Dopo un anno…

GB commemora vittime stragi del 7/7

Primo anniversario da attacchi terroristici di Londra (ANSA) – LONDRA, 7 LUG – Una Gran Bretagna in lutto commemora oggi le vittime degli attentati terroristici del 7 luglio dello scorso anno. Alle 08:50 in punto, l’ora precisa in cui il 7 luglio dello scorso anno esplosero nella metropolitana di Londra tre delle quattro bombe attivate quel giorno da terroristi suicidi, il sindaco Ken Livingstone e il ministro della Cultura Tessa Jowell hanno deposto dei mazzi di fiori davanti alla stazione di King’s Cross.

Ma siccome è anniversario e all’epoca non avevo rotto il cazzo…

Bomb Scare Suggests Blair Knew and Did Nothing

Diverse fonti in diverse aree della città hanno confermato a questo giornalista che tutti gli autobus di Sheffield hanno subito un ritardo di un ora o anche più, perché furono spediti al deposito per essere controllati per allarme bombe. Questo successe in prima serata di martedì, meno di 48 ore dall’attacco londinese

I nostri giornalisti devono essersi dimenticati di dare la notizia…

La BBC riportò un articolo che suggerisce che tale spavento sia stato determinato da un pacco che era stato messo al di fuori di un edificio statale. Se il caso è questo, perché i tram non passarono sulla Bridge Street per più di un ora? E perché, come molti hanno notato, la polizia si fermò nella città con le loro Subaru Rosse? Il centro di Sheffield ha visto un arresto del traffico per un ora martedì, dopo che una borsa sospetta fu trovata fuori ad un edificio statale. Gli artificeri furono chiamati sulla Bridge Street dopo che un pacco fu trovato sotto gli uffici statali e la sede centrale della polizia. Un cordone di 100 metri fu eseguito attorno al luogo, gli autobus principali si fermarono e le strade vennero chiuse. 2 ore di stop, disse la polizia. Ben 2 le esplosioni controllate che furono eseguite per assicurarsi che la borsa era vuota.

Per eseguire 2 esplosioni c’era un’allarme mica da poco, ma comunque i nostri media non hanno offerto spunti su Sheffield…

Come noi riportammo giovedì, Ass.Press & Radio Israele affermarono che quel Binyamin Netanyahu, il primo Ministro israeliano ricevette un avvertimento (in anticipo rispetto la prima esplosione) che stava per iniziare un attacco. A Lui fu ordinato di restare nella sua camera e di non frequentare il forum economico che si teneva in un altro albergo che sorge adiacente al luogo della prima esplosione. Scotland Yard passò questo avvertimento alla ambasciata israeliana nella conoscenza che l’attacco era in preparazione e per tutta l’ora sucessiva continuò ad affermare che l’esplosione era dovuta ad un guasto elettrico.

*BOOM*

Il governo israeliano si sta arrampicando disperatamente per prevenire ulteriori crepe. Venerdì il governo ha ordinato a tutti gli ufficiali statali il silenzio stampa verso i media Occidentali, sugli aspetti riguardanti i bombardamenti Londinesi.

Certo che l’Occidente diventa vicino o lontano a seconda di cosa preferisce Israele!

Advanced bombs were so powerful that none of dead have been identified

Londra – Al Quaeda usarono bombe avanzate, detonate da temporizzatori durante l’attentato sul sistema di transito di Londra. Gli ufficiali affermarono che lo bombe erano così potenti che nessuno dei 49 morti era stato identificato nel fine settimana. Loro dissero anche che le bombe furono detonate a 50 secondi di distanza l’una dall’altra…

Pare che la presa per il culo sia infinita…

Londra : le telecamere non funzionavano

[...]Ma l’investigazione ricevette un duro colpo quando si scoprì che le videocamere della CCTV sull’autobus non funzionavano. Quindi i Detective non troveranno mai immagini vitali sull’attentatore[...]

E’ una sfiga pazzesca, vero? Per il 9/11 mancano scatole nere, nastri, immagini e video chiari… Quando c’è un’attentato di colpo le attrezzature smettono di funzionare.

Una fonte di S.Yard disse: “È un duro colpo ed una delusione. Se le telecamere funzionavano noi avremmo avuto l’identikit della persona che eseguì questa atrocità. “Noi non sappiamo se il conducente ha dimenticato di accenderle o se c’era un problema tecnico, ma non ci sono immagini.” L’autobus aveva quattro telecamere – una puntata sulle persone del piano superiore, la seconda alle porte di uscita ed una su ogni punto che analizza la lunghezza del veicolo.

C’erano ben quattro telecamere e non ne funzionava una, ma tu guarda che sfortuna.

INFORM – N. 144 – 7 luglio 2005 ATTACCO A LONDRA

Il Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu al Senato: “Il governo garantirà la sicurezza nazionale” Gli italiani residenti a Londra sono circa 115mila mentre i turisti italiani nel Regno Unito sarebbero oggi circa 60mila. ROMA – “Il governo non lascerà nulla di intentato per garantire la sicurezza nazionale”. Lo ha detto il Ministro dell’Interno intervenendo in Senato. Pisanu ha aggiunto che dopo gli attentati terroristici a Londra, è stato “innalzato il livello di allarme in Italia, così come in tutti gli altri Paesi europei”. Le informazioni più attendibili – ha presisato il Ministro – parlano di sei esplosioni: la prima ad Edgware Road Underground Station dove un ordigno è esploso alle ore 8.53; la seconda ad Aldgate Underground Station con un ordigno che è esploso tra le 9,40 e le 9,55; la terza tra Russel Square Underground Station e King’s Cross Underground Station sulla Piccadilly line, linea metropolitana che come è noto collega l’aeroporto internazionale di Heathrow al centro di Londra, utilizzata anche da turisti che registra il maggior numero di utenti; l’ordigno è esploso tra le ore 9,40 e le 9,55; quarta esplosione a King’s Cross Underground Station,esplosione forse provocata da guasti elettrici conseguenti agli ordigni precedenti; quinta ad Old Street underground station, esplosione anche questa forse provocata da guasti elettrici conseguenza degli ordigni; infine l’esplosione di un autobus a Tavistock Place, verosimilmente provocata da kamikaze non ancora ufficialmente identificati.

EH?!? MA…

Le autorità britanniche stanno ora negando la fonte che ha affermato che Netanyahu sia stato avvertito in anticipo, così ora Israele sta tentando di rivendere la storia dicendo che Netanyahu sia stato avvertito dopo la prima esplosione. Ma non è possibile nemmeno questo, considerato che l’esplosione fu descritta come tale appena un ora dopo che accadde.

E la storia continua a cambiare.

Finora i morti accertati sarebbero 40, i feriti circa 90, purtroppo si tratta di cifre provvisorie. Sembra che si possa escludere la mano dell’Ira, mentre appare più probabile un’azione terroristica internazionale anche in considerazione delle caratteristiche dell’attentato e della sua evidente complessità organizzativa. Non sfugge peraltro a nessuno la coincidenza con un evento di risonanza mondiale come il G8 in corso a Gleneagles. Il fatto ha suscitato ovunque angoscia, dolore e profonda commozione. A nome dell’intero Governo e nella certezza di interpretare i sentimenti di tutto il popolo italiano, rinnovo da questa aula, unendomi alle parole del Presidente del Senato le espressioni di amicizia e solidarietà che il Presidente Berlusconi ha già rivolto al premiere Tony Blair insieme ai maggiori leader della terra. Oggi in Italia, oggi in Europa ci sentiamo tutti londinesi, tutti egualmente offesi e addolorati, ugualmente determinati nel rispondere alla violenza con le armi del diritto, della giustizia e della collaborazione internazionale.

Parole a noi note.

