Onu per l’Energia Atomica, quindi il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a trattare lo spinoso dossier del nucleare iraniano. Il ministro degli esteri francese ha sottolineato la necessità di avere l’appoggio di tutta la comunità internazionale. “Le proposte europee andranno evidentemente condivise dai russi, dai cinesi, e così via, ha detto Philippe Douste-Blazy, perché la reazione possa essere davvero unanime.” Teheran non ha ancora commentato l’iniziativa europea, anche se nei giorni scorsi il presidente Ahmadinejad ha detto che il suo paese non si sarebbe lasciato intimidire. La decisione unilaterale presa da Teheran implica la ripresa del programma di arricchimento dell’uranio, necessario a produrre l’arma atomica. L’Europa oggi ha precisato che la decisione presa non implica alcuna ostilità nei confronti del popolo iraniano.

Il Bilderberg riunito: cosa deciderà per noi?

Anche quest’anno James Tucker è riuscito a sapere dove e quando si riunirà il gruppo Bilderberg: nel lussuoso albergo Brook Street Resort, appena fuori Ottawa, dall’8 all’11 giugno. Tucker è un giornalista dell’American Free Press e ha dedicato la vita a carpire qualche segreto del Bilderberg, il segretissimo consesso dei potenti euro-americani. A questo club esclusivo, fondato nel 1954 dai Rockefeller e da Bernardo d’Olanda per fare affari nell’ambito della Nato (il principe Bernardo fu coinvolto nello scandalo Lockheed) si accede solo per inviti. Gli invitati sono un centinaio o poco più fra i maggiori capitalisti, banchieri e miliardari vari dell’Occidente con il loro seguito di servitori di lusso: ossia politici, analisti strategici, sindacalisti di riferimento. Ogni anno si trovano in un posto diverso, guardato da un muro impenetrabile di guardie private. Regolarmente, apre il convegno la regina d’Olanda, Beatrice. Alla fine, nessun comunicato stampa. I giornalisti non sono graditi.
Salvo qualcuno, gradito a lorsignori perché tiene la bocca chiusa. David Rockefeller, membro permanente del Bilderberg, ringraziò questo tipo speciale di giornalisti muti nel ’91 con queste parole: “Ci sarebbe stato impossibile sviluppare il nostro progetto per il mondo se fossimo stati sotto i riflettori mediatici in tutti questi anni”. Ma grazie agli eletti amici della stampa, aggiunse, “il mondo oggi è più sofisticato e preparato ad avanzare verso un governo mondialeLa sovranità sovrannazionale di banchieri mondiali ed un’èlite intellettuale è preferibile all’autodeterminazione praticata nei secoli passati?”.
Questi rari giornalisti che non scrivono una riga sul convegno, poi, diventano regolarmente direttori di grandi quotidiani.
Come Martin Wolf, direttore del Financial Times. O come furono per anni Ugo Stille (Corriere) e Arrigo Levi (La Stampa). Belle carriere che vengono dalla qualità più apprezzata da lorsignori: non dare al pubblico le notizie.
Ma andiamo avanti. Che cosa deciderà quest’anno il Bilderberg riunito in Canada? Vale la pena di chiederselo. L’anno scorso, riuniti a Rottach-Egern in Germania, i 120 miliardari auspicarono un sostanzioso aumento del petrolio: misteriosamente, da allora, il barile è passato da 40 a 70 dollari. E ci è andata ancora bene: Henry Kissinger in quella sede raccomandò un rincaro di 150 dollari.
La cosa non stupisce, perché le petrolifere stanno facendo un sacco di quattrini dal rincaro, e gli interessi petrolieri sono molto ben rappresentati al Bilderberg: dai Rockefeller (Exxon) all’olandese Jeroen van der Veer (Shell) a Franco Bernabè, vicepresidente del gruppo Rotschild per l’Europa.
Sicchè quest’anno il Bilderberg discuterà come risolvere il “problema dell’America latina”: specificamente, di quel Chavez ed Evo Morales che hanno nazionalizzato il petrolio in Venezuela (dove i Rockefeller hanno parecchi pozzi) e in Bolivia. Danno un cattivo esempio, che potrebbe essere seguito da altri capi sudamericani. E un cattivissimo esempio dà Nestor Kirchner, presidente dell’Argentina: ha smesso di pagare i debiti al Fondo Monetario, e il Paese scoppia di salute.
Si discuterà sicuramente anche del problema-Iran e di come “sistemarlo”. Questione non facile: già nel 2003, sull’invasione dell’Iraq, si produsse una frattura fra i soci europei e quelli americani del Bilderberg.
Si discuterà molto dell’Europa. Di come fare ingollare agli europei la costituzione europea confezionata dal socio Bilderber Giscard D’Estaing e bocciata dalle opinioni pubbliche. Ma è stato il Bilderberg a creare questa Europa dei burocrati, e non vuole lasciare il lavoro a metà. Come disse nel 2005 Zbigniew Brezinsky, ex consigliere della sicurezza nazionale Usa e membro influentissimo del Bilderberg, si tratta di continuare ad assicurare che “l’Europa occidentale resti in larga misura un protettorato americano”. Disse anche che l’Europa “deve risolvere il problema causato dal suo sistema di redistribuzione sociale“, ossia dai sistemi sanitari a pensionistici. Bisogna abolirli, e sostituirli con più “flessibilità” e privatizzazioni.
Questo vi dice qualcosa? È il programma di governo promosso da un preciso gruppetto di politici nel mondo e in Italia. Naturalmente, i grandi giornali – diretti da direttori cooptati come abbiamo visto – vi diranno che il Bilderberg non decide le sorti del mondo, che è solo un forum di discussione tra ricchi benintenzionati.
Sarà. Ma Tucker fa notare la regolarità magica di certe belle carriere politiche.
Bill Clinton fu invitato alla riunione del Bilderberg che si tenne in Germania nel 1991. Nel 1992, ebbe la nomination come candidato presidenziale; qualche mese dopo, eccolo presidente degli Stati Uniti.
Tony Blair fu invitato al Bilderberg in Grecia nel ’93. Nel ’94, spontaneamente, i laburisti inglesi lo scelgono come capo del partito; e nel ’97 diventa primo ministro: primo tipo di socialista ultraliberista. Un altro socialista, il francese Lionel Jospin, fu invitato al Bilderberg nel 1996. L’anno seguente diventò capo del governo francese e lo è stato fino al 2002. comeMichel Rocard, membro assiduo del Bilderberg, e primo ministro dal 1988 al 1991. O comePaul Wolfowitz, viceministro Usa al Pentagono. Nel 2005 è stato invitato a parlare al Bilderberg, e poche settimane dopo – miracolo – è diventato capo della Banca Mondiale.
La lista non è completa. L’amico giornalista Tucker (un giornalista che dà le notizie, e quindi non fa carriera) ci fa notare che Romano Prodi fu invitato alla riunione del Bilderberg in Portogallo nel giugno del 1999: a settembre dello stesso anno, è diventato presidente della Commissione europea.
Il nostro Prodi non è solo un invitato al convegno dei miliardari. È stato addirittura, negli anni ’80, un membro dello “steering committèe”, ossia dell’importantissimo ufficio del Bilderberg che definisce i temi delle discussioni segrete e gli inviti da diramare.
Sicché è molto istruttivo anche solo vedere quali italiani sono stati membri di questo “steering committèe”, il comitato-guida.Umberto e Gianni Agnelli ne hanno fatto parte fino alla morte. E così molti personaggi dell’ambiente Fiat: da Renato Ruggiero, poi elevato alla presidenza del Wto, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, il poliziotto del governo mondiale e della globalizzazione, aPaolo Zannoni, vicepresidente Fiat (membro del committèe nel 1989) a Stefano Silvestri dell’Istituto Affari Internazionali, influente centro-studi finanziato dagli Agnelli. Per finire – non c’è da stupirsi – con Mario Monti, bella carriera giocata fra il pubblico e il privato, dalla Banca Commerciale Italiana alla Goldman Sachs alla Commissione Eruopea, ed oggi nel governo della cosiddetta “sinistra”. La sinistra dei capitalisti alleati agli zapateros.
Altri noti italiani sono invitati al Bilderberg, più o meno regolarmente. Anche questa lista spiega molte cose. Diamola qui, con l’avvertenza che può essere incompleta.
Alfredo Ambrosetti, presidente del gruppo Ambrosetti e fondatore del Forum di Cernobbio, che è un Bilderberg in piccolo, dove le direttive del Bilderberg vengono notificate ad una platea un poco più vasta e un poco più italiana.
Franco Bernabè, vicepresidente della Rotschild Europe, che è stato anche rappresentante speciale per la ricostruzione dei Balcani (un sacco di soldi) su mandato Confindustria.
Emma Bonino: convocata al Bilderberg nel ’97, e diventata commissaria europea.
Giampiero Cantoni, presidente della Banca Nazionale del Lavoro.
Innocenzo Cipolletta, direttore generale Confindustria.
Mario Draghi (poteva mancare?) e Paolo Fresco, successore di Romiti alla poltrona suprema della Fiat, già vicepresidente della General Electric, sezione europea.
Nella lista troviamo anche Rainer Masera, dell’Imi. Marco Tronchetti Provera. E persinoWalter Veltroni, invitato una sola volta, quand’era direttore del L’Unità. Dimentichiamo forse qualcuno? Ah, ecco: Tommaso Padoa Schioppa, il gran banchiere europeo, uno degli inventori dell’euro, eurocrate al cento per cento, ed oggi nostro ministro, spontaneamente scelto da Prodi per renderci più economici davanti alla competizione mondiale. Un bel governo: un po’ Bilderberg e Goldman Sachs, un po’ Diliberto e Bertinotti. Uniti nella lotta coi banchieri internazionali.

