In questa avventura, che ho scelto di iniziare a pubblicare in seguito al pessimo atteggiamento mediatico riguardo alla morte di Vik Arrigoni, percorriamo un viaggio attraverso le schifose nefandezze del governo di Tel Aviv, che non si limita alla questione palestinese ma è in pieno “World Tour”… Lettura sconsigliata alle persone sensibili…

(sono riportati anche i commenti dell’autore del viaggio, il solito Linucs)

Israel Hand Seen in Ivorian Clash

Washington—Le nuove dichiarazioni, che fanno riferimento al fatto che Israele ha fornito le armi che aiutarono l’esercito della Costa d’Avorio ad attaccare la base militare francese, probabilmente provocherà un lungo diverbio fra Israele e Francia.

“I Mercenari israeliani hanno assistito l’esercito della Costa d’Avorio nelle operazioni di bombardamento aereo di una base francese il 9 novembre. La televisione TF-1 francese ha riportato la notizia lo scorso mercoledì.

Mercoledì i giornali di Parigi e La Monde hanno riportato che un gruppo di 46 consulenti israeliani stavano gestendo un centro elettronico di sorveglianza per l’esercito della Costa d’Avorio e che hanno attaccato i peacekeeper francesi inviati dallo stato 2 anni fa.

Dopo venite a rompere i coglioni per gli iranian advisors, vero?

La radio israeliana citò una fonte della difesa che negava questi rapporti. Gli attacchi sulle basi francesi costarono la vita a nove soldati francesi. “Israele non  c’entra con l’operazione” titolò il Jerusalem Post.

“Chi? Noi?”

Prima, le truppe francesi all’aeroporto di Abidjan in Costa d’Avorio hanno abbattuto un drone di costruzione israeliana, o un aereo di sorveglianza. A settembre la Francia chiamò Israele per chiarire il suo ruolo in Costa d’Avorio.

Il 9 novembre, il direttore generale del ministero della difesa israeliana, Amos Yaron, promise di fermare l’arrivo di equipaggiamenti militari al povero esercito della nazione dell’Africa dell’Ovest.

“La decisione fu presa alla luce dei recenti sviluppi nel paese e sotto la richiesta del governo francese”, disse il ministro. “Rimarrà in vigore fino al chiarimento della situazione del paese”.

Le dichiarazioni furono dinamite politica per molte ragioni. La Francia fu così attaccata da un raid aereo il 9 novembre e le truppe colpite risposero con grande forza, respingendo la forza areonautica della Costa d’Avorio.

In ritorsione, le truppe attaccate fecero evacuare 5000 persone nella parte occidentale della nazione.

Il consiglio di sicurezza dell’ONU approvò l’embargo alla Costa d’Avorio, una mossa che fu un colpo per il presidente Laurent Gbagbo, che si era impegnato nella ricostruzione dell’areonautica militare. Mercoledì, l’Unione Africana richiese una riunione urgente del Consiglio di Pace e Sicurezza per prevenire un possibile crollo della Costa d’Avorio, in una guerra civile con le vicine nazioni Sierra Leone e Liberia.

L’UA pubblicò un’asserzione che richiedeva “un veloce convegno” del PSC per fare una rassegna degli sviluppi in Costa d’Avorio, e per trovare un accordo su che passi intraprendere per instaurare una pace durevole. La Francia ha interessi significativi in Costa d’Avorio da lungo tempo, ma nei recenti mesi dal suo intervento nel 2002 la situazione è diventata una patata bollente ed è probabile che il presidente Jaques Chirac voglia deviare l’attenzione popolare dagli incidenti alle truppe francesi.

Israele costruisce gli aerei “droni” più avanzati del mondo ed è fra i massimi esportatori di armi della zona Sub-Sahariana da più di 35 anni.

Ma gli israeliani non sono ansiosi di rendere furibondo il governo francese o il popolo francese attorno a Chirac, che ha avuto problemi con il ministro israeliano Ariel Sharon.