Si è subito riunito, e prosegue in seduta permanente, il Comitato di analisi strategica antiterrorismo presso il Viminale. Sono stati immediatamente attivati attraverso gli ufficiali di collegamento i canali di cooperazione per la sicurezza tra l’Italia e il Regno Unito. Convocato per domani mattina il Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Su disposizione del Presidente Berlusconi il sottosegretario Letta ha convocato per il tardo pomeriggio di oggi una riunione cui parteciperanno i ministri degli Esteri, dell’Interno e della Difesa nonché i vertici delle Forze dell’ordine e dei servizi di sicurezza. Infine, l’Unità di crisi della Farnesina ha immediatamente preso contatto con l’Unità di crisi del Foreign Office e con l’Unità antiterrorismo che coordina a Londra le operazioni di soccorso e di indagine per verificare l’eventuale coinvolgimento di connazionali. Il Ministro Fini ha dato istruzioni alla nostra Ambasciata di inviare funzionari presso gli ospedali di Londra che hanno tutti attivato piani di emergenza. Come è noto, gli italiani residenti a Londra sono circa 115mila mentre, secondo stime della Farnesina, delle associazioni di categoria dei tour operator e dei quattro operatori di telefonia mobile nazionale, i turisti italiani nel Regno Unito sarebbero oggi circa 60mila. (Inform)

Hai visto a quante cose servono gli operatori di telefonia mobile…

Bombe in simultanea

Scotland Yard ha intanto rivisto la tempistica degli attacchi. Secondo la polizia, infatti, le tre bombe nel Tube sono esplose nell’arco di pochi secondi l’una dall’altra, 50 secondi al massimo e non nel giro di 25 minuti come in precedenza ipotizzato. Le deflagrazioni, pressocché simultanee e coordinate, sono avvenute intorno alle 8,50. La polizia ha comunicato che gli ordini, ad alto potenziale, “non erano artigianali” e sono stati attivati presumibilmente tramite timer.

Peccato che, poco fa abbiamo letto :

Spino> “un ordigno è esploso alle ore 8.53; la seconda ad Aldgate Underground Station con un ordigno che è esploso tra le 9,40 e le 9,55; la terza tra Russel Square Underground Station e King’s Cross Underground Station sulla Piccadilly line, linea metropolitana che come è noto collega l’aeroporto internazionale di Heathrow al centro di Londra, utilizzata anche da turisti che registra il maggior numero di utenti; l’ordigno è esploso tra le ore 9,40 e le 9,55;”

Mettiamo che gli Inglesi fossero tutti ubriachi, come si fa a sbagliare dalle 8:53 alle 9:55? E’ un’ora intera! Perchè Scotland Yard vuole rivedere la tempistica? Avanti :

Ordigni azionati con dei “timer” A Londra esplosioni simultanee

Londra - Le bombe di Londra sono esplose simultaneamente, forse innescate da timer sincronizzati. Sulla base dei dati tecnici forniti dagli uffici della metropolitana, Scotland Yard ha accertato che le tre bombe sui treni sono esplose quasi simultaneamente, a distanza di 50 secondi l’una dall’altra, e non di intervalli di tempo più lunghi come era apparso in un primo momento. “E’ stato un bang, bang, bang molto ravvicinato”, ha spiegato il direttore della London Underground, Tim O’Toole. Le tre bombe sono esplose alle 8:50 circa: la prima ad Aldgate- Liverpool Street, la seconda a Edgware Road e la terza a Russel Square.

MA?!?

8.50 a.m. Tre esplosioni sono avvenute quasi simultaneamente su tre treni della metropolitana Londinese: tra Aldgate e Liverpool Street Station sulla Circle Line; fra Russel Square e le stazioni di King Cross sulla linea Piccadilly ed infine ad Edgware Road Station sulla Circle Line. Originalmente polizia pensò che solamente il treno Aldgate/Liverpool sia stato colpito intorno a questo periodo. Russell Square/King : esplosione riportata alle 8:56, Edgware : Esplosione alle 9:17. Una revisione dei dati tecnici e delle testimonianze rivelarono che le tre bombe esplosero approssimativamente 50 secondi l’una dall’altra.

La storia varia continuamente…ma proseguiamo con il testo

Scotland Yard propende per l’ipotesi dei timer sincronizzati, ma non esclude ancora la presenza di kamikaze.

Ma sono i kamikaze sincronizzati, o le bombe?

Brian Paddik ha spiegato: “Ci sono due possibilità. O c’erano a bordo dei treni alcuni terroristi che hanno sincronizzato gli orologi ed hanno fatto saltare le bombe nello stesso momento. O c’erano ordigni con timer, coordinati perchè le detonazioni avvenissero simultaneamente.

Linucs> Ma la storia dei detonatori col cellulare di Madrid è già passata in archivio?

Dato che le bombe sono esplose più o meno alla stessa ora, nell’arco di 50 secondi una dall’altra, ciò ci porta a propendere per ordigni con timer piuttosto che azionati manualmente. Ma non possiamo escludere alcuna possibilità”. Lo scenario delineato dagli sviluppi dell’inchiesta di Scotland Yard modifica dunque le prime ricostruzioni: inizialmente si era parlato di una prima bomba scoppiata ad Aldgate-Liverpool alle

8:51, di una seconda esplosa a Russell Square alle 8:56 e di una terza ad Edgware Road alle 9:17. Adesso appare come un’azione più ferreamente coordinata, sul modello professionistico di Al Qaida.

Ecco che si accusa Al-Quaeda.

Anche per quanto riguarda l’esplosivo usato, gli inquirenti hanno precisato che si tratta di un materiale potente, non di ordigni “fatti a mano”; tuttavia, per non compromettere l’inchiesta, l’esponente di Scotland Yard non ha voluto specificare se gli attentatori hanno usato il plastico, esplosivo militare o commerciale.

Dall’attentato di Madrid si apprendeva che “niente incendio” = “esplosivo decente”.

Resta il mistero dell’esplosione dell’autobus rosso a due piani, numero 30, circa un’ora dopo la prima ondata di bombe sui treni.

Linucs>Forse Abdallah ha sbagliato a sincronizzare il timer. Forse era una bomba da quattro soldi messa lì per darvi l’occasione di dire che l’esplosivo è di tipo X, tralasciando quello di tipo Y usato nella subway.

Dei terroristi, intanto, nessuna tracciaIn mattinata, a Londra, si era anche sparsa la voce che uno degli attentatori fosse tra i feriti ricoverati in un ospedale. “Non ci risulta assolutamente -ha puntualizzato Paddick-. In ogni caso valutiamo con la massima serietà tutte le informazioni che via via ci arrivano”.

Proseguiamo :

Londra, caccia all’uomo

14:09 Polizia: esplosivo non rudimentale L’esplosivo usato nelle bombe di Londra “non è rudimentale”, ha detto oggi la polizia, che però non ha voluto precisare se si sua trattato di plastico, di esplosivo di tipo militare o di esplosivo di tipo commerciale.

Si sono accorti che mancava un incendio?.

13:40 “Esplosioni probabilmente provocate da timer” Secondo la polizia le esplosioni potrebbero essere state provocate da timer e non da kamikaze: “Le bombe sono esplose intorno alle 8.50 (ora di Londra)”. 13:34 “Esplosioni nella metro quasi contemporanee” Secondo la polizia londinense le bombe nella metropolitana sono esplose a pochi secondi l’una dall’altra.

Avanti :

London Police Shrink Timeline for Blasts

Londra – La Polizia ha radicalmente revisionato il tempismo delle esplosioni mortali che hanno lacerato la metropolitana Londinese. Le esplosioni erano così intense che nessuno dei 49 morti è stato ancora identificato. Un testimone afferma che il treno sotterraneo sul quale c’era lui era a 200 metri della King Cross quando ci fu un bagliore enorme. [...] Ci fu improvvisamente un botto massiccio, il treno traballò. Ci fu immediatamente fumo dappertutto e faceva molto caldo… ognuno fu colto dal panico. In un segnale dello stato continuato di allarme, la polizia evacuò sabato sera 20,000 persone dal “distretto” centrale a Birmingham, dopo che l’intelligence indicava una “minaccia sostanziale”, ha detto Stuard Hyde. Lui disse che l’allarme non fu connesso probabilmente al sottopassaggio pedonale e bombardamenti sugli autobus. Un’esplosione controllata per disarmare un oggetto sospetto fu eseguita su un autobus di Birmingham, ed ufficiali conclusero non c’era apparecchiatura esplosiva.