Il piano del Bilderberg per il 2009 : rifare l’economia globale

di Andrew G.Marshall
Global Research

Dal 14 al 17 maggio l’elite globale si è riunita in segreto in Grecia per la conferenza annuale del Bilderberg, tra la limitata e scoordinata attenzione dei media. Circa 130 degli individui più potenti del mondo si sono incontrati per discutere le questioni pressanti del giorno d’oggi e per decidere il corso dell’anno prossimo. L’argomento principale di discussione durante l’incontro di quest’anno è stata la crisi finanziaria globale, il che non ci ha sorpreso, considerato che l’elenco dei presenti alla conferenza comprende molti dei primari architetti della crisi, nonché coloro che sono pronti a “risanarla”.

L’ordine del giorno: la ristrutturazione dell’economia politica globale

Prima dell’inizio della conferenza il giornalista investigativo sul Bilderberg Daniel Estulin ha reso noto l’argomento principale dell’ordine del giorno, che gli era stato rivelato dai suoi informatori interni. Seppure tali resoconti non siano verificabili le sue fonti si sono dimostrate straordinariamente accurate in passato, al pari di quelle di Jim Tucker, il veterano investigatore del gruppo Bilderberg. Apparentemente l’argomento principale di discussione dell’incontro di quest’anno è stata la presa di posizione sulla crisi economica, in termini di intraprendere “una prolungata, agonizzante depressione che condanni il mondo a decadi di stagnazione, declino e povertà … oppure una depressione intensa ma più breve che apra la strada ad un nuovo ordine economico mondiale sostenibile, con meno sovranità ma maggiore efficienza”.

A seguire (nei commenti): la lista dei partecipanti all’incontro del Bilderberg Group.

Gli altri punti all’ordine del giorno comprendevano un piano per “continuare ad ingannare milioni di risparmiatori ed investitori che credono alla montatura di un presunto miglioramento dell’economia. Stanno per essere incastrati con perdite esorbitanti ed una grave sofferenza finanziaria nei mesi a venire” e “ci sarà una spinta finale per la promulgazione del Trattato di Lisbona, in attesa di un voto favorevole sul trattato da parte dell’Irlanda a settembre oppure ad ottobre“, [1] che darebbe all’Unione Europea enormi poteri sugli stati membri, rendendola essenzialmente un governo regionale sopranazionale, con ciascuno stato membro relegato ad uno status per lo più provinciale.

Poco dopo l’inizio delle riunioni, il giornalista investigativo sul Bilderberg Jim Tucker ha riferito che le sue fonti interne gli avevano rivelato che il gruppo avesse all’ordine del giorno “un piano per un dipartimento della sanità globale, un dipartimento del tesoro globale e una depressione abbreviata piuttosto che una lunga fase di contrazione economica”. Tucker ha riferito che il ministro degli esteri svedese ed ex primo ministro Carl Bildt, “ha fatto un discorso a sostegno della trasformazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in un dipartimento della sanità mondiale, nonché della trasformazione del FMI in un dipartimento del tesoro mondiale, entrambe le cose naturalmente con il patrocinio delle Nazioni Unite”. Tucker ha inoltre reso noto che “il segretario del tesoro Geithner e Carl Bildt sollecitavano una recessione più breve e non una di dieci anni … in parte perché una recessione di dieci anni danneggerebbe gli stessi industriali del gruppo Bilderberg, [che] per quanto vogliano avere un dipartimento globale per l’occupazione ed un dipartimento globale del tesoro, gli piace ancora far soldi e una recessione così lunga gli costerebbe un bel po’ di soldoni industrialmente parlando perché nessuno comprerebbe i loro giocattoli…. l’inclinazione è ad abbreviarla”. [2]

Dopo il termine delle riunioni, Daniel Estulin ha riferito che “una delle maggiori preoccupazioni del gruppo Bilderberg è il pericolo che il loro zelo per cambiare il mondo architettando il caos al fine di attuare il loro programma a lungo termine possa far sì che la situazione gli sfugga di mano e conduca infine ad uno scenario dove il Bilderberg e l’elite globale in generale sono sopraffatti dagli eventi e finiscono col perdere il controllo che esercitano sul pianeta”. [3]

Il 21 maggio scorso la Macedonian International News Agency [agenzia di stampa internazionale macedone] ha reso noto che “una nuova relazione del Cremlino sul misterioso gruppo del Bilderberg, che la scorsa settimana ha tenuto la sua riunione annuale in Grecia, afferma che le elite corporative, politiche e finanziarie dell’occidente sono riemerse dalla loro riunione segreta dopo aver raggiunto l’accordo che per poter continuare nel loro slancio verso un nuovo ordine mondiale dominato dai poteri occidentali, il dollaro USA deve essere ‘totalmente’ distrutto”. La stessa relazione del Cremlino avrebbe inoltre affermato che “la maggior parte delle elite più ricche dell’occidente hanno partecipato ad una riunione segreta senza precedenti a New York, indetta e condotta da” David Rockefeller, “per complottare la fine del dollaro USA”. [4]

La riunione segreta dei miliardari

La riunione a cui viene fatto riferimento è stata una riunione segreta, dove “una dozzina delle persone più ricche del mondo si sono riunite per un incontro privato senza precedenti dietro invito di Bill Gates e Warren Buffett per parlare di regalare denaro”, tenutasi presso la Rockefeller University, e che comprendeva noti filantropi come Gates, Buffett, il sindaco di New York Michael Bloomberg, George Soros, Eli Broad, Oprah Winfrey, David Rockefeller senior e Ted Turner. Uno dei presenti ha affermato che “non era segreta”, ma che “doveva essere un incontro tra colleghi e amici. Era una cosa di cui si parlava da tempo. Bill e Warren speravano di poterlo fare occasionalmente. Hanno mandato gli inviti e la gente è venuta”. L’editore del Chronicle of Philanthropy Stacy Palmer ha detto: “considerata la gravità dell’economia in questi tempi, non credo che sia una sorpresa che questi filantropi si siano incontrati”, e che “tipicamente non si incontrano per scambiarsi consigli tra loro”. Ad ospitare la riunione sono stati Buffet, Gates e David Rockefeller. [5] [vedi: Appendice 2: le connessioni del Bilderberg con la riunione dei miliardari ].

