Grazie a xiaodong people per l’ennesima dritta sul mondo.Qui di seguito trovate riproposte le parti salienti del suo post riguardo la questione world heritage

In questo viaggio si riesce ad apprendere cosa succede davvero quando un nostro territorio viene “ceduto”.

Ringrazio per le traduzioni Giada Pausic.

(ANSA)- ROMA, 23 OTTUn errore avrebbe portato all’approvazione della norma che concede la deroga al piano paesaggistico delle Eolie per la costruzione di 8 hotel. Lo sostiene l’ass.regionale al Territorio, Cascio. ‘Ai voti – dice – doveva essere messo l’emendamento che sopprimeva l’art.15. In realta’, nella concitazione dei lavori, il presidente ha chiesto di votare sul mantenimento dell’articolo. Cosi’ anche esponenti dell’opposizione hanno votato a favore della deroga. Ma non sara’ autorizzato alcuno scempio’.

Non si può stare un attimo in pace.

(ANSA) – PALERMO, 24 OTTAn e’ pronta ad uscire dal governo della regione se non si blocca la norma, approvata dall’Ars, che permette deroga al piano paesistico. Lo afferma l’assessore al Turismo, Fabio Granata. La questione riguarda la costruzione di 8 alberghi. “Dopo aver faticosamente ricostruito l’immagine della Sicilia, – dice Granata – riconducendola all’altezza della sua identita’ culturale, ci ritroviamo di nuovo, per responsabilita’ individuabili, ad essere additati come cementificatori e abusivisti”.

Ho un vago presentimento. Andiamo a cercare.

Le Isole Eolie e l’Unesco : occorre far chiarezza

Quanto sta accadendo sul dibattito mirato a mantenere o non mantenere le Eolie nel patrimonio mondiale dell’UNESCO è davvero sconcertante. Vi è una sovrapposizione di determinazioni che offende non soltanto gli eoliani ma la Sicilia tutta. Istituzioni estranee alla realtà isolana spingono a cancellare di colpo l’industria di pomice che è stata sempre una delle risorse principali dell’isola di Lipari senza dare tempo agli amministratori locali ed agli interessati di formulare un piano concreto di riconversione per consentire il passaggio in attività alternative dei lavoratori del settore.

LINUCS> Un saluto dagli amici dell’Agenda 21. Ovvio! Come fa il geologo a studiare il vulcano, se non si sequestra tutto con la favola del patrimonio mondiale?

Ed è infatti grave che ad una riunione operativa svoltasi al Ministero per i Beni Culturali non sia stato invitato il Comune di Lipari, ed ancora una volta sia stato ignorato dagli stessi organismi centrali dell’UNESCO il Club UNESCO delle Eolie, cioè le voci più autorevoli e più competenti. Il sindaco avv. Mariano Bruno ha giustamente protestato fermamente e i Clubs UNESCO Siciliano di Messina, di Milazzo e delle Eolie hanno provveduto ad indirizzare altrettanto ferma protesta per un’esclusione, ormai cronica, che svuota di ogni contenuto la presenza dei Clubs UNESCO in Sicilia.

LINUCS> Se il patrimonio è mondiale, è ovvio che a livello locale non sia necessario consultare nessuno. A livello locale importa solo che qualcuno paghi le tasse (locali ed eventualmente mondiali). Per il futuro della geologia!

Ambiente: Regione Sicilia autorizza 8 alberghi alle Eolie

(ANSA) – PALERMO, 22 OTT – Rischiano di scomparire dalla World Heritage List dell’Unesco, le isole Eolie, tra gli arcipelaghi piu’ apprezzati al mondo. L’allarme dopo che l’Assemblea regionale siciliana ha approvato la norma che, in deroga al piano paesistico, consente la costruzione di 8 nuovi alberghi per 300 nuovi posti letto a Lipari e Vulcano, in zone sotto vincolo. Il sottosegretario ai Beni culturali Bono ha scritto al governatore Cuffaro denunciando i rischi che una tale decisione comportera’.

A quota 34 i siti italiani “patrimonio mondiale” dell’Unesco

S’arricchisce di tre nuovi nomi il contributo italiano all’elenco dei beni culturali e ambientali considerati patrimonio dell’umanità. Nel corso della sua 24ª sessione, svoltasi a Cairns (Australia) dal 27 novembre al 2 dicembre, il Comitato dell’Unesco ha deciso di iscrivere nella Lista del Patrimonio Mondiale stilata dall’organizzazione anche le Isole Eolie (nella categoria dei beni naturali), “Assisi, la Basilica di San Francesco e altri siti francescani” e la città di Verona (nella categoria dei beni culturali).