Ma è ESATTAMENTE quello che è capitato a Sheffield! Che strane coincidenze.

Witnesses tell of bomb blast hell

Esplosioni Londinesi: Rapporti dei testimone oculare [...]Era un treno sulla linea di Piccadilly tra la King Cross e la Russell Square, era solo una botta molto forte. Il treno deragliò. C’era fumo dappertutto.Non c’era fuoco ma il fumo era piuttosto oppressivo[...]

Niente fuoco…

3 Arrested in London Under Anti-Terror Act

Londra – la polizia britannica ha arrestato tre persone domenica all’aeroporto di Heathrow, sotto le leggi anti-terrorismo, ma rifiutarono di collegare i sospetti ai bombardamenti di Londra. Paddick disse anche che un numero non specificato di corpi era stato recuperato da un treno nella metropolitana colpita dalle esplosioni, ma il sottosuolo è ancora in condizione “molto calda, molto polverosa, molto pericolosa.” Il totale degli incidenti mortali stimato dagli attacchi di giovedì era 49, ma la polizia ha detto che si potrà dire dopo che le squadre di polizia, la scientifica e le investigative rimuoveranno i corpi che sono rimasti ancora nel vastissimo sistema di trasporti sotterranei di Londra. Non si sa quanti corpi rimasero nel Tunnel Russel, ma le condizioni difficili – incluse temperature con punte di 140 gradi farhenheit - stanno impedendo lo sforzo di recupero.

140 farenheit = 60 celsius e non c’era fuoco… e meno male…

E l’avventura continua.

Police hunt ‘mercenary’ terror gang recruited by al-Qa’ida

La polizia e l’intelligence stanno investigando sulla teoria che una banda di “terroristi mercenari” bianchi è stata assoldata da al-Qa’ida per eseguire la settimana scorsa i devastanti attacchi su Londra.

Siamo passati dai kamikaze di Al-Queada a “bianchi mercenari” assoldati dall’organizzazione terroristica… sarà perchè han scoperto che gli attentatori erano bianchi come la mozzarella?

Scotland Yard teme nuovo attacco Arresti nel nord dell’Inghilterra

Il capo della polizia britannica Ian Blair sostiene che è “probabile” un nuovo attacco. A Leeds, nel nord dell’Inghilterra la polizia ha arrestato alcune persone che sarebbero coinvolte negli attentati.

E se lo dice lui…

Il Times scrive oggi che le bombe utilizzate negli attentati di Londra giovedì sono state probabilmente fabbricate da un solo artificiere con esplosivo militare proveniente forse dai Balcani.

Buongiorno!

Intanto il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu riferisce alla Camera sulle misure antiterrorismo e annuncia: “Il terrorismo sta bussando anche alle porte dell’Italia”, ma ha aggiunto che “nessuno ha in mente leggi eccezionali”.

21:23 Allarme al Parlamento Allarme al Parlamento a Londra. Chiusi tutti gli accessi all’edificio

20:21 Forse identificato uno degli attentatori Sarebbe Shahzad Tanweer, un ragazzo di 22 anni, nato e cresciuto a Leeds, figlio di un commerciante, uno degli attentatori del 7 luglio a LondraE’ infatti lui il giovane che abitava con la famiglia a Colwin Road, numero 51, alla periferia di Leeds, dove la polizia ha fatto un blitz stamane. La sua identità è ricostruita dai vicini di casa, che non lo vedevano dal giorno delle bombe Shahzad ha due sorelle e un fratello più piccoli.

18:51 Trovati documenti dei sospettati La Polizia possiede un filmato di una telecamera a circuito chiuso che mostra i quattro arrivare insieme da Leeds alla stazione di King’s Cross la mattina degli attentati. Uno dei quattro uomini è stato denunciato come disperso dalla famiglia ed i suoi effetti personali sono stati trovati sull’autobus numero 30 esploso a Tavistock Square. Documenti appartenenti agli altri tre uomini sono stati trovati nei luoghi delle altre tre esplosioni avvenute in metropolitana.

Le stesse esplosioni che “non permettono i riconoscimenti dei cadaveri”?

Gli effetti personali di uno dei quattro sono stati trovati sulla scena della bomba di Aldgate. Gli effetti personali di un secondo uomo sono stati rinvenuti sia sulla scena della bomba di Aldgate che di Edgware Road.

Ora i mercenari sono diventati mercenari suicidi.

18:48 La famiglia di uno degli attentatori chiamò la Polizia I quattro attentatori sono arrivati a Londra il 7 luglio con lo stesso treno. Lo ha dichiarato Peter Clark, capo dell’anti-terrorismo, che nel corso di un briefing ha aggiunto che una persona è stata arrestata a Burley, quartiere alla periferia di Leeds, nel corso delle indagini relative agli attentati di Londra. Clark ha anche riferito che uno dei quattro attentatori è stato identificato perchè la famiglia, non riuscendo a contattarlo dopo gli attentati, aveva avvertito le autorità.

18:22 La Polizia: “Forse un sospettato morto ad Aldgate” E’ molto probabile che uno dei quattro uomini sospettati per gli attentati di giovedì a Londra sia morto nell’esplosione di Aldgate. Lo ha detto Peter Clark, capo dell’antiterrorismo. 18:22 La Polizia annuncia un arresto La polizia ha operato un arresto nel West Yorkshire in relazione agli attentati di Londra e ha accertato che almeno la bomba esplosa tra le stazioni di Aldgdate e Liverpool Street è stata piazzata con ogni probabilità da un kamikaze deceduto nella deflagarazione.

Glossario – kamikaze: arabi cattivi; mentre mercenario: “altri.”

Lo ha riferito in una conferenza stampa il capo dell’antiterrorismo di Scotland Yard, Peter Clark, il quale ha precisato che si sta ancora indagando per capire se pure negli altri tre casi gli attentatori abbiano perso la vita.

Mi pare logico che gli attentatori son rimasti a guardare il timer che andava verso lo “0″…

Ciò che invece sembra essere stato assodato è che i terroristi arrivarono tutti e quattro insieme a Londra in treno la mattina degli attentati. L’arresto è stato effettuato nel West Yorkshire e l’uomo sarà portato a Londra per essere interrogato17:47 Bbc: “Tutti britannici i presunti attentatori” Sarebbero tutti e quattro britannici i presunti attentatori morti negli attentati di giovedì a Londra. Lo ha detto la Bbc.

Ora son “britannici”, prima erano “bianchi”.

17:39 Esplosione controllata alla stazione di Luton Gli artificieri hanno provocato una esplosione controllata dell’auto sospetta trovata nel parcheggio vicino alla stazione di Luton.

Ma è come Sheffield, però è successo prima ed è meglio stare zitti.

17:29 Sky tv: “Quattro terroristi morti negli attentati” Tutti e quattro gli attentati dinamitardi di giovedì scorso nel centro di Londra sono stati perpetrati da terroristi suicidi, che sono rimasti uccisi dalle esplosioni delle loro bombe. Lo riferisce stasera l’emittente tv Sky News, riprendendo fonti della polizia.

17:19 Musulmani britannici pronti a grande marcia contro terrorismo Centinaia di migliaia di cittadini musulmani hanno aderito all’appello lanciato dalla comunità islamica britannica per organizzare un’imponente manifestazione contro il terrorismo. Nei prossimi giorni le vie di Londra, Manchester, Birmingham e di tutte le principali città britanniche ospiteranno marce pacifiche, veglie funebri e incontri di preghiera, “un forte messaggio” ai terroristi e all’opinione pubblica britannica – spiegano i promotori dell’evento – per dimostrare che la comunità musulmana è “contro la violenza e vuole vivere in pace”. “L’idea è dimostrare che tutti assieme condanniamo l’atto omicida”, ha spiegato Sheik Ibrahim Mogra del Muslim Council of Britain, escludendo il ricorso alla fatwa per i responsabili dell’attacco del sette luglio. “Sono dei criminali e non c’è bisogno di una fatwa per stabilirlo”. Sono oltre 1,5 milioni i musulmani che vivono nel Regno Unito secondo le ultime stime.