Durante la riunione, “i partecipanti hanno rifiutato fermamente di rivelare il contenuto della discussione. Qualcuno ha citato un accordo per garantire la riservatezza della riunione. I portavoce per Buffet, Bloomberg, Gates, Rockefeller, Soros, per la Winfrey ed altri hanno diligentemente rifiutato di commentare, nonostante qualcuno abbia confermato la presenza”. [6] I resoconti indicano che “hanno discusso come affrontare il tracollo globale ed ampliare le loro attività di beneficenza durante la depressione”. [7]

Il quotidiano inglese The Times ha riportato che questi “influenti miliardari si sono riuniti in segreto per considerare come potrebbe essere impiegata la loro ricchezza per rallentare la crescita della popolazione mondiale” e che “hanno parlato di unire le loro forze per superare gli ostacoli politici e religiosi al cambiamento”. È interessante che “l’informale sessione pomeridiana è stata così discreta che ad alcuni assistenti dei miliardari è stato detto che si trovavano a dei ‘briefing di sicurezza’. Inoltre “i miliardari hanno avuto ciascuno 15 minuti per presentare la causa a loro più a cuore. Durante la cena hanno discusso come avrebbero potuto mettersi d’accordo su una ‘causa generale’ che potesse sfruttare i loro interessi”, e quello che è stato deciso è che “erano d’accordo che la priorità era la sovrappopolazione”. Infine “è emerso il consenso a sostenere una strategia che affrontasse la crescita della popolazione come una minaccia potenzialmente disastrosa per l’industria, l’economia e l’ambiente”, e che “devono rimanere indipendenti dalle agenzie governative, che sono incapaci di prevenire quel disastro che tutti vediamo all’orizzonte”. Uno dei presenti alla riunione ha detto che “volevano parlare da ricco a ricco senza doversi preoccupare che qualsiasi cosa che dicessero finisse sui giornali, facendoli apparire come un’alternativa al governo mondiale” [8]

La relazione trapelata

Il reporter investigativo sul Bilderberg Daniel Estulin, secondo quanto è stato riportato, ha ricevuto dalle sue fonti interne un documento conclusivo di 73 pagine per i partecipanti sulla riunione del gruppo Bilderberg, che ha rivelato che esistevano seri disaccordi tra i partecipanti stessi. “I più intransigenti sono favorevoli al declino drammatico e ad una grave depressione di breve durata, ma ci sono anche quelli che credono le cose siano andate fin troppo oltre e che le ricadute del cataclisma economico globale non possono essere calcolate con esattezza se si opta per il modello di Henry Kissinger. Tra questi ultimi c’è Richard Holbrooke. Quello che non si conosce a questo punto è se il punto di vista di Holbrooke coincide, in effetti, con quello di Obama”. La visione di comune consenso è che la recessione sarebbe peggiorata e che la ripresa sarebbe stata “relativamente lenta e protratta”, e di cercare questi termini sulla stampa nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi.

Estulin ha riferito “che alcuni importanti banchieri europei di fronte allo spettro della loro stessa mortalità finanziaria, sono estremamente preoccupati, definendo questa mossa di equilibrismo “insostenibile” e dicono che il deficit di bilancio e commerciale degli USA potrebbe portare come risultato alla fine del dollaro”. Un esponente del Bilderberg ha detto che “le banche stesse non sanno dare risposta su quando (si toccherà il fondo)”. Tutti sembravano essere d’accordo “che il livello di capitale necessario per le banche americane potrebbe essere considerevolmente più elevato di quanto è stato suggerito dal governo americano attraverso i recenti stress test”. Inoltre un esponente del FMI ha indicato che il suo personale studio delle recessioni storiche suggerisce che gli USA hanno superato solo un terzo di quella attuale; pertanto le economie che prevedono di riprendere con una rinascita della domanda da parte degli USA dovranno attendere a lungo”. Uno dei presenti ha asserito che “le perdite azionarie nel 2008 sono state peggiori di quelle del 1929”, e che “anche la prossima fase del declino economico sarà peggiore degli anni ’30, sostanzialmente perché l’economia americana è gravata da circa 20 trilioni di dollari di debito eccedente. Finché tale debito non sarà stato eliminato, l’idea di un boom salutare non è che un miraggio”. [9]

Secondo Jim Tucker, il gruppo Bilderberg si starebbe attivando per organizzare un summit in Israele dall’8 al 11 giugno, dove “i principali esperti mondiali di regolazione” possano “affrontare l’attuale situazione economica in un unico forum”. Con riferimento alle proposte presentate da Carl Bildt per la creazione di un dipartimento del tesoro mondiale e di un dipartimento della sanità mondiale facente capo alle Nazioni Unite, si crede che il FMI diventerà il dipartimento del tesoro mondiale, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità diventerà il dipartimento della sanità mondiale. Bildt ha inoltre riaffermato [il concetto] di “cambiamento climatico” come sfida chiave per il perseguimento degli obiettivi del Bilderberg, riferendosi alla crisi economica come ad una “crisi che si verifica una sola volta in una generazione, mentre il riscaldamento globale è una sfida che si presenta una sola volta nel corso di un millennio”. Bildt ha inoltre proposto l’ampliamento del NAFTA [accordo nordamericano di libero scambio tra USA, Messico e Canada] attraverso l’emisfero occidentale per creare un’Unione Americana, usando l’UE come “modello di integrazione”.

Secondo quanto riportato il FMI avrebbe inviato una relazione al Bilderberg sostenendo la propria trasformazione a dipartimento mondiale del tesoro, e “il segretario al tesoro americano Timothy Geithner ha entusiasticamente approvato il piano per un dipartimento mondiale del tesoro, anche se non ha ricevuto alcuna garanzia di diventarne il leader”. Geithner ha detto inoltre: “la nostra speranza è di poter lavorare con l’Europa su una struttura globale, un’infrastruttura globale che abbia un’appropriata supervisione”. [10]

Il piano del Bilderberg in azione?

Riorganizzare la Federal Reserve

Dopo la conferenza del Bilderberg si sono susseguiti svariati annunci interessanti da parte di alcuni partecipanti chiave, specificamente in relazione alla riorganizzazione della Federal Reserve. Il 21 maggio scorso è stato riportato che si crede che il segretario al tesoro americano Timothy Geithner “abbia una forte propensione a dare alla Federal Reserve un ruolo centrale nella regolazione futura” e che “si intende che la Fed si farà carico di parte del lavoro attualmente svolto dalla Securities and Exchange Commission americana”. [11]

Mercoledì 20 maggio Geithner ha parlato al Senate Banking Committee [comitato di attività bancarie del senato americano] asserendo che “ci sono indicazioni importanti che il nostro sistema finanziario è in via di ripresa”. Circa la regolamentazione del sistema finanziario, Geithner ha affermato che “dobbiamo assicurare che le regole internazionali per la regolamentazione della finanza siano coerenti con gli standard elevati che implementeremo negli Stati Uniti”. [12]

Bloomberg ha reso noto che “l’amministrazione di Obama potrà richiedere che vengano tolti alla Securities and Exchange Commission alcuni dei suoi poteri secondo una riorganizzazione regolatrice” e che “la proposta ancora da finalizzare, darà prevedibilmente alla Federal Reserve maggiore autorità di sorveglianza sulle società finanziarie ritenute troppo grandi per fallire. La Fed potrà ereditare alcune delle funzioni della SEC, mentre altre passeranno ad altre agenzie”. È interessante che “l’agenzia del presidente della SEC Mary Schapiro è stata per lo più assente nelle negoziazioni all’interno dell’amministrazione sulla revisione regolatrice, ed ha espresso frustrazione per non essere stata consultata”.