LINUCS> Per “patrimonio dell’umanità” dobbiamo intendere “terra di tutti”, quindi “terra di nessuno”, praticamente “terra dell’ONU e compagnia”. Normalmente, quando uno Stato perde il controllo di una propria parte, non si parla di “arricchimento del contributo”. Cerchiamo ancora!

World Heritage sites in the United States

Avanti…

1978 Mesa Verde

1978 Yellowstone

1979 Grand Canyon National Park

1979 Everglades National Park

1979 Independence Hall

1980 Redwood National Park

1981 Mammoth Cave National Park

1981 Olympic National Park

1982 Cahokia Mounds State Historic Site

1983 Great Smoky Mountains National Park

1983 La Fortaleza and San Juan Historic Site in Puerto Rico

1984 Statue of Liberty

1984 Yosemite National Park

1987 Monticello and University of Virginia in Charlottesville

1987 Chaco Culture National Historic Park

1987 Hawaii Volcanoes National Park

1992 Pueblo de Taos

1995 Carlsbad Caverns National Park

LINUCS> Ma tu guarda quanti heritage. Quanto patrimonio mondiale. Un patrimonio che va a beneficio di tutti, dall’aborigeno al pigmeo al broker di Wall Street.

UNESCO World Heritage List

The following properties have been approved by the World Heritage Committee to be included on UNESCO’s World Heritage List. The list currently contains 788 different properties as of July, 2004.

Quanti? 788! Andiamo a cercare sul sito del World Heritage Center

C’è anche la lista.

Afghanistan, Albania, Algeria, … Yemen, Zambia, Zimbabwe. Ecco, Italia:

Rock Drawings in Valcamonica (1979)

Historic Centre of Rome, the Properties of the Holy See in that City Enjoying Extraterritorial Rights and San Paolo Fuori le Mura (1980 , 1990)

Church and Dominican Convent of Santa Maria delle Grazie with “The Last Supper” by Leonardo da Vinci (1980)

Historic Centre of Florence (1982)

Venice and its Lagoon (1987)

Piazza del Duomo, Pisa (1987)

Historic Centre of San Gimignano (1990)

I Sassi di Matera (1993)

City of Vicenza and the Palladian Villas of the Veneto (1994 , 1996)

Historic Centre of Siena (1995)

Historic Centre of Naples (1995)

Crespi d’Adda (1995)

Ferrara, City of the Renaissance, and its Po Delta (1995 , 1999)

Castel del Monte (1996)

The Trulli of Alberobello (1996)

Early Christian Monuments of Ravenna (1996) Historic Centre of the City of Pienza (1996)

18th-Century Royal Palace at Caserta, with the Park, the Aqueduct of Vanvitelli, and the San Leucio Complex (1997)

Residences of the Royal House of Savoy (1997)

Botanical Garden (Orto Botanico),Padua (1997)

Portovenere, Cinque Terre, and the Islands (Palmaria, Tino and Tinetto) (1997)

Cathedral, Torre Civica and Piazza Grande, Modena (1997)

Archaeological Areas of Pompei, Herculaneum and Torre Annunziata (1997)

Costiera Amalfitana(1997)

Archaeological Area of Agrigento(1997)

Villa Romana del Casale (1997)

Su Nuraxi di Barumini (1997)

Archaeological Area and the Patriarchal Basilica of Aquileia (1998)

Historic Centre of Urbino (1998)

Cilento and Vallo di Diano National Park with the Archeological sites of Paestum and Velia, and the Certosa di Padula (1998)

Villa Adriana (Tivoli) (1999)

City of Verona (2000)

Isole Eolie (Aeolian Islands) (2000)

Assisi, the Basilica of San Francesco and Other Franciscan Sites (2000)

Villa d’Este, Tivoli (2001)

Late Baroque Towns of the Val di Noto (South-eastern Sicily) (2002)

Sacri Monti of Piedmont and Lombardy (2003)

Val d’Orcia (2004)

Etruscan Necropolises of Cerveteri and Tarquinia (2004)

LINUCS> Ma cosa viene in tasca ad un governo quando aggiunge un contributo al patrimonio mondiale dell’UNESCO? Non vi sembra che manchi un attore in questa grande opera?

