Tuffo nel passato…

[...] L’altra sorpresa (di cui i grandi giornali stranamente non parlano) è che si comincia a sapere chi ha giocato in Borsa sull’attentato dell’11 settembre. E’ già stato accertato che «qualcuno» cercò di fare i soldi, tanti soldi, scommettendo in anticipo sul crollo delle azioni delle due compagnie aeree - American Airlines e United Airlines – che sarebbero poi state coinvolte nella tragedia dell’11 settembre 2001.

Sarà un Caso?

Ora emerge molto, molto di più.Intanto questi «qualcuno» agirono a raggio più vasto e in direzioni assolutamente inequivocabili per dimostrare (oggi) che «sapevano» (allora) della prossima esecuzione della gigantesca operazione terroristica. Infatti anche la Morgan Stanley Dean Witter & Co., che occupava 22 piani del World Trade Center, insieme alla Merrill Lynch & Co., che aveva i suoi uffici centrali nelle immediate vicinanze delle Twin Towers, furono oggetto delle stesse attività speculative. Insieme a loro furono colpite dal diluvio speculativo anche Axa Reinsurance (che possiede il 25% di American Airlines), Marsh & Mc Lennan, Munich Reinsurance, Swiss Reinsurance e Citigroup. Con quanti giorni d’anticipo? Secondo l’Istituto Israeliano per le politiche antiterrorismo, situato nei sobborghi di Tel Aviv, nellacittadina di Herzliyya, molte (non tutte) di queste operazioni speculative avvennero nel Chicago Board Options Exchange, tra il 6 e il 10 settembre 2001.

Tutte aziende che hanno parecchio a che fare con il WTC e che sono state oggetto di speculazioni nell’immediata vigilia dell’attentato.

Ma ora emergono anche alcuni nomi di questi «qualcuno». I quali non paiono essere né arabi, né musulmani, bensì bianchi, cristiani e cittadini americani. E passi: anche tra i taleban c’erano degli americani. Ma qui c’è di più. Costoro – stando alle informazioni raccolte da Michael C. Ruppert e pubblicate da numerosi e autorevoli siti Internet, tra cui quello stesso dell’istituto israeliano citato (www.ict.org.il), da Global Research, da Rense.com, da www.hereinreality.com - in almeno uno dei casi citati erano alti dirigenti di una importante banca americana, la Bankers Trust (BT).

Strano…

Fu proprio la Bankers Trust a piazzare un nutrito pacchetto di put options sul groppone di United Airlines. Per far capire il meccanismo: le put options sono contratti futures che consentono all’acquirente di fare affari se le azioni stanno per crollare (le call options, al contrario sono azioni che si acquistano in previsione di forti rialzi).E ora l’altra sorpresa. La Bankers Trust acquistò nel 1997 la A.B.Brown, una banca minore d’investimenti il cui presidente era il signor A.B. Krongard, detto «Buzzy». Krongard diventò allora vice-presidente della BankersTrust-AB Brown. Ma la sua carriera ebbe presto sviluppi importanti.Nel 1998 egli raggiunse gli uffici della Cia come consigliere del suo direttore, George Tenet. E fu promosso direttore esecutivo dal presidente George W. Bush nel marzo del fatale 2001. Piccolo ulteriore particolare: BT fa parte dal 1999 di Deutschebank.

Pronto? L’antifona si capisce parecchio bene mi sembra…

[...] Ma si sa che la Cia da lungo tempo teneva d’occhio, in tempo reale, attraverso sofisticati softwares, operazioni finanziarie del tipo descritto, sia in previsione di attacchi terroristici, sia di altre azioni finanziarie suscettibili di danneggiare l’economia americana. Dunque niente affatto sprovveduti, come li si vuole far passare adesso. Avevano gli occhi bene aperti ben prima dell’11 settembre. Non potevano non accorgersi, ad esempio, che le put options contro United Airlines si erano moltiplicate per 90 volte il normale tra il 6 e il 10 settembre.

Ma tu guarda la sfortuna, proprio non se ne sono accorti.