È stato reso noto che “il segretario al tesoro Timothy Geithner avesse intenzione di discutere le proposte di cambiare le regolamentazioni finanziarie ieri sera durante una cena con il direttore del National Economic Council Lawrence Summers [che è stato anche presente al Bilderberg], con l’ex presidente della Fed Paul Volcker [anche lui al Bilderberg], con l’ex presidente del SEC Arthur Levitt ed Elizabeth Warren, professore di legge all’università di Harvard che fa capo al gruppo di controllo del Congresso per il Troubled Asset Relief Program da 700 miliardi di dollari”. [13] La Federal Reserve è una banca centrale privata, di proprietà dei suoi azionisti, che consistono nelle banche principali che formano ciascuna Fed bank regionale (la più grande delle quali è la JP Morgan Chase e la Federal Reserve Bank di New York). Questo piano darebbe essenzialmente ad una banca privata, che ha autorità governativa, l’abilità di regolare le banche che la possiedono. È come mettere un colonnello a sorvegliare un generale verso cui è direttamente responsabile. Come mettere la volpe a far la guardia alle galline. È letteralmente concedere la proprietà sul regolatore finanziario alle banche che vengono regolate.

Come riferito da Market Watch, una pubblicazione online del Wall Street Journal, “la Federal Reserve, creata quasi 100 anni fa a seguito di un periodo di panico finanziario, potrebbe essere trasformata in un’agenzia diversa mentre l’amministrazione di Obama reinventa il modo in cui il governo interagisce con il sistema finanziario”. Con riferimento alla comparsa di Geithner al Senato, è stato reso noto che “anche Geithner è stato sottoposto a terzo grado sulle intime relazioni esistenti tra le grandi banche e le banche regionali della Federal Reserve. Prima che Geithner entrasse a far parte dell’amministrazione era il presidente della New York Fed, che è una strana istituzione ibrida pubblica-privata che è gestita e posseduta dalle banche”. In risposta “Geithner ha insistito che le banche private non hanno voce in capitolo sulle politiche della New York Fed, ma ha ammesso che le banche sono coinvolte nella nomina del presidente, che fa la politica. Il presidente della New York Fed, Stephen Friedman è stato costretto a rassegnare le dimissioni questo mese a causa dei percepiti conflitti di interesse per le sue grandi partecipazioni nella Goldman Sachs”. [14]

Il FMI come un dipartimento globale del tesoro

L’ordine del giorno del Bilderberg di creare un dipartimento globale del tesoro è già stato avviato prima della conferenza del gruppo con le decisioni prese durante il summit finanziario del G20 ad aprile. Anche se il G20 sembrasse inserirlo più nel contesto della formazione di una banca centrale globale è probabile che il FMI possa rivestire entrambi i ruoli.

Dopo la riunione del G20 all’inizio di aprile 2009, è stato riportato che “il mondo ha fatto un altro passo avanti verso [la creazione] di una valuta globale, con l’appoggio di una banca centrale globale, che gestisce la politica monetaria per tutta l’umanità”, come il comunicato rilasciato dai leader del G20 affermava che “abbiamo concordato di sostenere uno stanziamento generale di SDR che immetterà $250 miliardi di dollari (£170 miliardi di sterline) nell’economia mondiale ed aumenterà la liquidità globale”, e che “gli SDR sono diritti speciali di prelievo, una moneta di carta sintetica emessa dal Fondo Monetario Internazionale che è rimasta in incubazione per mezzo secolo”. Essenzialmente “stanno di fatto mettendo in gioco una valuta mondiale. È fuori dal controllo di qualsiasi ente sovrano”. [15] [vedi Appendice 2: creare una banca centrale del mondo]

Dopo la conferenza del Bilderberg “il presidente Obama ha chiesto al Congresso di autorizzare $100 miliardi di dollari di prestiti per il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per contribuire a creare un fondo di salvataggio da $500 miliardi di dollari”, che darebbe al FMI la prerogativa essenziale di un ministero globale del tesoro, fornendo salvataggi per i paesi in difficoltà in tutto il mondo. Inoltre “la proposta di legge consentirebbe al FMI di prendere prestiti fino a $100 miliardi di dollari dagli USA e di aumentare il contributo fiscale degli Stati Uniti al FMI di $ 8 miliardi di dollari”. Approfondendo sul programma, è stato riferito che “i leader mondiali hanno cominciato con l’iniziativa globale dei salvataggi, chiamata Nuovi Accordi di Prestito (NAB) nel corso del G20 all’inizio di aprile. Il presidente era d’accordo allora di rendere disponibili i fondi aggiuntivi”. Obama ha scritto che “il segretario al tesoro Geithner ha concluso che l’entità dei NAB sfortunatamente è inadeguata per far fronte al tipo di grave crisi economica e finanziaria che stiamo vivendo, e sono d’accordo con lui”. [16]

Con la decisione del G20 di aumentare l’uso dei diritti speciali di prelievo (SDR) del FMI, formando di fatto una valuta mondiale, è stato recentemente reso noto che “l’Africa subsahariana riceverà circa $ 10 miliardi di dollari dal FMI in diritti speciali di prelievo (SDR) per aiutare le sue economie a fronteggiare la crisi finanziaria globale” e che “come parte di un accordo da $ 1,1 trilioni di dollari per combattere la depressione economica mondiale raggiunto durante il summit del G20 di aprile, il FMI emetterà diritti speciali di prelievo per un valore di $ 250 miliardi di dollari, che potranno essere usati per incrementare le riserve di valuta estera”. [17]

Recenti relazioni hanno inoltre indicato che il ruolo del FMI nell’ambito dell’emissione dei SDR va di pari passo con la discussione del gruppo Bilderberg sul potenziale crollo del dollaro americano e “trasformare lo standard del dollaro in un sistema basato sui diritti speciali di prelievo rappresenterebbe una rottura fondamentale con una politica che è durata oltre 60 anni”. È stato riferito che “esistono due modi in cui il ruolo del dollaro nel sistema monetario internazionale può essere ridotto. Una possibilità è una graduale erosione del dollaro come valuta di riserva determinata dal mercato in favore dell’euro. Ma se il ruolo internazionale dell’euro – specialmente il suo utilizzo nei mercati finanziari – è aumentato dal suo inizio, è difficile immaginare che possa superare il dollaro come valuta di riserva dominante nel futuro prossimo”. Tuttavia “essendo improbabile che l’egemonia del dollaro sia seriamente minacciata dalle forze del mercato, per lo meno nel breve e medio termine, l’unico modo di portare ad una seria riduzione del suo ruolo di valuta di riserva è attraverso gli accordi internazionali”. È qui che entrano in gioco gli SDR, dato che “un modo di rendere gli SDR la principale valuta di riserva relativamente presto sarebbe creare e stanziare una grande quantità di nuovi SDR per i membri del FMI.” [18] Che è esattamente quello che sta succedendo adesso con l’Africa e il FMI.

L’ex amministratore delegato del FMI Jacques de Larosière ha affermato recentemente che l’attuale crisi finanziaria “data la sua portata, presenta un’opportunità unica per migliorare le istituzioni, e c’è già il pericolo che si possa perdere questa chance se i diversi attori non riescono ad accordarsi sui cambiamenti prima che riprenda la crescita economica”. Adesso lavora come consulente per la BNP Paribas, una società molto rappresentata alle conferenze del gruppo Bilderberg, ed è stato ministro del tesoro in Francia quando era presidente Valéry Giscard d’Estaing, che è regolarmente presente al Bilderberg. [19]

Il servizio del Guardian sul Bilderberg

Il quotidiano inglese The Guardian è stato l’unico importante quotidiano di informazione tradizionale a fornire una copertura continua della conferenza del Bilderberg durante il fine settimana. Le prime cronache sono state satiriche e leggermente derisorie e si riferivano [alla riunione] come ad “un lungo week-end in un lussuoso hotel, dove le elite del mondo si stringono la mano, brindano, perfezionano il loro ordine del giorno globale e si contendono le sdraio migliori. Credo che Henry Kissinger porterà la sua personale, se la farà portare da un elicottero e la farà sorvegliare 24 ore su 24 7 giorni su 7 da una squadra operativa speciale della CIA” [20] Tuttavia mentre il fine settimana trascorreva lento, il giornalista ha cambiato tono. Il sabato ha riferito “so che mi stanno pedinando. Lo so perché ho appena chiacchierato con i poliziotti in borghese che ho scoperto mentre mi seguivano”, ed è stato arrestato due volte durante il primo giorno delle riunioni per aver cercato di fotografare le limousines che entravano nell’hotel. [21]