U.N. World Heritage Sites in the United States

Leggiamo:

Existing World Heritage Sites (22)

A fianco:

Tentative Sites Identified by National Park Service for Nomination (70) (in cooperation with the Federal Interagency Panel for World Heritage)

Mancava solo il governo federale a dare man forte all’ONU, ora siamo a posto. Vediamo a chi tocca questa volta?

Brooklyn Bridge

General Electric Research Laboratories

Columbia University

Original Bell Telephone Laboratories

Più un gran numero dei soliti parchi nazionali.

Siete andati fuori di testa? La Columbia? Il ponte di Brooklyn?

House Report 106-142 – American land sovereignity protection act

Il American Land Sovereignity Protection Act (H.R. 883) rivendica il potere costituzionale del Congresso sull’amministrazione e l’uso delle terre appartenenti agli Stati Uniti. All’articolo IV, sezione 3 della Costituzione degli Stati Uniti, stabilisce che al Congresso viene assegnato il potere di applicare tutte le regole necessarie e le disposizioni per dirigere le terre appartenenti agli Stati Uniti.

Tuttavia nell’arco degli ultimi 25 anni, un costante aumento delle terre pubbliche appartenenti al paese è stato incluso in svariati progetti di internazionalizzazione dell’uso delle terre, in primis le United Nations Biosphere Reserves ed i World Heritage Sites, senza alcuna supervisione o approvazione da parte del Congresso. L’accordo che coinvolge i World Heritage Sites, ad esempio, esclude ampiamente il Congresso dal processo di candidatura.

LINUCS> Qui comincia a venirci un dubbio. I parchi nazionali scompaiono e il Congresso viene ignorato? Il lettore attento avrà quasi indovinato chi c’è dietro tutta questa storia. ONU, ONG, UNESCO, ambiente, chi manca all’appello?

I United Nations World Heritage Sites, i Ramsar Sites e le Biosphere Reserves sono sotto la giurisdizione dell’UNESCO (Unites Nations Educational, Scientific and Cultural Organization). Rispettivamente i World Heritage Sites e le Ramsar Reserves sono riconosciute dall’UNESCO secondo ‘La Convenzione sulle Wetlands sulla loro Importanza Internazionale Specialmente se intese come Habitat per Uccelli Acquatici.’ Le Biospehere Reserves fanno parte del U.S. Man e del Biospehere Program, il quale opera il collaborazione con un progetto mondiale dell’UNESCO. Il U.S. Man ed il Biosphere Program non sono autorizzati dal Congresso né posseggono alcuna direzione legislativa. Oltre il 68 percento delle terre presenti nei nostri parchi nazionali, le aree riservate ed i monumenti sono stati assegnati ai United Nations World Heritage Sites, alle Biosphere Reserves o ad entrambi. Le Biosphere Reserves da sole coprono un’area che corrisponde a quasi le dimensioni del Colorado, il nostro ottavo stato più vasto. Vi sono tutt’ora in mano all’UNESCO 47 Biosphere Reserves, 20 World Heritage Sites e 16 Ramsar Sites negli Stati Uniti.

Dal momento che si stanno trasformando in un gruppo nei confronti di questi accordi per l’utilizzo di terre internazionali attraverso l’azione dell’Executive Branch, gli Stati Uniti potrebbero indirettamente acconsentire ai termini delle trattative internazionali, come ad esempio alla Convenzione sulla Diversità Biologica, di cui gli Stati Uniti non fanno parte o che il Senato degli Stati Uniti si è rifiutato di sanzionare. Per esempio, la Strategia Seville per le Biosphere Reserves raccomanda che i paesi partecipanti ‘integrino le Biosfere Reserves nelle strategie volte alle conservazione della biodiversità e nell’ utilizzo sostenibile, in progetti per aree protette, in strategie nazionali per la biodiversità ed in piani d’azione forniti nell’Articolo 6 della Convenzione sulla Diversità Biologica.’ In aggiunta, il Piano Strategico per il U.S. Biosphere Riserve Program pubblicato nel 1994 dal Dipartimento di Stato degli U.S. stabilisce che uno degli obiettivi del U.S. Biosphere Riserve Program è quello di ‘ creare una rete nazionale di riserve di biosfera che indichi la diversità biogeografia degli Stati Uniti e che adempisca alle funzioni ed ai ruoli stabiliti internazionalmente per le riserve di biosfera.’