Secondo la Cbs del 26 settembre, il livello fu 285 volte più alto della media il giovedì precedente l’attentato.E’ solo un esempio. I campanelli delle Borse suonarono l’allarme, ma nessuno se ne accorse. E «Buzzy» non può avere cancellato tutte le sue amicizie negli ultimi tre anni. Tra coloro con cui è andato a cena nel frattempo c’erano dunque, molto probabilmente, conoscitori in anticipo dell’operazione terroristica. E che «numero tre» della CIA abbiamo se frequenta amici così intimi dei terroristi senza saperlo? E, se si fa l’elenco degli ex alti funzionari della Cia che sono dentro il sistema finanziario, si possono trovare nomi come David Doherty, generale in pensione, ora vice-presidente della Borsa di New York, John Deutsch, ex direttore della Cia con Clinton e ora nel consiglio di amministrazione di Citigroup, Nora Slatkin, ex direttore esecutivo della Cia e ora nel CdA di Citybank, eccetera eccetera. Tutti molto sprovveduti?

O parecchio faccie da culo?

Adesso i malloppi così guadagnati giacciono nei forzieri, non ritirati. Sono 2.5 milioni di dollari per United Airlines; sono 4 milioni di dollari per American Airlines; sono 1,2 milioni di dollari per Morgan Stanley; sono 5,5 milioni di dollari per Merril Lynch. Totale 13,2 milioni di dollari solo per queste operazioni. Sono le uniche di cui si è accertata l’esistenza ma, molto probabilmente, ce ne furono molte altre, rimaste segrete al grande pubblico, ma niente affatto segrete agli inquirenti. Secondo Andreas Von Bulow, ex parlamentare tedesco responsabile a suo tempo della commissione dicontrollo dei servizi segreti tedeschi – citato da Tagesspiegel il 13 gennaio scorso - le speculazioni da insider trading pre-attentato raggiunsero il vertiginoso livello di 15 miliardi di dollari, coinvolgendo numerose borse, incluse alcune europee. «Altri esperti – scrive Ruppert – hanno stimato un ammontare di 12 miliardi di dollari. La Cbs News ha emesso una stima prudente di 100 milioni di dollari». Gasp!Perché nessuno può ora incassare i premi delle operazioni di insider trading terroristico ? Perché qualcuno bloccò per quattro giorni – dopo l’11 settembre – tutte le operazioni di Borsa. Negli Stati Uniti. In altri paesi non fu così. Ma certo in America si trattava di qualcuno della Cia, che arrivò in ritardo ma fu più furbo degli amici della Cia che sapevano in anticipo e non solo lasciarono fare gli attentati ma ci specularono sopra.Il fatto è, però, che delle inchieste su questi fatti non si sa nulla, sempre che siano ancora in corso. Difficile risalire? Difficile, certo. Ma allora come mai l’ex responsabile della SEC (Security and Exchange Commission), William McLucas, dichiarò a Bloomberg News che le autorità «sono in grado di ricostruire ogni compravendita»? Bisogna volerlo. Se non lo si fa è perché non si vuole ricostruire un bel niente.

E questo mi pare abbastanza logico.

Continuiamo l’avventura…

Le cose sono più complicate, le tracce che inseguiamo non sono di un solo animale, ma di tanti. Dobbiamo richiamare alla memoria del lettore un particolare cui avevamo accennato all’inizio: mani anonime, nell’imminenza dell’11 settembre 2001, speculavano al ribasso sulle azioni delle due compagnie aeree che avrebbero visto i loro apparecchi sfasciarsi sulle torri e sul Pentagono. L’insider trading della morte. Tra il 6 e il 7 settembre, furono comprate al «Chicago Board Options Exchange» 4744 opzioni della «United Airlines». Opzioni «put», che significano una scommessa sul ribasso imminente di quelle azioni. In pratica, le «put» si configurano come una vendita di titoli «allo scoperto»: uno vende titoli che non possiede, promettendo di consegnarli a una certa data, e contando di comprarli quando saranno ribassati. In quegli stessi giorni, 6-7 settembre, le opzioni «call» (cioè che scommettono sul rialzo dei titoli della United Airlines) trattate sul mercato di Chicago furono solo 396: i normali volumi di una giornata normale. Ad essere anormale era il volume delle azioni «put», del 600 per cento superiore alla media di una giornata-tipo.

A nessuno è saltato in testa che magari qualcuno si stava facendo egregiamente i cavoli suoi?