Ha poi riferito che non era certo di quello che stessero discutendo dentro l’hotel, ma che aveva “una sensazione di qualcosa di marcio nello stato della Grecia”, ed ha inoltre affermato: “tre giorni e sono stato trasformato in un sospetto, uno che crea problemi, indesiderato, che si sente a disagio, stanco e un po’ intimorito”. Ha poi continuato a scrivere che “il Bilderberg è una questione di controllo. Verte sul ‘che facciamo adesso?’ Mandiamo avanti già un sacco di cose, e se ne mandassimo avanti più? Perché non rendiamo più facile la gestione? Più efficienza. L’efficienza è positiva. Sarebbe così talmente più facile con un’unica banca, un’unica valuta, un mercato unico, un governo unico. Che ve ne pare anche di un esercito unico? Sarebbe davvero fico. Non ci sarebbero più guerre, allora. Questo cocktail di gamberetti è BUONO. Che ve ne pare di un unico modo di pensare? Di un internet controllato?”, e poi “oppure no”.

Fa una considerazione molto astuta, in contrapposizione all’argomento spesso postulato che il Bilderberg è semplicemente un forum dove le persone possono parlare liberamente, scrivendo: “Sono così maledettamente stanco di vedere il potere nelle mani dei pochi. Me l’hanno sbattuto in faccia per tre giorni e mi ronza intorno al naso come una vespa. Non mi importa se il gruppo Bilderberg vuole salvarlo il mondo o metterlo in un frullatore e bersi il succo, non credo che la politica debba essere fatta così” e l’autore Charlie Skelton, ha affermato eloquentemente “se cercassero di curare il cancro lo potrebbero fare alla luce del sole”. Ha spiegato inoltre che “il Bilderberg è una questione di posizioni di controllo. Mi ci avvicino più di mezzo miglio e improvvisamente sono uno dei controllati. Sono pedinato, sorvegliato, segnalato, detenuto, e ancora detenuto. Ero stato messo in quella posizione dal “potere” che stava sulla strada”. [22]

Domenica 17 maggio Skelton ha riferito che quando ha chiesto al capo della polizia perché fosse pedinato, il capo ha risposto chiedendogli “perché è qui?”. Skelton ha detto che era lì per fare un servizio sulla conferenza Bilderberg, e di rimando il capo ha affermato “beh, è quella la ragione! Ecco perché! Abbiamo finito!” [23] I reporter vengono seguiti in giro e pedinati dai poliziotti quando fanno servizi sul World Economic Forum? No. Allora perché succede con il Bilderberg se davvero è una conferenza per discutere liberamente le idee?

Un lunedì mattina dopo la conferenza, Skelton ha scritto che: “Non sono io il solo ad essere stato trascinato sotto custodia della polizia per aver osato essere a circa mezzo miglio dai cancelli dell’hotel. I pochi giornalisti che si sono recati a Vouliagmeni quest’anno sono stati intimiditi e molestati e si sono sentiti puntati contro la parte a punta di un walkie-talkie greco. Sono in molti ad essere stati arrestati. Bernie, dell’American Free Press, e Gerhard il documentarista (sembra il nome di un personaggio di Dungeons and Dragons) ha noleggiato un’imbarcazione da un porto vicino per cercare di scattare foto dal mare. Sono stati fermati a tre miglia di distanza dal resort. Dalla marina militare greca”. Come ha detto lo stesso Skelton: “I miei dispacci sulla conferenza del 2009, ammesso che abbiano un qualche significato, rappresentano nel modo più acuto nient’altro che l’assenza di una approfondita copertura mediatica generale”. [24]

La relazione finale di Skelton sul Bilderberg del 19 maggio mostra quanto fosse cambiato nei diversi giorni in cui ha fatto la cronaca della riunione. Dallo scrivere scherzosamente sulla riunione, alla scoperta che era pedinato dalle forze dell’ordine greche. Skelton ha riflettuto “allora chi è paranoico qui? Io, che mi nascondo nei vani delle scale, che scruto il marciapiede dietro di me riflesso sulle vetrine dei negozi, che sto all’aperto per la mia sicurezza? Oppure il Bilderberg, con i suoi due F-16, gli elicotteri che sorvolano il cielo, le mitragliatrici, i commando della marina militare e la politica di detenere ripetutamente e molestare una manciata di turisti? Chi è il matto? Io o il barone Mandelson? Io o Paul Volker, capo dell’Economic Advisory Board di Obama? Io o il presidente della Coca-Cola?”

Skelton ha affermato che “la pubblicità è sale puro per il gigantesco lumacone del Bilderberg. Quindi suggerisco di tornare l’anno prossimo con un po’ più di tinozze. Se la stampa tradizionale si rifiuta di fornire la giusta copertura di questo notevole evento annuale, allora lo dovranno fare i cittadini che sono interessati: media fatti dalla gente”.

Sorprendentemente Skelton ha commentato di aver imparato dopo la conferenza Bilderberg, che “dobbiamo lottare, lottare, lottare, adesso – proprio adesso, in questo preciso istante, con ogni centimetro cubo del nostro animo – per impedire [l’introduzione nel Regno Unito] delle carte d’identità”, perché “è essenzialmente una questione di poter chiedere, dell’obbligo di mostrare, della giustificazione della propria esistenza, del potere di chi chiede contrapposto alla sottomissione dell’interrogato”. Ha detto che ha “imparato questo dalle perquisizioni fatte a caso, dalle detenzioni, dalle provocazioni dei babbei della security e dallo sbattere di pugni sulle scrivanie senza numero della polizia che ho dovuto sopportare per il Bilderberg: ho trascorso la settimana vivendo in un possibile futuro da incubo e in molti differenti e terribili passati. Ho intravisto per un attimo un mondo di controlli a caso e i poteri di una security non controllata. E mi ha lasciato sconvolto. Mi ha lasciato, letteralmente i lividi.” Ha spiegato incisivamente che “la carta di identità ti trasforma da libero cittadino a sospetto”. [25]

Chi c’era?

Tra i membri del gruppo del Bilderberg ci sono vari monarchi europei. Alla conferenza di quest’anno era presente la regina Beatrice d’Olanda, che non a caso è la maggiore singola azionista della Royal Dutch Shell, una delle più grandi corporazioni del mondo. È stata raggiunta da uno dei suoi tre figli, il principe Constantijn, che è stato anche presente alla riunione. Il principe Constantijn ha lavorato con il Commissario Europeo olandese per l’EU, oltre ad essere stato un consulente di politica strategica per la Booz Allen & Hamilton di Londra, una delle maggiori società di consulenza strategica e tecnica nei settori dell’analisi economica e aziendale, dell’analisi dell’intelligence e delle operazioni e della tecnologia dell’informazione, oltre a molti altri. Il principe Constantijn è stato inoltre un ricercatore per la RAND Corporation in Europa. La RAND è stata inizialmente fondata come un think tank di politica globale, creata per offrire ricerca ed analisi alle forze armate USA, tuttavia adesso collabora con i governi, le fondazioni, le organizzazioni internazionali e le organizzazioni commerciali. [26] Tra i reali presenti c’era anche il principe Philippe del Belgio e la regina Sofia di Spagna.

Le banche private

Come consueto l’elenco dei presenti era pieno di nomi che rappresentavano le maggiori banche del mondo. Tra questi, David Rockefeller, ex direttore generale e presidente della Chase Manhattan, ora JP Morgan Chase, di cui era fino a poco tempo fa il presidente dello International Advisory Board; ed è tuttora presidente onorario del Council on Foreign Relations, presidente del Board of the Americas Society e del Council of the Americas, presidente onorario della Commissione Trilaterale, che ha fondato insieme a Zbigniew Brzezinski; è inoltre uno dei membri fondatori del gruppo Bilderberg, un illustre filantropo nonché patriarca di una delle dinastie del settore bancario più ricche e potenti del mondo.