LINUCS> E’ un modo gentile per dire “land grab”. Esproprio. Ma l’ONU non può espropriare un pezzo di Stati Uniti quando ne ha voglia, altrimenti l’esercito li dovrebbe cancellare dalla faccia della terra. Cosa viene dato in cambio del parco nazionale o del ponte di Brooklyn?

Un ulteriore fatto che turba è che l’assegnazione delle Biospheres e dei World Heritage Sites raramente coinvolge i governi pubblici e locali. Alle cinque udienze tenutesi in merito al American Land Sovereignity Protection Act dal 104esimo Congresso, è stato certificato che gli ufficiali statali e locali eletti così come i superficiali cittadini attivisti di Alaska, Arkansas, Missouri, Minnesota, New Mexico e New York non si sono mai consultati con i governi pubblici o locali nel momento in cui venivano effettuate le assegnazioni delle terre internazionali presso i loro stati. Il processo di assegnazione domestica per i World Heritage Sites e le Biosphere Reserves è talmente controverso che le legislature statali dell’Alaska, del Colorado e del Montana hanno approvato delle delibere a sostegno dell’ American Land Sovereignity Protection Act. Inoltre, il Senato dello stato del Kentucky ha recentemente approvato anch’esso una delibera che contrasta la creazione di qualsiasi riserva di biosfera entro i confini del Kentucky e che appoggia le nozioni incorporate in questa legislatura.

LINUCS> Non è straordinario tutto ciò? Anche qui i governi locali vengono lasciati da parte. Sarà un caso?

In effetti, la politica dell’UNESCO apparentemente scoraggia un aperto processo di nomina per i World Heritage Sites. Gli Orientamenti Operativi per l’Instaurazione della Convenzione World Heritage attesta: In tutti i casi, al fine di mantenere l’obiettività nel processo di valutazione e al fine di evitare un possibile imbarazzo per gli individui coinvolti, i partiti statali [nazionali] dovrebbero astenersi dal fornire propaganda inopportuna per il fatto che una proprietà è stata nominata *** durante il corso della decisione finale del Comitato incaricato della nomina in questione. La partecipazione da parte degli abitanti locali è essenziale affinché possano condividere una responsabilità con il partito di stato nel mantenimento del terreno, tuttavia non dovrebbe compromettere future decisioni prese dal comitato.

LINUCS> Si sono ridotti al punto di fare tutto in segreto, prima che qualcuno scopra il prossimo “World Heritage Site” ed improvvisi una manifestazione, o una guerra civile. Il che è improbabile, perché quando si tratta di operazioni svolte per il bene comune (leggi: salvare i moscerini della Tanzania) nessuno ne fa la minima pubblicità, nessuno manifesta, perché nessuno se ne accorge. E quando se ne accorge, pensa che sia una bella cosa. Ma perché bisogna mantenere il segreto per proteggere l’ambiente?

Autorizzando l’assegnazione all’uso di questi territori internazionali, gli Stati Uniti si ripromettono di proteggere le aree selezionate ed se necessario ordinare le terre circostanti al fine di proteggere il sito prescelto. Mantener fede a tali accordi internazionali potrebbe costringere il governo federale a proibire o limitare alcuni utilizzi delle terre private sia all’interno che all’esterno delle aree selezionate a meno che il nostro paese non decida di mancare all’impegno con le altre nazioni. In minima parte, tutto ciò pone i fautori della politica terriera statunitense in una posizione ambigua. Eventuali azioni federali moderatrici potrebbero conseguire ad un significativo impatto sfavorevole sul valore della proprietà privata e sull’economia locale e regionale. Il coinvolgimento del World Heritage Committee (WHC) nel processo di revisione del National Environmental Policy Act in favore del New World Mine Project nei pressi del Parco Nazionale di Yellowstone (un world heritage site), esemplifica questo problema. Il New World Mine Project si muove al di fuori dei confini del Parco Nazionale di Yellowstone e non è compreso nel World Heritage Site. Infatti il giacimento minerario proposto si estende quasi interamente su un terreno di proprietà privata, e la legge degli Stati Uniti (16 U.S.C. 47°-1(c))vieta di comprendere qualsiasi proprietà non federale entro i confini del World Heritage Site statunitense senza la concessione del possessore.