17:03 Prodi: “Saggio il discorso di Pisanu” Il discorso del ministro Pisanu “è stato un discorso saggio. Condivide la nostra stessa preoccupazione, che è la preoccupazione di tutti gli italiani, quella di affrontare il terrorismo nel modo più efficace”. Lo ha detto il leader del centrosinistra, Romano Prodi, commentando l’intervento del ministro dell’Interno alla Camera.

16:55 Arresti nel nord dell’Inghilterra Diverse persone sarebbe state arrestate oggi a Leeds dove è in corso una vasta operazione della polizia. L’operazione, ha riferito Sky, sarebbe scattata dopo l’identificazione del presunto attentatore morto sull’autobus 30. La polizia non ha confermato, ma è attesa nel pomeriggio una conferenza stampa.

16:32 Fassino: “Sicurezza è nostra priorità” “La tutela della sicurezza dei cittadini è la nostra priorità nella lotta al terrorismo”, ha detto il segretario Ds Piero Fassino commentando positivamente l’informativa del ministro dell’Interno alla Camera. “Valuteremo le proposte concrete del governo quando saranno presentate”, ha aggiunto. Quanto all’invocazione di leggi speciali, Fassino ha detto: “Mi pare che lo stesso ministro Pisanu abbia sostanzialmente archiviato queste ipotesi privilegiando proposte più ragionevoli”.

16:29 Violante: “Bene Pisanu, ma vogliamo vedere le carte” La relazione del ministro degli interni Pisanu alla Camera è “sostanzialmente ragionevole e ispirata a sensibilità democratica”, ma visti gli orientamenti politici e culturali di talune forze di governo i Ds “attendono proposte concrete” per garantire quel “comportamento bipartisan” chiesto dalla maggioranza.

Glossario – comportamento bipartisan: vota come ti pare, tanto ci siamo messi d’accordo.

Lo ha detto nel corso del dibattito alla Camera il capogruppo dei Democratici di sinistra Luciano Violante. “Siamo disponibili a dare il nostro apporto a misure efficaci e costituzionalmente corrette”, ha spiegato, sarà “bene guardare i testi”.

16:17 Diliberto: “Deludente relazione Pisanu” “Una relazione molto deludente”: questo il giudizio del segretario del Pdci Oliviero Diliberto all’intervento del ministro degli Interni Giuseppe Pisanu alla Camera. In particolare, per Diliberto, “è enorme proporre il raddoppio del fermo di polizia”, che è di fatto “una legge eccezionale”. “Sono convinto che Pisanu abbia chiara la rilevanza della questione – aggiunge Diliberto – ma le risposte non sono adeguate”.

16:10 Fini: “Ancora nessuna notizia di Benedetta Ciaccia” “Purtroppo non abbiamo ancora nessuna notizia di Benedetta Ciaccia”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Gianfranco Fini rispondendo alle domande dei cronisti in una conferenza stampa alla Farnesina. Benedetta Ciaccia non dà più notizie di sé da giovedì scorso, giorno degli attentati a Londra. Alla Farnesina si rileva però che il nome della cittadina italiana risulta nell’elenco ufficiale delle persone disperse. 16:09 Londra, evacuata stazione di Luton per auto sospetta A Londra un’auto sospetta è stata trovata parcheggiata davanti alla stazione ferroviaria di Luton, che è stata chiusa ed evacuata. Lo ha detto la Bbc.

Cosa distingue un’auto sospetta da un’auto parcheggiata?

15:55 Follini: “Appropriata relazione Pisanu” “Una relazione molto appropriata, consapevole e misurata”. Così il leader dell’Udc, Marco Follini, commenta l’intervento alla Camera del ministro dell’Interno Giuseppe Pisan. “Mi pare – aggiunge – che abbia concesso tutto quello che doveva all’allarme e non abbia concesso nulla al panico”. Follini spiega inoltre di “condividere le misure proposteda Pisanu e il ragionamento che le sostiene”. Il segretario dell’Udc, dice infine di aver “apprezzato gli applausi dell’opposizione”.

15:54 Pisanu: “No allo scontro di civiltà” “Dobbiamo finalmente prendere atto che la minaccia del terrorismo internazionale, pur non risparmiando molti governi del mondo islamico, è rivolta innanzitutto contro l’Occidente e, quindi, contro l’Europa, contro i valori della democrazia e dello stato di diritto”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu, parlando in Aula alla Camera, sugli attentati di Londra. “Logicamente – ha aggiunto – non possiamo confondere quella minaccia con la religione, la cultura, e la civiltà islamiche, ma di essa dobbiamo cogliere la concreta dimensione internazionale se davvero vogliamo contrastarla efficacemente. No, dunque, allo scontro di civiltà, ma risposta comune ad una minaccia comune chiaramente individuata”.

15:34 Leeds, allarme rientrato A Leeds gli agenti si sono fatti strada facendo saltare in aria la porta d’ingresso della csa ache avevano circondato, ma l’abitazione era disabitata e all’interno, contrariamente ai sospetti, non è stato trovato alcun quantitativo di esplosivoLa polizia è sulle tracce di cinque uomini che potrebbero essere coinvolti negli attentati di giovedì a Londra.

14:51 Pisanu: “Terrorismo bussa alle porte dell’Italia” Il terrorismo islamico “bussa anche alle porte dell’Italia”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu nel suo intervento alla Camera. “Dopo gli attentati di Casablanca e Istanbul – ha detto il ministro – dissi che il terrorismo islamista aveva bussato alle porte dell’Europa”. “Oggi, dopo le stragi di Madrid e Londra – ha aggiunto Pisanu – debbo dire che quel terrorismo bussa anche alle porte dell’Italia”.

13:46 Brown, nessun rifugio per chi finanzia terrore Il cancelliere dello Scacchiere, Gordon Brown, in qualità di presidente di turno dell’Ue, ha lanciato oggi un appello ai ministri dell’Economia e delle Finanze europei invitandoli a “non permettere che ci sia rifugio per chi finanzia il terrorismo”. Brown ha indicato, nel corso della conferenza stampa finale dell’Ecofin, che tutti i ministri si sono detti d’accordo nella necessità di applicare con urgenza tutte le misure del piano d’azione elaborato dall’Ue contro il terrorismo, con particolare riferimento alle misure per combattere il finanziamento dei terroristi.

13:28 Identificate altre quattro vittime Altre 4 vittime degli attentati di Londra sono state identificate. Lo ha riferito l’edizione online della Bbc. Il sito internet del giornale ‘The Guardian’ ha diffuso i nomi di due delle vittime: Jamier Gordon e Philip Stewart Russell. Riguardo alle altre due vittime, le famiglie hanno dichiarato di non voler rendere pubblici i nomi fino a che non verrà aperta l’inchiesta sulla loro morte. L’inchiesta dovrebbe essere aperta domani. Tutte e quattro le nuove vittime riconosciute sono morte sull’autobus esploso a Tavistock Square.

13:18 Barroso incontra i leader spirituali cristiano, ebreo e musulmano Una forte condanna degli attentati di Londra e un energico appello a “creare un’Europa pacifica e prospera” sono stati oggi espressi dal presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Durao Barroso, e dai leader spirituali delle religioni cristiana, ebrea e musulmana, al termine di un incontro formale stamani a Bruxelles.

09:51 Woolsey (ex Cia): “Complotto internazionale con la mano dei siriani” “Non mi sorprenderei se alla fine scoprissimo che gli attentati di Londra sono frutto di un complotto internazionale, al quale hanno contribuito governi come quello di Damasco”. A dichiararlo, in un’intervista a ‘La Stampa’ è l’ex direttore della Cia James Woolsey, l’uomo a cui George W. Bush affidò l’incarico di indagare sul legame tra Saddam Hussein e l’11 settembre. “Ci sono – sostiene Woolsey – centinaia di britannici musulmani o di origini arabe, che hanno collegamenti con gruppi terroristici, andati ad addestrarsi nei campi di Al Qaeda in Afghanistan, o a combattere in Iraq”.