Era presente anche Josef Ackermann, un banchiere svizzero che è direttore generale della Deutsche Bank, nonché direttore non esecutivo della Royal Dutch Shell, vice presidente della Siemens AG, il maggior colosso tecnologico d’Europa; è anche membro dell’International Advisory Council dello Zurich Financial Services Group; presidente del consiglio dell’Istituto Internazionale delle Finanze, l’unica associazione globale di istituzioni finanziarie al mondo; e vice presidente del consiglio di fondazione del Forum Economico Mondiale. [27]

Anche Roger Altman era presente alla riunione del Bilderberg: un investment banker, investitore finanziario di private equity, nonché ex sotto segretario al tesoro durante l’amministrazione di Clinton. Gli altri banchieri presenti alla riunione di quest’anno comprendono Ana Patricia Botin, presidente della banca spagnola Banco Español de Crédito, avendo lavorato in precedenza con la JP Morgan; Frederic Oudea, direttore generale e nuovo presidente del consiglio di amministrazione della banca francese Sociéte Generale; Tommaso Padoa-Schioppa, banchiere ed economista italiano ed ex ministro dell’economia e delle finanze in Italia; Jacob Wallenberg, presidente della Investor AB; Marcus Wallenberg, direttore generale della Investor AB; e George David, direttore generale della United Technologies Corporation, che fa inoltre parte del consiglio della Citigroup, membro del Business Council, del Business Roundtable, e che è vice presidente del Peterson Institute for International Economics. [per maggiori informazioni sul Peterson Institute, vedere: Appendice 1]

I banchieri canadesi comprendevano W. Edmund Clark, presidente e direttore generale del TD Bank Financial Group, che fa inoltre parte del consiglio di amministrazione del C.D. Howe Institute, un prominente think tank canadese; Franck McKenna, vice presidente del TD Bank Financial Group, ex ambasciatore canadese per gli Stati Uniti, ex premier del New Brunswick; e Indira Samarasekera, presidente dell’università di Alberta, che fa parte anche del consiglio della Scotiabank, una delle maggiori banche canadesi.

Le banche centrali

Naturalmente, tra i membri illustri del gruppo Bilderberg ci sono gli esponenti delle maggiori banche centrali del mondo. Quest’anno tra i membri c’era il governatore della Banca Nazionale della Grecia, il governatore della Banca d’Italia, il presidente della Banca Europea degli Investimenti, James Wolfensohn, ex presidente della Banca Mondiale, e Nout Wellink, facente parte del consiglio della Bank for International Settlements (BIS) [Banca dei Regolamenti Internazionali, BRI]. [28] Anche Jean-Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea era presente. [29] Non vi sono indicazioni che il governatore della Federal Reserve Ben Bernanke fosse presente, che sarebbe uno strano evento, considerato che il governatore della Federal Reserve è sempre presente alle riunioni del Bilderberg, accanto al presidente della Federal Reserve Bank di New York, William C. Dudley. Ho contattato la New York Fed per chiedere se Dudley è stato in visita in Grecia o ha partecipato a qualsiasi riunione in Grecia tra il 14 e il 17 maggio, o se un altro rappresentante senior della New York Fed ci fosse andato al suo posto. Devo ancora ricevere una risposta.

L’amministrazione di Obama al Bilderberg

L’amministrazione di Obama è stata ampiamente rappresentata alla riunione del Bilderberg di quest’anno. Tra i presenti c’erano Keith B. Alexander, tenente generale dell’esercito americano e direttore della National Security Agency, l’enorme agenzia di spionaggio degli Stati Uniti; Timothy Geithner, segretario al tesoro USA ed ex presidente della Federal Reserve di New York; Richard Holbrooke, inviato speciale dell’amministrazione di Obama per l’Afghanistan e il Pakistan; il Generale James Jones, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti; Henry Kissinger, l’inviato speciale di Obama in Russia, membro da lungo tempo del Bilderberg ed ex segretario di stato e consigliere per la sicurezza nazionale; Dennis Ross, consigliere speciale per il Golfo Persico e l’Asia sud-occidentale per il segretario di stato Hillary Clinton; David Patraeus, Comandante del CENTCOM (il Comando Centrale USA in Medio Oriente), Lawrence Summers, direttore del National Economic Council della Casa Bianca, ex segretario del tesoro durante l’amministrazione di Clinton, ex presidente dell’università di Harvard, ex capo economista della Banca Mondiale; Paul Volcker, ex governatore del Federal Reserve System e presidente dell’Economic Recovery Advisory Board di Obama; Robert Zoellick, ex presidente della Goldman Sachs ed attuale presidente della Banca Mondiale; [30] e il sotto segretario di stato James Steinberg [31].

Altri nomi illustri

Tra i molti altri presenti alla riunione c’era il Visconte Étienne Davignon, ex vice presidente della Commissione Europea e presidente onorario del Gruppo Bilderberg; Francisco Pinto Balsemão, ex primo ministro del Portogallo; Franco Bernabè, direttore della Telecom Italia e vice presidente della Rothschild Europe; Carl Bildt, ex primo ministro della Svezia; Kenneth Clarke, segretario ombra degli affari nel Regno Unito; Richard Dearlove, ex capo dei servizi segreti britannici (MI6); Donald Graham, direttore della Washington Post Company; Jaap De Hoop Scheffer, segretario generale della NATO; John Kerr, membro della Camera dei Lord britannica e vice presidente della Royal Dutch Shell; Jessica Matthews, presidente del Canergie Endowment for International Peace; Richard Perle dell’American Enterprise Institute; Romano Prodi, ex presidente del consiglio italiano; J. Robert S. Prichard, direttore generale della Torstar Corporation e presidente emerito dell’università di Toronto; Peter Sutherland, ex direttore generale dell’Accordo Generale sulle Tariffe doganali e il Commercio (GATT), primo direttore dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ed attuale presidente della British Petroleum (BP) e della Goldman Sachs International oltre a far parte del consiglio di amministrazione della Royal Bank of Scotland, ad essere presidente della Commissione Trilaterale, vice presidente della Tavola Rotonda Europea degli Industriali nonché membro da lungo tempo del Bilderberg; Peter Thiel, del consiglio di amministrazione di Facebook; Jeroen van der Veer, direttore generale della Royal Dutch Shell; Martin Wolf, editore associato e commentatore economico capo del quotidiano Financial Times; e Fareed Zakaria, un giornalista americano e un membro del consiglio del Council on Foreign Relations. [32] È stato anche riportato che la riunione di quest’anno avrebbe coinvolto anche il direttore generale di Google Eric Schmidt, oltre all’editore del Wall Street Journal, Paul Gigot, [33] che erano entrambi presenti l’anno scorso.

Conclusione

Chiaramente, è stata la prerogativa della riunione del Bilderberg di quest’anno di sfruttare per quanto possibile la crisi finanziaria globale per raggiungere gli obiettivi per cui hanno lottato per molti anni. Che comprendono la creazione di un dipartimento globale del tesoro, probabilmente in congiunzione con una banca centrale globale o che sia rappresentato dalla medesima istituzione; entrambi sembrano essere nel processo di essere incorporati nel FMI.

Naturalmente, le riunioni del Bilderberg servono gli interessi delle persone e delle organizzazioni che vi sono rappresentate. Dato il gran numero di rappresentanti dell’amministrazione di Obama che erano presenti, le politiche americane che ruotano intorno alla crisi finanziaria sono probabilmente emerse dal gruppo del Bilderberg e ne servono gli interessi. Considerata la marcata rappresentanza dell’establishment della politica estera di Obama alla conferenza del Bilderberg, è sembrato sorprendente non aver ricevuto ulteriori informazioni circa la polica estera americana dalla riunione del Bilderberg di quest’anno, forse ha a che fare con il Pakistan e l’Afghanistan.