Il fatto che il progetto proposto non faceva parte del Yellowstone World Heritage Site non ha impedito che il WHC tenesse “un’udienza” in merito al piano. La creazione di una zona cuscinetto, probabilmente dieci volte le dimensioni del Parco, è stata suggerita da almeno un membro del WHC. Tuttavia, escludendo i territori federali su si estende una piccola parte del New World Mine Project da una adiacente distesa desolata, il Congresso aveva già stabilito di non costituire tale zona cuscinetto e piuttosto di abilitare questi territori a molteplici usi, compresa l’industria mineraria.

E’ chiaro da questo esempio, che nel migliore dei casi, le assegnazioni come World Heritage Site e Biosphere Riserve forniscono alla comunità internazionale un invito aperto ad interferire con le decisioni terriere domestiche americane. Più seriamente, questi accordi internazionali probabilmente hanno svariate conseguenze avverse ed importanti su sistema governativo americano. L’autorità incaricata di occuparsi dell’uso della politica terriera domestica è ulteriormente centralizzata a livello federale/ Executive Branch,ed il ruolo che investono i comuni cittadini nel rappresentare questa politica con l’aiuto dei loro rappresentanti eletti è ridotto.

LINUCS> Effettivamente, se governa l’ONU a colpi di ONG, ci si chiede il cittadino medio che cosa voti a fare.

L’Executive Branch ha anche la possibilità di invocare questi accordi internazionali nel tentativo di acquisire a livello amministrativoun’azione sotto la giurisdizione del Congresso, ma senza consultare lo stesso. Il seguente quadro di impostazione per i programmi di World Heritage Site e Biosphere Riserve ha intaccato il potere e la supremazia del Congresso per esercitare il proprio potere costituzionale in modo da fare le leggi che governano i territori posseduti degli Stati Uniti. Probabilmente il problema più preoccupante degli accordi internazionali, come la Convenzione del World Heritage, è che gli organi internazionali che si occupano della loro amministrazione non rappresentano il popolo americano e non sono neanche tenuti a render loro conto.

Qui è il caso che il lettore inizi a “fare due conti”, come dice Linucs…

Guardate le fantastiche azioni che stanno facendo in europa, un passo alla volta…

Il 5 maggio 1999, in una lettera all’Onorevole Bruce Vento, il precedente Ambasciatore delle Nazioni Unite Jean J. Kirkpatrick spiegò meglio la situazione: Nelle organizzazioni delle Nazioni Unite, non vi è alcuna responsabilità. I burocrati delle Nazioni Unite sono tenuti ben lontani dagli elettori americani.

Ricordatevi pure questo quando vi imbattete in notizie riguardanti vari stupri e soprusi da parte dei peacekeeper dell’ONU…

Molti degli Stati appartenenti al World Heritage Treaty non sono democrazie. Alcuni provengono da paesi che non consentono il possesso della proprietà privata. I comitati del World Heritage e del Man and the Biosphere prendono provvedimenti che influenzano i territori e le vite degli americani. Alcune di queste decisioni sono prese da rappresentati scelti dai governi non basati su una rappresentazione democratica, dunque non di certo sulla rappresentazione dei cittadini americani. Quale possibilità di ricorso ha un elettore americano quando i burocrati delle Nazioni Unite da Cuba o dall’Iraq o dalla Libya (in quanto tutti fanno parte di questo Trattato) hanno preso una decisione che ingiustamente danneggia i diritti di lui o di lei sulla proprietà, che giace vicino ad un parco nazionale?

Nessuno, sorpresa! Cerchiamo ancora, che è istruttivo e divertente :

International Influence over Local Government

L’United Nations Agenda 21, adottata nel 1992 a Rio de Janeiro in occasione della U.N. Conference on Environment and Development, possiede giurisdizione assoluta sulla locale politica publica. L’oggetto di tale documento è quello di integrarvi salvaguardia ambientale, sviluppo economico ed equità sociale sotto la direzione delle autorità globali.