Il 10 dicembre, ancora a Chicago, qualcuno comprò 4516 opzioni «put» dell’American Airlines, contro 748 opzioni «call» vendute quel giorno. Chi ha fatto queste operazioni conosceva precisamente quel che sarebbe accaduto alle due compagnie; si calcola che il guadagno di questi speculatori preveggenti ammonti a 9-10 milioni di dollari.

Qui parliamo di cifre dirette, tanto per avere un idea…

Non basta. Anche la «Morgan Stanley» e la «Merril Lynch» -due banche d’affari che occupavano il ventesimo piano del World Trade Center, furono oggetto di simili speculazioni al ribasso. Nei tre giorni precedenti all’attacco, qualcuno comprò 2157 opzioni put della «Morgan Stanley», con scadenza ad ottobre, e 12215 opzioni put della Merril Lynch: in questo secondo caso, l’aumento del volume di vendite fu del 1200 per cento. Dopo la tragedia, le azioni delle due banche d’affari sono effettivamente cadute; per gli speculatori «che sapevano», un profitto complessivo di 6-7 milioni di dollari.

Il 1200% ? E chi si pone il dubbio?

Ma non basta ancora. Simili speculazioni al ribasso furono fatte sulla tedesca «Munich Re» e sulla svizzera «Swiss Re»: due compagnie assicurative che avevano assicurato molti inquilini delle due Torri. Anche la francese «Axa» fu oggetto di una speculazione al ribasso: e la Axa è una finanziaria che teneva in portafoglio il 25% delle azioni American Airlines. Dopo l’11 settembre, si disse subito che un’indagine seria su quelle speculazioni avrebbe portato alla mappatura della rete finanziaria di al-Qaeda e di Osama bin Laden: e chi se no poteva avere conoscenza anticipata dell’attacco? Gli esperti di finanza avvertirono che l’indagine sarebbe stata in ogni caso difficile, dato l’anonimato che protegge le transazioni sui mercati delle opzioni.

Assicurazioni, finanziarie che hanno pacchetti delle compagnie aeree schiantate quel giorno… tutte coincidenze, e se non lo sono la colpa è di Bin Laden, l’inaciuffabile dializzato, colui che ha ordito il tutto e che visto che c’era, si è ben pensato di dare le dritte a qualche operatore finanziario suo amico. L’unica domanda è : le misure di sicurezza dov’erano? Traffici di azioni impazziti, compagnie aeree, WTC, assicurazioni… a nessuno è saltato in mente di guardare da vicino cosa succedeva? Eppure c’è un modo, vediamo :

Tuttavia, molte speranze erano poste su un programma di computer, chiamato PROMIS. E’ un software che consente di controllare «in tempo reale» le negoziazioni sui titoli, usato da agenzie finanziarie di tutto il mondo per la sua versatilità. Ed è noto che esiste una versione di PROMIS modificata per scopi investigativi, che consente quanto segue: «La polizia può digitare il nome di un sospetto o il numero di una carta di credito, e il software fornisce i particolari dei movimenti finanziari di quella persona».

Un utile aggeggio in questo caso vero?

Così assicurava il canadese «Toronto Star» l’11 ottobre 2001.L’FBI, il Dipartimento della Giustizia, la CIA devono disporre del software: così ha ragionato Tom Flocco, un giornalista che ha pubblicato la sua indagine su Internet. Ed ha telefonato ai tre enti investigativi più celebri degli Stati Uniti, chiedendo: usate PROMIS? Lo stavate usando prima dell’11 settembre, per vedere in diretta le transazioni in corso? FBI e Dipartimento della Giustizia hanno risposto di «avere interrotto» l’uso di PROMIS. Quando all’addetto stampa della CIA Tom Crispell ha detto di più: l’uso da parte nostra del PROMIS «sarebbe illegale. Noi agiamo solo al di fuori degli Stati Uniti»

No Comment… però avevamo appena visto che da qualche parte c’è di mezzo una compagnia tedesca… infatti il buon Maurizio Blondet lo fa notare ancora…

Risposta di esemplare correttezza: la CIA non può occuparsi di affari interni, è un servizio di spionaggio per l’estero.Il fatto è che le indagini sulla speculazione finanziaria preveggente si è fermato proprio alla porta dell’Agenzia. Almeno una delle transazioni, è risultato, è stata fatta attraverso la «AB-Brown», una finanziaria americana acquistata dalla «Deutsche Bank» nel 1999. E presidente esecutivo della AB-Brown era, fino al 1998, l’attuale numero tre della CIA. Si tratta di A.B. Krongard detto «Buzzy».