Tuttavia, gli USA hanno recentemente deciso di licenziare il generale che ha avuto la soprintendenza della guerra in Afghanistan, rimpiazzandolo con il “Tenente Generale Stanley McChrystal, ex berretto verde che ha recentemente comandato le operazioni segrete speciali delle forze militari in Iraq.” [35] Dal 2003 al 2008, McChrystal “ha condotto il Joint Special Operations Command (JSOP) del Pentagono, che ha il controllo delle forze armate più critiche, compresa la Delta Force”, ed è stato descritto dal giornalista investigativo vincitore del Premio Pulitzer Seymour Hersh come capo dell’”ala esecutiva di assassinio” [36] del vice presidente Cheney.

Quindi dati i recenti cambiamenti, come pure l’alto livello di rappresentanza dell’establishment della politica estera di Obama al Bilderberg quest’anno, è probabile che siano state prese alcune decisioni o per lo meno che sia stata fatta una discussione sull’escalation della guerra in Afghanistan e l’espansione al Pakistan. Tuttavia non è sorprendente che l’argomento principale dell’ordine del giorno fosse la crisi finanziaria globale. Senza dubbio l’anno prossimo sarà interessante e le elite sperano di certo di renderlo produttivo.

APPENDICE 1: le connessioni del Bilderberg con la riunione dei miliardari

Peter G. Peterson, uno degli ospiti della riunione segreta di miliardari, è l’ex segretario al commercio americano sotto l’amministrazione di Nixon, presidente e direttore generale della Lehman Brothers, della Kuhn Loeb Inc., dal 1977 al 1984 è stato cofondatore del Blackstone Group, la prominente società di private equity e investment bank, di cui è presidente , e nel 1985 è diventato presidente del Council on Foreign Relations prendendo il posto quando David Rockefeller ha rinunciato all’incarico. Ha fondato il Peterson Institute for International Economics ed è stato presidente della Federal Riserve di New York dal 2000 al 2004. Il Peterson Institute for International Economics è un importante think tank mondiale in campo economico, che si prefigge di “informare e formare il dibattito pubblico”, da cui “gli studi dell’Istituto hanno contribuito a fornire il fondamento intellettuale di molte delle principali iniziative finanziarie internazionali degli ultimi vent’anni: la riforma del Fondo Monetario Internazionale (FMI), l’adozione di standard bancari internazionali, dei sistemi di tasso di cambio nei G-7 e nelle economie di mercato emergenti, politiche verso il dollaro, l’euro ed altre valute importanti, e risposte alle crisi di debito e valuta (compresa l’attuale crisi del 2008-09)”. Ha inoltre “dato un importante contributo alle decisioni chiave nelle politiche commerciali” come lo sviluppo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, il NAFTA, l’APEC, e il regionalismo est asiatico. [37]

Ha un prominente elenco di nomi nel suo consiglio di amministrazione. Peter G. Peterson è presidente del consiglio; George David, presidente della United Technologies è il vice presidente, oltre a far parte del consiglio di amministrazione della Citigroup, ed è stato ospite della conferenza Bilderberg di quest’anno; Chen Yuan, governatore della China Development Bank ed ex vice governatore della People’s Bank of China (la banca centrale cinese); Jessica Einhorn, preside della Paul H. Nitze School of Advanced International Studies (SAIS) di Washington della Johns Hopkins University, ex membro ospite del Fondo Monetario Internazionale (FMI), ex amministratore delegato della Banca Mondiale e facente attualmente parte del consiglio della Time Warner e del Council on Foreign Relations; Stanley Fischer, governatore della Banca Centrale d’Israele, ex vice presidente della Banca Mondiale, ed amministratore delegato del FMI, ex vice presidente della Citigroup e regolare partecipante alle riunioni del Bilderberg; Carla A. Hills, ex rappresentante dello US Trade, ed è stata tra i primi negoziatori del NAFTA, fa parte dell’International Advisory Boards dell’American International Group, la Coca-Cola Company, la Gilead Sciences, la J.P. Morgan Chase, membro del comitato esecutivo della Commissione Trilaterale, co-presidente del Council on Foreign Relations, ed ha avuto un ruolo centrale nel documento del CFR “Building a North American Community” (Costruire una Comunità Nordamericana), che cerca di rimodellare il nordamerica secondo le linee dell’Unione Europea, ed è stata inoltre un illustre membro del Bilderberg; anche David Rockefeller fa parte del consiglio del Peterson Institute, come pure Lynn Forester de Rotschild; Jean-Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea, che è presente a tutti gli incontri del Bilderberg; Paul A. Volcker, ex governatore del Federal Reserve System, regolare partecipante alle riunioni del Bilderberg ed attuale presidente dell’Economic Recovery Advisory Board di Obama.

Direttori onorari del Peterson Institute comprendono i membri del Bilderberg Alan Greenspan, ex presidente del consiglio dei governatori del Federal Reserve System, uno dei primi architetti della crisi attuale; Franck E. Loy, ex sotto segretario di stato per gli Affari Globali e che fa parte dei comitati di Difesa Ambientale, il Pew Center for Global Climate Change, il Resources for the Future e la Population Services International; George P. Shultz, ex segretario di stato americano durante l’amministrazione di Reagan, presidente e direttore del Bechtel Group ed ex segretario al tesoro. [38]

APPENDICE 2: creare una banca centrale del mondo

Jeffrey Garten, sottosegretario al commercio per il commercio internazionale durante l’amministrazione di Clinton, ex preside della Yale School of Management, ha prestato precedentemente servizio alla Casa Bianca per la politica economica internazionale sotto Nixon ed ha fatto parte dello staff di programmazione politica dei segretari di stato Henry Kissinger e Cyrus Vance delle amministrazioni di Ford e Carter. È stato anche amministratore delegato della Lehman Brothers e del Blackstone Group, ed è anche membro del Council on Foreign Relations. Già dal 1998 Garter ha scritto un articolo per il New York Times in cui sosteneva la creazione di una banca centrale mondiale. [39]

Durante l’attuale crisi finanziaria, Garten ha scritto un articolo per il Financial Times in cui sosteneva “la creazione di un’autorità monetaria globale per la sorveglianza dei mercati che sono diventati senza frontiere”, agendo come una banca centrale globale. [40] Alla fine di ottobre, Garten ha scritto un articolo per Newsweek in cui ha detto che “i leader mondiali dovrebbero iniziare a preparare il terreno per la creazione di una banca centrale globale”. [41]

Tre giorni dopo la pubblicazione dell’articolo di Gartner su Newsweek, è stato reso noto che “il Fondo Monetario Internazionale potrebbe presto non avere denaro per salvare un sempre crescente elenco di paesi che vanno in frantumi nell’Europa dell’est, in America Latina, in Africa e in parti dell’Asia, suscitando timori che dovrà attingere ai contribuenti nei paesi occidentali per un’infusione di capitale oppure ricorrere all’opzione nucleare di stamparsi i soldi da sé”. Inoltre “l’opzione nucleare è di stamparsi i soldi emettendo Diritti di Prelievo Speciali, agendo in effetti come se fosse la banca centrale del mondo”. [42]

[Per ulteriori particolari sulle mosse fatte per creare una banca centrale globale, valute regionali, una valuta di riserva globale ed un organo governativo mondiale, vedere: Andrew G. Marshall, The Financial New World Order: Towards a Global Currency and World Government: Global Research, 6 aprile 2009]

Note

[1] CFP, Annual Elite Conclave, 58th Bilderberg Meeting to be held in Greece, May 14-17. Canadian Free Press: May 5, 2009:
http://canadafreepress.com/index.php/article/10854

[2] Paul Joseph Watson, Bilderberg Wants Global Department Of Health, Global Treasury. Prison Planet: May 16, 2009:

http://www.infowars.com/bilderberg-wants-global-department-of-health-global-treasury/

[3] Paul Joseph Watson, Bilderberg Fears Losing Control In Chaos-Plagued World. Prison Planet: May 18, 2009:
http://www.prisonplanet.com/bilderberg-fears-losing-control-in-chaos-plagued-world.html