La United Nations Millennium Assembly e Summit ha autorizzato la globale visione governativa delle Nazioni Unite e ne sta accelerando l’adempimento grazie anche all’approvazione di oltre 170 paesi ed i finanziamenti giunti da una conglomerazione di amministrazioni, corporazioni e contributi dalle fondazioni.La locale attuazione del U.N. Agenda 21 sta traslando i poteri in modo da allontanare la politica pubblica dalle mani dagli ufficiali eletti per passarla a individui non eletti i quali si stanno servendo di un “processo di nuova decisione collaborativa” al fine di riorganizzare la società intorno al credo comune di “proteggere l’ambiente.”

LINUCS> Sul processo di “decisione collaborativa” ci sarebbe da aprire un capitolo a parte. Resta il fatto che con la scusa di proteggere l’ambiente il controllo dei parchi nazionali e altre belle cose passa a personaggi che non sono stati eletti da nessuno, grazie a qualche bel trattato internazionale. I governi locali vengono esclusi dalla decisione, come si lamenta dalle Eolie e dagli stessi Stati Uniti.

Con l’allineamento dei suoi piani è stato subito chiaro che la U.N. Agenda 21 è in diretto contrasto con la Costituzione degli US.

La U.N. Agenda 21 è universalmente nota per essere un governo collettivista nascosto alla penombra delle Nazioni Unite.

La riuscita delle politiche e dei processi della U.N. Agenda 21 ha già conseguito ad una perdita della proprietà privata in tutti gli Stati Uniti. Al termine del susseguirsi dei successi della U.N. Agenda 21 risulterà come di seguito:

* Perdita dell’Indipendenza degli Stati Uniti

* Asservimento forzato degli Stati Uniti ai “paesi in sviluppo”

* Ridotte libertà individuali per i cittadini americani, e

* Perdita della proprietà privata.

Constraints for Implementing Debt-for-Environment Swaps

Nonostante i debt swaps (scambio per debiti) generino ulteriori concreti finanziamenti per l’ambiente, vi possono essere alcune costrizioni che limitano il potenziale meccanismo di debt-for-enironment swap (scambio del debito in ambiente). Gli enti governativi del NDF ed altri partiti coinvolti nei debt swaps dovrebbero riconoscere tali costrizioni e cercare di costituire debt-for-environment swaps onde evitare futuri scontri.

Chi ha colto il messaggio di fondo???

La maggiore avversità per poter instaurare un debt-for-environment swap è la mancanza di sconto sul debito per stabilire uno scambio. Nonostante paesi come il Botswana, l’Eritrea, il Gambia, il Namibia e la Swaziland sono severamente colpite dalla desertificazione, dal momento che stanno tutte riparando ai loro debiti, ed è cosa improbabile che i loro debiti vengano scontati, dunque è improbabile che questi paesi possano essere candidati adeguati per la struttura del debt-for-environment swap.

Non ci credo…

Dal momento che i debt swaps normalmente coinvolgono il pagamento da parte di un governo debitore in moneta corrente, uno degli ostacoli più evidenti per i debt-for-environment swaps potrebbe essere la carenza di risorse fiscali a livello nazionale. Ciononostante, tali scambi sono comunque effettuabili anche in paesi dove le risorse sono quasi assenti a patto che gli incentivi dello debt-for-environment swap siano sufficientemente attraenti al punto da convincere un governo a stanziare risorse per effettuare lo scambio, oppure se il pagamento può essere accettato in un’altra modalità.

Per esempio, nel Guinea-Bissau, l’ IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione) negoziò uno scambio che coinvolse la cancellazione del debito Svizzero in cambio dell’adozione governativa di un Coastal Zone Management Plan (Piano per la Gestione delle Zone Costiere) che incluse la creazione di un parco nazionale e di una riserva per la biosfera, più il pagamento di una somma relativamente bassa ($400,000) in fondi duplicati per compiere tali attività.

LINUCS> Si sono comprati un pezzo del Guinea Bissau?

Tuttavia, a causa di probabili influenze corruttrici, il governo nazionale dovrebbe monitorare le procedure di debt swap. Vi sono appunto stati casi di raggiro, dove gli investitori coinvolti in debt swaps hanno trasferito i fondi in moneta locale generati da debt swaps fuori dal paese di scambio per ottenere guadagni illegali.

LINUCS> Ovviamente il giro di tangenti non poteva mancare!