09:45 Ex analista Cia: “Contro estremisti, conquistate il cuore dei musulmani” 09:36 Brown ai ministri delle Finanze Ue: “Bloccate i beni dei terroristi” Il Cancelliere dello Scacchiere britannico, Gordon Brown, chiederà ai suoi omologhi ministri dell’economia europei di irrigidire i controlli sui conti bancari sospetti, e di sequestrare risorse finanziarie possedute da Al Qaeda o da presta-nomi vicino all’organizzazione terroristica. “Non possono esistere nascondigli per i terroristi, e nemmeno per chi li finanzia”, ha detto Brown ad un cronista della Bbc, annunciando il suo appello per un piano coordinato al Parlamento europeo di Bruxelles.

Molto presto sarà proibito prelevare più di 1000 euro in contanti dal conto. Indovinate perché?

La polizia ha scoperto componenti simili sui luoghi dove sono avvenute le 4 esplosioni. Ciò, scrive il giornale, “porta gli inquirenti a ritenere che tutte le bombe, da 5 kg e contenute in una borsa, siano opera della stessa persona”. L’esplosivo usato, aggiunge il giornale, era militare e forse proveniva dai Balcani.

Ma ancora avanti :

Four bombers among dead in London attacks: report

Londra (AFP) – Quattro attentatori erano fra quegli uccisi negli attacchi di giovedì nelle tre metrò e nell’autobus a Londra, riportò SkyNews citando fonti di Polizia. Non c’era nessuna conferma immediata del rapporto della polizia. Sky riportò che secondo le fonti, l’attentatore sospettato dell’attentato all’autobus fu fra quelli che morirono.

Personal documents have been found at all four bomb scenes

Trovati i documenti personali dei 4 terroristi

…proprio come i documenti ritrovati dopo l’incendio del WTC, che ha fuso l’acciaio ma non ha bruciato i documenti… Prima avete raccontato che le bombe erano artigianali, dopo avete raccontato che erano tanto potenti (niente incendio, no?) da non rendere possibile il riconoscimento delle vittime. Ora vengono a raccontare che i terroristi si sono fatti saltare insieme alle bombe, proprio come gli arabi cattivi. Riflettiamo tutti insieme: per quale oscuro motivo i terroristi si sarebbero fatti saltare in aria come imbecilli, visto che le bombe erano dotate di timer?

London – Al-Quaeda ha utilizzato bombe avanzate detonate da timer durante l’attentato al sistema trasporti di Londra

Due giorni prima, il quotidiano scriveva:

La polizia e l’intelligence stanno investigando sulla teoria che una banda di “terroristi mercenari” bianchi è stata assoldata da al-Qa’ida per eseguire la settimana scorsa i devastanti attacchi su Londra.”

Linucs> Ora basta trovare una banda di mercenari bianchi come biancaneve disposti a farsi saltare in aria a pagamento. Poi si potrà rivolgere loro l’ovvia domanda: dopo essere saltati in aria, cosa ve ne fate dei soldi?

xymphora: The birth of the London bomb Official Story

Si pongono strane domande i maledetti complottisti :

1. perché gli attentatori si suiciderebbero se hanno i temporizzatori?

2. perché gli attentatori si suiciderebbero portando l’identificazione che condurrebbe le autorità dai loro colleghi? Come è sopravvissuto quel passaporto ad almeno 3 bombe? Mi ricorda il passaporto del WTC.

3. se tutte le quattro macchine fotografiche sull’autobus non stavano funzionando, come sa quello che accadde sull’autobus la polizia? Perché le macchine fotografiche sull’autobus hanno bisogno di essere accese dai conducenti?

4. perché Jack Straw affermò così rapidamente che c’entrava al’Qaeda? La teoria è che ancora è al Qaeda, o un altro gruppo?

5. come seppero di avvertire così rapidamente Netanyahu gli inglesi? Se loro sapevano abbastanza di avvertire Netanyahu, perché non avevano abbastanza tempo per spegnere il sistema di sottopassaggio pedonale? Che stavano facendo?

6. perché il sistema di trasporto stava ancora operando quando la bomba nell’autobus esplose, quasi un ora più tardi che le bombe al sottopassaggio pedonale? Una teoria è che l’ultimo attentatore salì sull’autobus dopo che il sistema di sottopassaggio pedonale fu chiuso!

e per finire :

Londra, inchiesta su attacchi metrò : Al Qaeda non c’entra con attentati

LONDRA - Non fu Al Qaeda a progettare gli attentati del 7 luglio scorso a Londra. Gli attacchi che costarono la vita a 52 persone, furono opera dei quattro kamikaze che si fecero esplodere nella metropolitana e su un autobus; loro, e solo loro, prepararono il piano “semplice e poco costoso“, servendosi di internet. A stabilirlo è stata l’inchiesta voluta dal governo britannico, secondo le prime indiscrezioni pubblicate oggi da ‘L’Observer’, il domenicale del quotidiano britannico ‘Guardian’. Il rapporto sarà pubblicato ufficialmente tra qualche settimana e non mancherà di suscitare preoccupazione; nonostante il lavoro dei servizi segreti e delle forze dell’ordine, la Gran Bretagna si è dimostrata vulnerabile e impreparata di fronte a quattro balordi. “Gli attentati di Londra furono una faccenda, modesta e semplice, di quattro uomini apparentemente normali che si servirono di internet”, ha dichiarato una fonte governativa al giornale. Per realizzare le bombe, i quattro spesero poche centinaia di sterline e non furono finanziati dalla rete di Osama bin Laden. Il video in cui si vedono il capo della banda, Mohammad Sidique Khan, e il vice di bin Laden, Ayman al Zawahiri, sarebbe stato realizzato dopo e non prima delle esplosioni. Gli inquirenti escludono poi che vi fosse un quinto uomo, come invece si era pensato dopo il ritrovamento di un ordigno inesploso nell’auto usata dagli attentatori. Di certo per il suo folle piano Khan fu ispirato dai viaggi in Pakistan e dalla convinzione che la politica estera del governo fosse deliberatamente anti-musulmana. I quattro agirono spinti anche dalla certezza che per il loro martirio avrebbero meritato il paradiso.

Avanti così :

Attentato Londra: niente inchiesta, «costa troppo»

LONDRA – Tony Blair ha annunciato che non si farà alcuna inchiesta sull’attentato al metrò di Londra del 7 luglio 2005.
La scusa: «Costerebbe milioni e milioni di sterline».
Blair ha citato gli altissimi costi per l’inchiesta della «domenica di sangue» a Londonderry del 1998, dove 14 attivisti irlandesi furono massacrati da parà britannici durante una marcia pacifica.
Nessun colpevole trovato (che disdetta) nonostante, ha detto il portavoce di Downing Street, 400 milioni di sterline spesi.
«Con questa cifra si potrebbero pagare 15 mila infermiere, 5 mila medici, 11 mila poliziotti, oppure 13 elicotteri Apaches per le nostre truppe in Iraq e Afgnanistan» (sic. Non c’è dubbio dove andrà la somma risparmiata).
La cifra del resto è alquanto improbabile (prima, il costo dell’indagine sulla domenica di sangue era stato valutato ufficialmente a 160 milioni di sterline), e la scusa magrissima, addirittura imbarazzante per Blair.
Tutto per rigettare una richiesta di una vera indagine ufficiale, che è avanzata a voce sempre più alta dalle famiglie delle vittime del 7 luglio, e da esponenti della comunità musulmana.
Iqbal Sacranie, già segretario del consiglio islamico (è un Lord, membro della camera alta), ha protestato sostenendo che la comunità islamica è sempre più «alienata» da questo rifiuto di indagare su «come, chi e perché» ha fatto l’attentato.
Pare, ha detto, che il governo abbia qualcosa da nascondere.