Bastava domandare a lui…

Questo personaggio, quando capeggiava la AB-Brown, aveva la responsabilità delle «relazioni coi clienti privati». Un mestiere che lo metteva in rapporto con personalità fra le più ricche del mondo, i «clienti privati» anonimi a cui la banca fornisce una gestione personalizzata e molto riservata dei capitali.(…)La AB Brown conserva ancora due milioni e mezzo di dollari guadagnati dall’anonimo speculatore che sapeva tutto prima, che il misterioso operatore non ha potuto incassare in tempo (dopo il disastro Wall Street e i servizi finanziari non hanno funzionato per quattro giorni), e che ora non osa incassare per non essere colto con le mani sul malloppo. «Buzzy» Krongard era in quella banca. Vi dirigeva la gestione dei patrimoni riservati ai ricchi «clienti privati», ossia di quella categoria che può fare simili operazioni. La categoria, diciamolo, cui appartiene Osama bin Laden.E la CIA conosce molto bene bin Laden.

Andiamo Avanti….

Cronologia antecedente all’attentato

1998 e 2000: l’ex presidente George H. W. Bush effettua due viaggi privati in Arabia Saudita per conto del Carlyle Group, l’undicesimo più grande contrattore di appalti USA per la difesa. In Arabia, incontra la famiglia reale saudita e quella bin Laden Gennaio 2001:l’Amministrazione Bush ordina all’FBI e alle altre agenzie di sospendere le investigazioni a carico della famiglia bin Laden, incluse quelle in corso nei confronti di due parenti di Osama bin Laden (Abdullah e Omar) che vivevano a Falls Church, Virginia – vicino al quartiere generale della CIA. Quest’ordine seguiva ordini precedenti datati 1996, frustrando sforzi nell’indagare la famiglia bin Laden. D’altra parte è ampiamente documentato come per i petrolieri statunitensi fosse indispensabile trattare con i talebani (2) 13 febbraio 2001: il corrispondente dell’”UPI Terrorism”, Richard Sale – mentre segue un processo contro alcuni membri di Al Qaida – riporta che la National Security Agency è riuscita a intercettare le comunicazioni segrete di bin Laden. Anche se questo fatto potrebbe indicare che bin Laden cambiò sistema in febbraio, non coincide comunque con la tesi sostenuta dal governo americano che gli attacchi erano stati pianificati da anni. Febbraio 2001: i talebani si dichiarano pronti a negoziare con gli Stati Uniti e a studiare una forma di estradizione internazionale. Maggio 2001: il segretario di Stato Colin Powell decide lo stanziamento di 43 milioni di dollari a favore del regime talebano, come misura d’assistenza ai contadini che hanno distrutto le coltivazioni di oppio. Maggio 2001: il deputato Richard Armitage, ex agente segreto ed ex Navy Seal, si reca in India per un tour ampiamente pubblicizzato, mentre il direttore della CIA George Tenet è in visita in Pakistan. Dove incontra il leader pakistano generale Pervez Musharraf. Armitage ha antiche e profonde frequentazioni con i servizi segreti pakistani, tanto da ricevere la più alta decorazione civile pakistana. E’ ragionevole presumere che mentre è ad Islamabad, Tenet – in quello che è stato descritto come “un meeting stranamente lungo” – incontri anche il suo omologo pakistano, generale Mahmud Ahmad, capo dell’ ISI. Giugno 2001: i servizi segreti della Germania, il BND, avvisano la CIA e Israele che i terroristi del Medio Oriente stanno “pianificando il sequestro di aerei commerciali da usare come armi di attacco a simboli importanti della cultura americana e israelita”Contemporaneamente il Consiglio di Sicurezza americano comincia a prendere in seria considerazione un possibile intervento in Afghanistan. In una riunione sul futuro dell’Afghanistan tra Condoleeza Rice e il rappresentante dell’ONU Francesc Vendrell, la logica della sicurezza energetica scivola ben presto verso una logica strettamente militare. A partire da quel momento l’Amministrazione Bush decide di mettere in campo un’alternativa: “o un tappeto d’oro o un tappeto di bombe”. (…) Luglio 2001: tre ufficiali americani: Tom Simmons (ex ambasciatore USA in Pakistan), Karl Inderfurth (ex assistente del segretario di Stato per il Sud dell’Asia) e Lee Coldren, incontrano a Berlino ufficiali dei servizi segreti pakistani e russo, informandoli che gli USA stanno preparando un piano d’attacco militare contro l’Afghanistan per ottobre. Giornali inglesi confermano che l’ISI pakistano informò i talebani della minaccia