Un degli impatti negativi di questi scambi è stata immissione di eccessivi capitali in moneta corrente nell’economia nazionale provocandone l’inflazione. In modo da mitigare qualunque impatto inflazionarlo, i governi debitori possono porre un livello massimo sulla quantità di moneta locale pagata in debt swaps e/o strutturare transazioni di debt swaps con pagamenti a rate o con emissione di obbligazioni.

Fammi capire bene: in cambio di un pezzo di costa tirate fuori tanti soldi da far crescere l’inflazione?

Ma sono soldi di carta, li stampa Greenspan a casa sua!

Columbia Debt Swap Yields $10M for Tropical Forest Conservation

BOGOTA, Columbia, 23 Aprile/ U.S Newswire/– La Colombia ha oggi stretto un debt-for-nature swap (scambio del debito in natura) con gli Stati Uniti che le permetterà di investire almeno $10 milioni nei prossimi 12 anni per la protezione di quasi 11 milioni di acri della sua foresta tropicale. Secondo tale patto, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti contribuirà all’accordo con $7 milioni, mentre la Conservation International’s (CI) Global Conservation Fund, The Nature Conservancy e World Wildlife Fund (WWF)contribuiranno con un ulteriore $1.4 milioni. I fondi saranno indirizzati verso la parziale estinzione del debito colombiano verso gli Stati Uniti. In cambio, la Colombia investirà almeno $10 milioni per la protezione delle foreste tropicali nelle zone chiave delle Ande, la costa Caraibica e lo Llanos, oppure delle pianure, lungo il fiume Orinoco – il terzo fiume più grande al mondo in termini di volume.La Colombia è uno dei cinque paesi maggiormente vari del pianeta in termini biologici, poiché ospita una di ciascuna delle 10 specie di piante e animali al mondo.

Con la scusa della difesa dell’ambiente, gli Stati si comprano terreni uno contro l’altro in cambio di sconti sul debito estero!

I debt-for-nature swaps furono stabiliti secondo il Tropical Forest Conservation Act (TFCA) nel 1998 al fine di consentire ai paesi di ridurre il carico del proprio debito estero in cambio di investimenti in moneta locale per lavori di tutela.

LINUCS> Ma chi ha il monopolio mondiale sul debito???

In passato, il Bangladesh, il Belize, El Salvador, Panama, il Peru e la Thailandia hanno beneficiato dal TFCA, che sta per essere nuovamente autorizzato in questa sessione del Congresso. “E’ necessario impegnarsi nella tutela del nostro patrimonio culturale, poiché i dati che ne segnerebbero la perdita sono in crescita,” ha spiegato Fabio Arjona, direttore della Conservation Internazional in Colombia.

“Un debt swap è un esempio perfetto di come la comunità per tutela dovrebbe lavorare mano nella mano con il governo per proteggere le nostre ricchezze biologiche. Speriamo che questo scambio possa essere d’esempio per altre organizzazioni ed altri paesi.

Fraser Island to be Sold?

Gli australiani interessati sul futuro del loro continente sono preoccupati dalle dichiarazioni secondo cui il governo australiano sarebbe intenzionato a vendere Fraser Island. L’alternativa è quella di barattarla con l’IMF e la Banca Mondiale in cambio dell’enorme debito nazionale, che corrisponde alla stessa cosa.

Il debito nazionale! Ma il debito nazionale nasce dall’emissione monetaria e dall’elemosina dell’IMF, come si fa ad evitare?

Uno dei primi resoconti in merito a tali progetti è apparso sul Chicago Tribune nel lontano Settembre del 1987. Diceva: “ESTES PARK, Colorado:- L’altra settimana, ai margini del Rocky Mountain National Park, alcuni dei più potenti banchieri al mondo adottarono una strategia nuova di zecca per trattare la degradazione dell’ambiente nel Terzo Mondo. Il loro piano era quello di utilizzare gli immensi debiti accumulati dai paesi poveri per far loro pressione nel prendere decisioni che gli permettano di conservare il loro ambiente.”

Istituito un debt-for-nature swap, il piano richiede che siano forze esterne a pagare parti dei debiti insoluti di un dato paese in cambio di concessioni per la salvaguardia delle regioni naturali…”

Tra coloro che erano presenti alla Conferenza in Colorado per appoggiare il nuovo approccio all’ecologia del Terzo Mondo troviamo David Rockfeller a caccia della Banca di Manhattan ed Edmund de Rothschild dell’impero bancario europeo.”

Sempre loro!!!