E’ il meno che si possa dire.
Sembra sempre più certo che Mohammed Siddique Khan, il cosiddetto «capo degli attentatori», il più adulto dei quattro, insegnante modello in una scuola per bambini difficili di Leeds, fosse un informatore del controspionaggio inglese, l’MI5.
Lo ha sostenuto alla BBC Charles Shoebridge, già investigatore nella Polizia Metropolitana di Londra, laureato all’Accademia Militare Reale di Sandhurst, ed ora giornalista e scrittore sul tema del terrorismo in Gran Bretagna.
Come ripetono varie fonti, l?auto Honda Accord di Khan conteneva microspie, inserite prima degli attentati, con il suo consenso.
Come si ricorderà, quel giorno una ditta di cui non si è mai saputo il nome aveva ordinato alla Visor Consultants, una compagnia di sicurezza, di condurre un’esercitazione che simulava un attentato nel metrò nei luoghi e nell’ora dove realmente avvenne.
L’ipotesi che prende corpo è che Khan, lungi dall?essere un terrorista fanatico, fosse un patriota britannico caduto in una trappola mentre credeva di fare il suo dovere, probabilmente testando la sicurezza della sotterranea come parte della «esercitazione».
O almeno, questo è quello che musulmani e familiari dei morti vorrebbero fosse appurato da un’indagine.
Blair ha risposto: «L’inchiesta distrarrebbe la polizia e le forze di sicurezza dall’impegno di parare la minaccia terrorista che continua, e alla fine ci direbbe quel che già sappiamo: che quattro individui sono venuti e hanno commesso l’atto».

Anche Bush non ha fatto serie inchieste sull’11 settembre con l’identica scusa: sottrarrebbe energie alle forze antiterrorismo (le cui energie non hanno impedito i mega-attentati), che la minaccia terroristica non è finita anzi «continua»: dev’esserci un apposito formulario dei pretesti, elaborato da apposito ufficio di propaganda.
Forse sarebbe ora di aggiornarlo.
Soprattutto perché quella in corso è, come dice ufficialmente il Pentagono, «the long war», la guerra lunga per antonomasia.
Non si può andare avanti per altri 15 anni di bombardamenti in Iraq, Afghanistan, e presto Siria e Iran (lo vuole Israele, la nota «ditta») ripetendo sempre le stesse scuse.
Blair in compenso ha dato risposte brevi manu alle domande dei musulmani.
«Non c’era un divieto della CIA su viaggi di Khan in America. Non c’erano apparati nella sua auto prima del 7 luglio. Non c’è stata informazione previa alla polizia di quel che stavano preparando» gli attentatori.
«Queste storie sono semplicemente sbagliate».
Così si fa nel libero, scientifico, legalistico Occidente: un atto di fede nel capo del governo che risponde al posto dei detectives, circa un evento tragico ed enorme.
Tutto denaro risparmiato.
Per gli Apaches.

Esperto di terrorismo : l’attentatore di Londra lavorava per l’M15

da Propaganda Matrix, traduzione a cura del collettivo ComeDonChisciotte

Un noto esperto di terrorismo ha detto alla BBC che Mohammed Siddique Khan, il presunto capobanda degli attentatori del 7 luglio, al tempo degli attacchi stava lavorando per l’agenzia di spionaggio britannica MI5 come informatore. Charles Shoebridge è un investigatore con 12 anni di servizio nella Polizia Metropolitana di Londra, laureato all’Accademia Militare Reale di Sandhurst, ed ora giornalista e scrittore sul tema del terrorismo in Gran Bretagna. Shoebridge ha detto al programma Newshour della BBC che dalle prove poco altro può essere desunto se non che Khan lavorava per lo spionaggio britannico. “La quantità delle informazioni che vengono fuori e la qualità delle informazioni che vengono fuori. Il fatto che siano state controllate così ripetutamente, sembra dal servizio di sicurezza M15, mi suggerisce davvero solo una delle due opzioni”. “O, A) abbiamo un livello di incompetenza che sarebbe insolito anche per i servizi di sicurezza. O forse B) ed è una possibilità, questo Khan poteva persino star lavorando come informatore per il servizio di sicurezza“. “E’ difficile altrimenti capire come possa essere che abbiano seguito le sue orme in questo modo, nel frattempo”. Durante le nostre analisi sugli attentati di Londra abbiamo descritto a grandi linee come l’attacco fosse stato più probabilmente programmato usando degli zimbelli descritti come bravi ragazzi con tanto di famiglia e un buon lavoro, nel ruolo di attori che testavano la sicurezza della metropolitana di Londra. Questo si concilia con l’incredibile coincidenza delle esercitazioni messe in atto dalla Visor Consultants allo stesso tempo degli attacchi, e con gli stessi obbiettivi. Inoltre si concilia con i resoconti dei testimoni secondo cui l’accusato esibito al mondo non mostrava alcun comportamento di un attentatore suicida. Gli attentatori suicidi hanno comprato dei biglietti di ritorno, hanno lasciato dei biglietti da parcheggio validi sulle loro auto a Luton, e i loro movimenti ripresi sulla CCTV non davano indicazioni che fossero nervosi per la loro morte imminente. Persino gli investigatori della Polizia Metropolitana credono ora che gli attentatori fossero sempliciotti istruiti da qualcun’altro, ignari di star trasportando esplosivi carichi. I collegamenti del 7 luglio con le agenzie di intelligence britanniche non finiscono con Khan. L’esperto di terrore John Loftus ha detto allo show Dayside della Fox News che la presunta mente dietro agli attentati di Londra, Haroon Rashid Aswat, era una risorsa dell’agenzia di spionaggio MI6, e che l’agenzia lo aveva aiutato proteggendolo e nascondendolo prima degli attentati. I recenti resoconti dei media che riguardano i movimenti di Khan hanno portato alla luce prove per cui la Honda Accord di Khan era stata dotata di microspie prima degli attentati. Anche se negato dalla Polizia Metropolitana, ancora una volta ciò si accorderebbe con la supposizione che Khan stava eseguendo gli ordini dello spionaggio britannico quando quattro bombe sventrarono tre treni ed un autobus il 7 luglio, uccidendo 52 persone e ferendone oltre 770.

Sempre a cura delle traduzioni di ComeDonChisciotte, avanti :