[4] Sorcha Faal, Bilderberg Group orders destruction of US Dollar? MINA: May 21, 2009:
http://macedoniaonline.eu/content/view/6807/53/

[5] Kristi Heim, What really happened at the billionaires’ private confab. The Seattle Times: May 20, 2009:
http://seattletimes.nwsource.com/html/thebusinessofgiving/2009244202_what_really_happened_at_the_bi.html

[6] A. G. Sulzberger, The Rich Get … Together (Shhh, It Was a Secret). The New York Times: May 20, 2009:
http://cityroom.blogs.nytimes.com/2009/05/20/the-rich-get-together-shhh-it-was-a-secret/

[7] Chosun, American Billionaires Gather to Discuss Slump. The Chosun Ilbo: May 22, 2009:
http://english.chosun.com/site/data/html_dir/2009/05/22/2009052200772.html

[8] John Harlow, Billionaire club in bid to curb overpopulation. The Sunday Times: May 24, 2009:
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/us_and_americas/article6350303.ece

[9] Press Release, Investigative Author, Daniel Estulin Exposes Bilderberg Group Plans. PRWeb: May 22, 2009:
http://www.prweb.com/releases/Bilderberg_Group_Meeting/Daniel_Estulin/prweb2453144.htm

[10] James P. Tucker Jr., BILDERBERG AGENDA EXPOSED. American Free Press: June 1, 2009:
http://www.americanfreepress.net/html/bilderberg_2009_179.html

[11] James Quinn, Tim Geithner to reform US financial regulation. The Telegraph: May 21, 2009:
http://www.telegraph.co.uk/finance/newsbysector/banksandfinance
/5359527/Tim-Geithner-to-reform-US-financial-regulation.html

[12] Greg Menges, U. S. Secretary of the Treasury Timothy F. Geithner speech before the Senate Banking Committee. Examiner: May 20, 2009:
http://www.examiner.com/x-8184-Boston-Investing-Examiner~y2009m
5d20-U-S-Secretary-of-the-Treasury-Timothy-F-Geithner-speech-before-the-Senate-Banking-Committee

[13] Robert Schmidt and Jesse Westbrook, U.S. May Strip SEC of Powers in Regulatory Overhaul. Bloomberg: May 20: 2009:
http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&sid=a18ctNv3FDcw

[14] Rex Nutting, Fed could be completely retooled, Geithner says. Market Watch: May 20, 2009:
http://www.marketwatch.com/story/fed-could-be-completely-retooled-geithner-says

[15] Ambrose Evans-Pritchard, The G20 moves the world a step closer to a global currency. The Telegraph: April 3, 2009:
http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/ambroseevans_pritchard/5096524/The-G20-moves-the-world-a-step-closer-to-a-global-currency.html

[16] Marie Magleby, Obama Wants U.S. to Loan $100 Billion to Global Bailout Fund. CNS News: May 20, 2009:
http://www.cnsnews.com/public/content/article.aspx?RsrcID=48329

[17] Joe Bavier, Sub-Saharan Africa to receive $10 bln in SDRs-IMF. Reuters: May 25, 2009:
http://www.reuters.com/article/latestCrisis/idUSLP336909

[18] Onno Wijnholds, The Dollar’s Last Days? International Business Times: May 18, 2009:
http://www.ibtimes.com/articles/20090518/dollar-rsquolast-days.htm

[19] MATTHEW SALTMARSH, Former I.M.F. Chief Sees Opportunity in Crisis. The New York Times: May 22, 2009:
http://www.nytimes.com/2009/05/23/business/global/23spot.html?ref=global

[20] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: in pursuit of the world’s most powerful cabal. The Guardian: May 13, 2009:
http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/13/in-search-of-bilderberg

[21] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: They’re watching and following me, I tell you. The Guardian: May 15, 2009:
http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/15/bilderberg-charlie-skelton-dispatch

[22] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: I’m ready to lose control, but they’re not. The Guardian: May 15, 2009:
http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/15/bilderberg-charlie-skelton-dispatch1

[23] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: ‘You are not allowed to take pictures of policemen!’ The Guardian: May 17, 2009:
http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/17/charlie-skelton-bilderberg

[24] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: Fear my pen. The Guardian: May 18, 2009:
http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/18/bilderberg-charlie-skelton-dispatch

[25] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: Let’s salt the slug in 2010. The Guardian: May 19, 2009:
http://www.guardian.co.uk/news/blog/2009/may/19/bilderberg-skelton-greece

[26] Dutch Royal House, Work and official duties. Prince Constantijn:
http://www.koninklijkhuis.nl/english/content.jsp?objectid=18215

[27] Deutsche Bank, Management Board. Our Company:
http://www.db.com/en/content/company/management_board.htm

[28] InfoWars, Bilderberg 2009 Attendee List (revised). May 18, 2009:
http://www.infowars.com/bilderberg-2009-attendee-list/

[29] Demetris Nellas, Greek nationalists protest Bilderberg Club meeting. AP: May 14, 2009:
http://www.google.com/hostednews/ap/article/ALeqM5jep_nbEq1srzJHFQ8fRGNQO3P38QD987H3200

[30] InfoWars, Bilderberg 2009 Attendee List (revised). May 18, 2009:
http://www.infowars.com/bilderberg-2009-attendee-list/

[31] MRT, Top US official arrives in Greece. Macedonian Radio and Television: May 15, 2009:
http://www.mrt.com.mk/en/index.php?option=com_content&task=view&id=6112&Itemid=28

[32] InfoWars, Bilderberg 2009 Attendee List (revised). May 18, 2009:
http://www.infowars.com/bilderberg-2009-attendee-list/

[33] WND, Google joins Bilderberg cabal. World Net Daily: May 17, 2009:
http://worldnetdaily.com/index.php?fa=PAGE.view&pageId=98469

[34] Adam Abrams, Are the people who ‘really run the world’ meeting this weekend? Haaretz: May 14, 2009:
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1085589.html

[35] YOCHI J. DREAZEN and PETER SPIEGEL, U.S. Fires Afghan War Chief. The Wall Street Journal: May 12, 2009:
http://online.wsj.com/article/SB124206036635107351.html

[36] M.J. Stephey, Stan McChrystal: The New U.S. Commander in Afghanistan. Time Magazine: May 12, 2009:
http://www.time.com/time/politics/article/0,8599,1897542,00.html

[37] PIIE, About the Institute. Peterson Institute for International Economics:
http://www.petersoninstitute.org/institute/aboutiie.cfm

[38] PIIE, Board of Directors. Peterson Institute for International Economics:
http://www.petersoninstitute.org/institute/board.cfm#52

[39] Jeffrey E. Garten, Needed: A Fed for the World. The New York Times: September 23, 1998:
http://www.nytimes.com/1998/09/23/opinion/needed-a-fed-for-the-world.html

[40] Jeffrey Garten, Global authority can fill financial vacuum. The Financial Times: September 25, 2008:
http://www.ft.com/cms/s/7caf543e-8b13-11dd-b634-0000779fd18c,Authorised=false.html?_i_
location=http%3A%2F%2Fwww.ft.com%2Fcms%2Fs%2F0%2F7caf543e-8b13-11dd-b634-000077
9fd18c.html&_i_referer=http%3A%2F%2Fwilliamnotes.wordpress.com%2F2008%2F09%2F30%2Fgarten-on-a-global-monetary-authority%2F

[41] Jeffrey Garten, We Need a Bank Of the World. Newsweek: October 25, 2009: http://www.newsweek.com/id/165772

[42] Ambrose Evans-Pritchard, IMF may need to “print money” as crisis spreads. The Telegraph: October 28, 2009:
http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/ambroseevans
_pritchard/3269669/IMF-may-need-to-print-money-as-crisis-spreads.html

Andrew G. Marshall è un ricercatore associato del Centre for Research on Globalization [Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione] (CRG). Sta attualmente studiando Storia ed Economia Politica presso la Simon Fraser University.

Titolo originale: “The Bilderberg Plan for 2009: Remaking the Global Political Economy”

Fonte: http://www.globalresearch.ca
26.05.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Micaela Marri