Chiunque rimanga stupito dal fatto che l’Australia possa appartenere a uno dei paesi poveri o che possa essere considerata parte del “Terzo Mondo”, può controllare le figure citate nei Factbook della CIA in questo resoconto in merito al sistema monetario australiano. Dopo il Messico ed il Brasile, l’Australia è sicuramente il paese con più debiti al mondo!

LINUCS> Ma se tutte le nazioni sono in debito, com’è che non ne esiste neanche una in credito? Con chi sono in debito allora?

Addietro nel Giugno del 1994 il Maryborough (Queensland) Chronicle ha riportato che è stata tenuta una conferenza a Fraser Island per privatizzare i Parchi Nazionali Australiani. La scusa citata è stata: “I governi non possono venire incontro alle aspettative pubbliche e alle richieste di riserve per la ricreazione, parchi nazionali e protezione delle specie a rischio, dunque è tempo che sia il settore privato ad occuparsene…” “… Il settore privato ha la possibilità di mettere denaro sotto la direzione dei parchi a patto che vi sia un tornaconto a tale investimento.”

E le “zone cuscinetto” di poco fa, quelle dieci volte più grandi dell’area sotto protezione?

Il 23 maggio 2000, il Senatore del Queensland Len Harris ha rilasciato un comunicato stampa intitolato:

OVERSEAS DEBT FOR NATURAL HERITAGE SWAP OFFICIAL

(Debito d’oltremare per ufficiale scambio del patrimonio naturale).

Il comunicato diceva in parte: “Il segreto del patrimonio mondiale è stato trapelato – ecco sopraggiungere il debt swap della Banca Mondiale per le nostre cosiddette aree patrimonio del mondo. Questi vasti sentieri del North Queensland si trovano nella condizione di essere ufficialmente valutati da niente poco di meno che dal presidente della Wet Tropics Management Authority, Tor Hundloe in combinazione con la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale. Anche in qualità di economista, il Sig. Hundloe ha pubblicato i suoi commenti nel Courier Mail lo scorso Aprile dando perfino forti indizi sull’utilizzo delle nostre risorse naturali da parte della Banca Mondiale per pagare il nostro sconcertante debito d’oltremare pari a $200 miliardi. E’ stato proposto di stabilire una tassa per i visitatori della aree definite come Patrimonio Mondiale o di elevata conservazione e valore di patrimonio culturale

Ancora la World Bank e l’IMF. Oltre a privatizzare l’acqua, privatizzano pure i parchi nazionali.

“… Hanno in programma di vendere le nostre aree di patrimonio culturale per espungere parte del nostro debito nazionale,non avrebbero mai dovuto esporsi. La loro amministrazione fiscale dimostra che i politici ed i partiti negli ultimi 20 anni non sono stati capaci di gestire i nostri affari ed i nostri migliori interessi.” Potrà sembrarvi che i resoconti sopra citati non forniscano una testimonianza concreta delle intenzioni del governo australiano. Ed è così. Ma se prendeste in considerazione di commettere tradimento, non manterreste le vostre intenzioni segrete? Avete sentito qualche altro probabile governo che progetta di trovare i $200 miliardi necessari a tirare l’Australia fuori dai debiti?

LINUCS> Ed ecco risolto il mistero dell’ONU, delle ONG spacciate come soluzione ai mali del mondo, della World Bank, dell’International Monetary Fund, del WWF, delle trattative segrete del World Heritage Center, della natura, dei Verdi Ambientalisti e Petulanti, del pagamento del debito pubblico, dei banchieri, dei Rockefeller, dei Rothschild e dei fottuti moscerini del Botswana (unici innocenti in questa storia).

La prossima volta che qualcuno vi vuole vendere il ponte di Brooklyn, vi sta rifilando una truffa: è già stato venduto alla World Bank (ONG dell’ONU), insieme ad altre centinaia di “World Heritage Sites”.

Queste sono le cose che troverebbe anche il più imbecille dei giornalisti armato di Google e pazienza: il fatto che nessuno ne abbia fatto parola ci dovrebbe far venire qualche dubbio sulla libera stampa, quella che Putin non sopporta.

Mentre Putin e Jintao contano felici i loro lingotti d’oro, il mondo getta la carta straccia di Greenspan nel water per mettersi in casa altrettanta carta straccia stampata dalla BCE. Alla quale spetta il signoraggio sull’euro.