La mente dietro le bombe di Londra lavorava per l’MI6

Haroon Aswat – l’uomo che la polizia britannica ritiene fosse dietro le bombe di Londra – lavorava per l’MI6, è stato confermato da agenti a capo dei servizi segreti francesi e statunitensi. Ora un agente dell’FBI a Seattle – il nome è stato rimosso per motivi di sicurezza, ma che può essere pubblicato subito – ha richiesto che l’ex agente federale Janette Parker smetta di parlare ai media britannici di come l’FBI abbia fatto ostruzionismo al loro miglior investigatore sul terrorismo, John O’Neill, nelle sue indagini. Parker, che ha lavorato al fianco di O’Neill anche se non a livello ufficiale, teme per la sua vita. “Janet è una persona altamente professionale e onesta. È molto coraggiosa” dice Christopher Berry-Dee, editore di TNC(The New Criminologist). “Ma, ora che è stato svuotato il sacco, abbiamo fatto in modo che lei fosse protetta facendo circolare queste notizie sui principali media e giornali britannici.” Parker scrive: “la stampa americana può essere fatta tacere, ma non quella britannica. L’MI-5 e l’MI-6 non sono contenti del loro fallimento sulla sponda americana dell’Atlantico, in particolar modo nel loro tentativo di celare le informazioni riguardanti l’intenzione di Haroon Aswat di ulteriori attacchi bomba e la sua raccolta di fondi nell’area di Seattle a marzo 2002 (dopo l’11 settembre)” Haroon Aswat è il principale sospetto come cervello dietro gli attacchi bomba del 7 luglio a Londra. L’FBI può assicurare che Haroon non era a Seattle il 6 marzo 2002, ma i servizi segreti britannici lo tenevano sotto stretta sorveglianza e loro sanno se era in Inghilterra oppure no. Parker, che può contare sul sostegno di altri agenti dell’FBI e di John Loftus (link) aggiunge: “Puoi prendere in giro delle persone ogni tanto, ma non tutti e sempre.” Parker prosegue affermando: “Lo sforzo dell’FBI di nascondere i suoi problemi interni mi ha oramai reso impossibile esporre la corruzione e i documenti fraudolenti presso l’Università del Washington Harborview Medical Center di Seattle. C’erano 40 dottori e 8 dipartimenti coinvolti. Due medici si sono dichiarati colpevoli di frode sull’acquisto di kit medici e ostruzione alle indagini. L’FBI ha condotto un’inchiesta nella frodi degli acquisti medici, ma non ha mai emesso nessuna accusa formale verso di loro.” In alcuni documenti ufficiali spediti a TNC e ai media britannici, gli eclatanti risultati delle indagini svolte dalla Parker coprono diversi argomenti tra loro lontani, dai campi di addestramento per i terroristi, il riciclaggio di denaro sporco per le campagne di terrorismo islamico, gli insabbiamenti dell’FBI, prostituzione e brutali omicidi, minacce verso la sua salute, abusi fisici e intimidazioni, che includono possibili intercettazioni telefoniche e di e-mail. Con gli eventi che si sono svolti a Chicago, (link), anche un cieco può notare che l’attuale amministrazione statunitense è marcia sin nel midollo, e questa corruzione si è da tempo sparsa anche nel Regno Unito, dove i cittadini britannici dovrebbero chiedere a Tony Blair perché il SIS/MI-6 stava utilizzando Haroon Aswat come agente e perché, come afferma John Loftus, ad Aswat – che era nella lista dei controllati del servizio segreto inglese – è stato possibile lasciare la Gran Bretagna, mentre la polizia britannica lo stava cercando disperatamente? Ricostruire i movimenti di Aswat – così come degli altri attentatori di Londra – prima del 7 luglio è, come afferma Scotland Yard, cruciale. “Le informazioni della Parker SONO cruciali” dice TNC. “La sua conoscenza del lavoro dell’agente John Neill nella lotta al terrorismo, potrebbe renderla una risorsa importantissima se Scotland Yard intendesse veramente ottenere ciò che chiede.” Il disastro dell’11 settembre (sembra un caso ma, 911 è anche il numero di emergenza negli Stati Uniti) si sarebbe potuto prevenire, così come gli attacchi bomba di Londra. Una fonte inserita molto in profondità nei servizi segreti ha recentemente detto a TNC: “Bush e Blair sono solamente dei pupazzi. Le loro fila sono tirate dal denaro, dalla corruzione, dall’ego, dai servizi segreti. Non volete nemmeno sapere quale sia la verità.” In un’osservazione che ha dello spaventoso, la nostra fonte, che è stato verificato ha portato a termine delle esecuzioni per conto del Governo di Sua Maestà Britannica e dell’MI-6, un uomo che per 25 anni ha prestato il suo servizio contro il terrorismo, ha aggiunto: “La rapina alla Northern Ireland Bank… il furto alla Dublin Art… il furto di milioni di sterline in Bond Governativi del Regno Unito – due in nome di Margareth Thatcher – sono tutti stati insabbiati… l’MI-6 mi avrebbe potuto chiedere in ogni momento di commettere un assassinio, poi la SAS avrebbe provato a farmi fuori perché sapevo troppo.” “Il terrorismo internazionale è un ENORME business,” ha confermato la nostra fonte. “Gli Stati Uniti e il Regno Unito commerciano nel terrorismo come se fosse una merce qualsiasi sullo scaffale. Dimenticate le vite distrutte di gente normale, donne e bambini. Io ci sono passato e ho partecipato a tutto questo. La vostra dottoressa Parker ha fatto la cosa giusta. Come me, anche lei sta coprendosi con un’assicurazione sulla vita, come fosse un giubbetto di Kevlar, le auguro tutto il bene possibile.” In uno sviluppo inaspettato, un agente dell’FBI ha spedito un’e-mail a TNC dicendo: “Auguro a tutti voi buona fortuna, spero che da tutto ciò possa emergere qualcosa di buono.” I cittadini americani dovrebbero essere orgogliosi della Parker. E tutti coloro a cui sta a cuore la lotta al terrorismo nel Regno Unito dovrebbero renderle onore.

Al Qaeda? È un database

Dopo gli attentati nel metrò di Londra del 7 luglio (ovviamente attribuiti ad Al Qaeda), Robin Cook, ex ministro degli esteri britannico, scrisse sul Guardian: «per quanto ne ricordo, Al Qaeda non è un gruppo terroristico, ma il nome del database americano con i nomi dei mujaheddin arruolati dalla CIA per combattere in Afghanistan». Era un «avvertimento» a chi di dovere. Meno di una settimana dopo, Robin Cook moriva di un misterioso infarto (a 59 anni) mentre passeggiava nelle campagne scozzesi. Ma i procuratori di infarti a comando non possono arrivare a tutto. Gli dev’essere sfuggito (è sfuggito anche a noi) un articolo apparso sulla rivista World Affairs, che si pubblica a New Delhi, nel numero aprile-giugno del 2004 (1). Qui un ex agente dell’intelligence francese, di nome Pierre Henry Bunel, parlava distesamente di Al Qaeda come database molto tempo prima del povero Cook. Ecco i ricordi dell’agente Bunel: «la prima volta che ho sentito di Al Qaeda è stato mentre completavo un corso di comando e Stato Maggiore in Giordania. Allora ero ufficiale dell’Armata Francese, che aveva stretti rapporti di collaborazione con la Giordania».

[…] «Due dei miei colleghi giordani erano esperti in computer, ufficiali della forza aerea. Un giorno scherzarono sul database informatico Al Qaeda».

[…] Da loro, Bunel ha appreso la seguente storia: «nei primi anni ’80 la Banca Islamica per lo Sviluppo, che ha sede a Geddah in Arabia Saudita, acquisì un sistema computerizzato per le sue necessità contabili e di comunicazione; un sistema più sofisticato rispetto alle sue reali esigenze.In quel sistema,’il database era diviso in due sezioni: l”information file’ dove i partecipanti agli incontri del Segretariato Permanente della Organizzazione della Conferenza Islamica [anch'essa con sede a Geddah, e collegata alla Banca Islamica, ndr.] potevano prelevare e inviare le informazioni di cui avevano bisogno; e il ‘decision file’, dove erano conservate le decisioni prese durante le sessioni precedenti».

[…] «In arabo, i due files erano chiamati ‘Qeidat il-Maaloomaat’ e ‘Qeidat i – Taaleemaat’; entrambi erano contenuti dentro un file-contenitore chiamato in arabo ‘Qeidat ilmu’ti’aat», che è l’esatta traduzione della parola inglese ‘database’. Ma gli arabi usavano correntemente l’abbreviazione ‘Al Qaeda’, che significa ‘base’».

[…] «A metà degli anni ’80 Al Qaeda era un database in un computer dedicato alle comunicazioni del segretariato della Conferenza Islamica». Continua Bunel: «nei primi anni ’90 ero ufficiale d’intelligence annesso allaForce d’Action Rapide (FAR) francese (2). Dato che conosco l’arabo, traducevo una quantità di fax e lettere intercettati dai nostri servizi. Spesso intercettavamo materiale proveniente da gruppi islamici che agivano in Gran Bretagna o in Belgio». «Questi documenti contenevano direttive inviate a gruppi armati islamisti in Algeria o in Francia. I messaggi citavano le fonti delle dichiarazioni da utilizzare nella redazione di volantini o rivendicazioni, e da introdurre in video o registrazioni da mandare ai media. Le fonti più spesso citate erano le Nazioni Unite, l’UNHCR, e…Al Qaeda». «Al Qaeda resettò il database della Conferenza Islamica

[…] Era naturale che Osama Bin Laden fosse connesso con questa rete. E’ membro di un’influente famigli saudita collegata con le banche e l’economia». «A causa della presenza di ‘Stati canaglia’, era facile per gruppi terroristici usare l’e-mail del database. Così l’e-mail di Al Qaeda era usato, con alcune interfacce per segretezza, dalle famiglie dei mujaheddin per tenere i contatti con i loro figli in addestramento in Afghanistan, in Libia o nella valle della Bekaa in Libano, o dovunque combattevano estremisti. Fra questi ‘Stati canaglia’ c’era l’Arabia Saudita. Quando Osama bin Laden era un agente americano in Afghanistan, l’intranet di Al Qaeda era un buon sistema di comunicare con messaggi in codice». «Al Qaeda non era un gruppo terroristico né una privata proprietà di Bin Laden»

[…] «Gli atti terroristici commessi in Turchia nel 2003 furono compiuti da turchi e le motivazioni erano locali e non internazionali. Questi attentati misero il governo turco in una posizione difficile presso i britannici e gli israeliani. Ma gli attacchi intendevano certamente ‘punire’ il Primo ministro turco Erdogan per essere un islamico troppo tiepido».