Infatti sembra che sui 19 terroristi ci sono 15 arabi e 4 egiziani.

Non si è ben capito che cacchio centrava l’Afghanistan…

4-14 luglio 2001: Osama bin Laden si fa curare per una malattia al fegato nell’ospedale americano di Dubai e incontra un ufficiale della CIA che rientrerà al quartier generale CIA il 15 luglio

Osama? CIA? Che fossero d’accordo?o semplice Visita di Cortesia all’uomo che gli Stati Uniti hanno già “da tempo” sotto la lista nera?

Estate 2001: il capo dell’ISI pakistano general Mahmud ordina il trasferimento di 100.000 dollari a Mohammed Atta che era – secondo l’FBI – il capo dei terroristi nell’attacco suicida su Manhattan. Mahmud si è poi dimesso dopo che la storia del trasferimento è stata rivelata in India e confermata dall’FBI. Estate 2001: un cittadino iraniano telefona al Law Enforcement americano per avvertire di un possibile ed imminente attacco al World Trade Center nella settimana del 9 settembre. La polizia tedesca conferma la chiamata, ma dichiara che i servizi segreti americani non rivelarono nessuna ulteriore informazione. Estate 2001: i servizi segreti russi informano la CIA che 25 terroristi, tutti piloti, sono stati specificamente addestrati per missioni suicide. Questa notizia è riportata dalla stampa russa e gli articoli sono tradotti per “FTW” da un ufficiale della CIA in pensione. Agosto 2001: il presidente russo Vladimir Putin ordina ai servizi segreti russi di avvertire il governo USA “nei termini più incisivi”, di imminenti attacchi a aeroporti e palazzi governativi Agosto-settembre 2001: Il Dow Jones Industrial Average, l’indice della borsa newyorkese, cade di 900 punti nelle tre settimane precedenti l’attacco. Un crash dello stock market è imminente 6-7 settembre 2001: 4744 opzioni “put” (speculazioni in attesa del calo dello stock market) sono acquistate sullo stock della United Airlines. (…) Molte delle United Airlines “puts” sono acquistate attraverso la Deutschebank/AB Brown, una compagnia gestita fino al 1998 dall’attuale direttore esecutivo della CIA A.B. “Buzzy” Krongard 10 settembre 2001: acquistate 4516 opzione “put” dell’American Airlines. 6-10 settembre 2001: anormali livelli di opzioni “put” vengono acquistate da Merrill Lynch, Morgan Stanley, AXA Re e Munich Re. Tutte queste compagnie sono direttamente colpite dagli attacchi dell’11 settembre. (…) I titoli su cui indagano le autorità sono in realtà 28. Tra questi ci sono anche General Motors e Boeing. (…) 11 settembre 2001: il generale Mahmud dell’ISI, amico di Mohammed Atta, è a Washington per conto dei talebani 11 settembre 2001: per 35 minuti, dalle 8:15 alle 9:05, sebbene ampiamente noto all’USAF Air Force e ai militari che quattro aerei sono stati sicuramente dirottati, nessuno informa il presidente degli Stati Uniti. Solo alle 9:30 gli aerei della Air Force si alzano per intercettare i velivoli dirottati, ma è già tardi. Questo significa che la National Command Authority ha impiegato 75 minuti prima di intervenire, sebbene fosse ampiamente nota la notizia dei quattro dirottamenti simultanei, un evento che non ha precedenti nella storia.

Tralasciando gli avvenimenti e soffermandoci sopra le speculazioni, si ha la netta sensazione che qualcuno sapeva, ha lasciato fare e ci ha pure guadagnato… Alla prossima puntata…