[…] «Alcune lobby economiche arabe conducono una guerra contro le lobby economiche ‘liberali’. Esse usano gruppi terroristici locali che proclamano di agire a nome di Al Qaeda. D’altra parte, eserciti nazionali invadono Paesi indipendenti sotto l’egida del Consiglio di sicurezza dell’ONU. I promotori reali di queste guerre non sono i governi, ma le lobby nascoste dietro di essi». «La verità è che non esiste un gruppo terrorista chiamato Al Qaeda, come sa qualunque funzionario di intelligence. C’è però una campagna di propaganda per indurre il pubblico a credere a un’entità ‘diabolica’ e indurre la gente che guarda la TV ad accettare una leadership unificata internazionale per la guerra contro il terrorismo. Il Paese che sta dietro questa propaganda sono gli USA, e le lobby interessate alla guerra al terrorismo per scopi d’affari». Magari non tutto è chiaro in questo testo. Ma Bunel sta dicendo quello cui alluse Cook: Al Qaeda è, anche oggi, uno strumento in mano alle lobby d’affari americane, con la complicità dell’Arabia Saudita. Va aggiunto che il maggiore Bunel, nel dicembre 2001, è stato dichiarato colpevole da un tribunale militare francese, in giudizio segreto, di aver passato alla Serbia informazioni sui bersagli dei bombardamenti NATO sulla Serbia ai tempi dell’intervento in Kossovo. A quel tempo, varrà la pena di ricordarlo, Belgrado accusò la resistenza bosniaca e albanese di essere infiltrata da elementi di «Al Qaeda». Oggi si sa che questi gruppi erano finanziati dal «Bosnian Defense Fund», un fondo creato e diretto da Richard Perle (capo dei neocon e spia d’Israele) e da Douglas Feith, uno dei viceministri del Pentagono, ebreo come Perle e Wolfowitz. Un altro indizio che tra i neocon del Pentagono ed Al Qaeda, la distinzione è confusa. L’uno è l’altra.

Per chi vuole approfondire

Londra: Come organizzare gli attentati con 10 semplici mosse.

Metodo in 10 mosse per organizzare un attacco terroristico

1) Commissiona un’impresa di “Gestione di crisi” per un’esercitazione che si svolga parallelamente all’attacco terroristico che si vuole organizzare. Fai svolgere l’esercitazione esattamente nei luoghi e nello stesso tempo degli attentati. Qualora i tuoi arabi vengano catturati durante lo svolgimento dell’operazione, comunica alla polizia che facevano parte di un’esercitazione.

2) Assumi quattro arabi dicendo loro che prenderanno parte ad un’importante esercitazione per difendere Londra dagli attacchi terroristici. Fai indossare ad ognuno di loro uno zaino ben riempito d’esplosivo, dicendogli che si tratta di un facsimile che non farebbe male ad una mosca.

3) Dì ai quattro arabi di incontrarsi alla metropolitana di Londra e di separarsi prendendo ciascuno un treno diverso. Assicurati che gli arabi s’incontrino in un luogo dove con le telecamere a circuito chiuso puoi ottenere una bella foto segnaletica da poter poi far girare in eterno per il pubblico televisivo.

4) Mentre i quattro arabi sono a Londra, colloca dell’esplosivo nelle loro case a Leeds. Colloca anche un po’ di esplosivo in una delle loro auto a Luton, affinché venga scoperto più tardi dalla polizia. Ricordi il Corano e il manuale di volo nell’auto dei dirottatori? Ha ha, se la sono bevuta tutta. Non è quindi necessario cambiare tattica.

5) Prima che avvengano le esplosioni, accertati di avvertire quei tuoi “amici” che dovrebbero recarsi nelle vicinanze dei luoghi dove esploderanno le bombe. Se questo trapela alla stampa, devi semplicemente negare.

6) Il quarto arabo la notte prima esce a divertirsi e finisce per alzarsi in ritardo. Non preoccuparti, i “dirottatori” dell’11 settembre fecero la stessa cosa che non causò alcun grosso problema. Il quarto arabo prende un bus per vedere se gli altri lo stanno aspettando. Comincia a sentire discorsi sulle esplosioni alla metropolitana, realizza che è stato ingannato ed inizia ad agitarsi. Inizia a rovistare nel suo zaino. Aziona il meccanismo della bomba che esplode. Se tu hai assunto qualche altro arabo e pensi che possa aver fiutato l’imbroglio, assicurati di aver collocato negli zaini i localizzatori GPS cosicché i cecchini della polizia possano ucciderli.

7) Dopo che sono esplosi gli ordigni, metti in giro per circa un’ora una storia asserendo che le esplosioni sono dovute ad una semplice avaria elettrica. Questo ti dà il tempo per assicurarti che l’arabo nel bus sia morto, così come altri arabi arruolati che si sono tirati indietro. Assicurati inoltre di danneggiare o distruggere eventuali registrazioni delle telecamere a circuito interno che siano in contrasto con la tua storia.

8) Alcune ore dopo, fai postare da uno dei tuoi ragazzi una rivendicazione di Al-Qaeda. Non preoccuparti se sbaglia completamente la citazione del Corano, questi idioti non hanno sufficiente attenzione da sgamarlo.

9) Dopo che ti sei assicurato che tutti gli arabi sono morti e che tu stai gestendo adeguatamente la storia, aspetta quattro giorni, tempo sufficiente affinché la polizia metta insieme i vari tasselli e trovi gli esplosivi che hai messo a Leeds e nell’auto a Luton. Il ritardo di tempo è quello necessario ad illudere la gente che vi sia stata un’indagine. Crea un antefatto sugli arabi così da farli apparire militanti musulmani. Le masse abbindolate, come lo furono nel caso dei “dirottatori dell’11 settembre” ignoreranno i racconti dei vicini che li descrivono come tipi educati, calmi, amanti dei bambini e sportivi. Dalla BBC: Un abitante della zona lo descrive come un “ragazzo simpatico”. “Gli piace giocare a calcio e a cricket. Sono scioccato”.

10) Ora rilassati e goditi come Blair e i suoi tirapiedi si pavoneggiano di fronte alle telecamere asserendo di farcela nella guerra al terrore. L’aumento degli stipendi, i fondi extra agenzia, e il potere di togliere più libertà rendono le 10 semplici tappe di pianificazione di un attentato un’avventura che dà soddisfazione. Le decine di persone morte sono un necessario danno collaterale. Questa è una guerra sporca, abbiamo bisogno di essere meno morali dei terroristi per sconfiggerli. Ecco come il governo ha organizzato gli attentati in 10 facili mosse. Ovviamente, puoi scambiare i differenti pezzi del puzzle. Gli attentatori potrebbero essere stati reali terroristi che conoscevano esattamente quello che andavano a fare. Tutto quello che allora dovevi fare in questa eventualità era controllare la “mente” dietro gli attentati e assicurarti che i suoi ragazzi svolgessero il lavoro nel modo che tu volevi. Ecco fatto.

Ricordare questo post per il prossimo memoriale…