La Francia è una delle nazioni più potenti dei 25 paesi dell’Unione Europea. Ha anche la comunità ebrea più grande d’Europa ed è uno degli stati designati come bersaglio dagli estremisti islamici della comunità algerina-musulmana del paese. L’ultima cosa che gli ebrei francesi vorrebbero è che per colpa di Israele loro diventino il capro espiatorio principale per la corrente nazionalista francese, visto che Israele ha causato la morte di truppe francesi in Costa d’Avorio.

Le tensioni fra Israele e Francia sono basate su differenze politiche fra i governi ma c’è molta animosità sia fra di loro che fra Israele e il resto della comunità europea. Alcuni anni fa, durante una cena, l’ambasciatore della Francia in Inghilterra descrisse Israele come “un piccolo paese di merda”. Più recentemente, Sharon irritò il governo francese e il suo popolo chiamando gli ebrei francesi all’immigrazione in Israele per la propria sicurezza. Pochi seguirono il suo consiglio.

Le tensioni sono particolarmente ironiche su come nessuna nazione sta aiutando Israele durante i primi e più pericolosi 20 anni di lotta per la sua esistenza in Francia.

Anche la Francia ha guadagnato dei preziosi alleati.

Sia sotto la quarta che sotto la quinta repubblica, Israele ha ricevuto gli equipaggiamenti più importanti, per il loro esercito e per la loro aeronautica, dalla Francia. Israele ha vinto nel 1967 la guerra dei sei giorni con i Mirage forniti dalla Francia quando né gli USA né qualsiasi nazione europea poteva fornire armi paragonabili.

La Costa d’Avorio è la nazione che esporta più cacao nel mondo e le sue risorse sono state lungamente sfruttate dagli occidentali desiderosi di effettuarne il commercio.[…]

La richiesta è arrivata come una conseguenza della recente agitazione del paese dell’Africa Occidentale. Gli aerei della Costa d’Avorio hanno ucciso nove mediatori di pace francesi e un operaio americano in un raid aereo.

La Francia, colonizzatrice della Costa d’Avorio, ha eliminato l’aeronautica della nazione nella rappresaglia, scatenando la furia anti-francese dei nazionalisti del sud.

La Francia aveva già chiesto due mesi fa al governo Israeliano, e ai privati commercianti d’armi israeliani, di fermare le esportazioni nella Costa d’Avorio, perché queste operazioni mettevano in pericolo i soldati francesi.

Nel corso dello scorso anno, il ministero della difesa ha continuato ad assegnare permessi ai commercianti d’armi israeliani che lavorano con la Costa d’Avorio.

Il Sistema di Difesa Aeronautica, che è situato a Yavneh, è una delle aziende israeliane che ha venduto le relative merci militari, compresi i droni e le attrezzature anti-sommossa, alla Costa d’Avorio.

In più, il commerciante Moshe Rotschild ha venduto alla Costa d’Avorio armi leggere e munizioni costruite in Europa Orientale.

Israeli firms to train Equatorial Guinea presidential guard

By Yossi Melman, Haaretz Correspondent

I commercianti di armi e le aziende di sicurezza Israeliane stanno negoziando un contratto per addestrare la guardia presidenziale nella Guinea Equatoriale.

Allo stesso tempo, i commercianti e le aziende stanno provando ad organizzare una visita in Israele per il presidente Teodoro Obiang Nguema, durante la quale verrebbe ad incontrare il presidente Moshe Katsav e il primo ministro Ariel Sharon.
Una fonte del Ministero degli Esteri ha confermato ad Haaretz che il ministero era informato sia dello sforzo per organizzare la visita a Obiang,
siadell’intensa attività delle aziende israeliane di armi in Guinea equatoriale.

“Anche se obiettiamo questa attività e questo tentativo di concordare la visita, non potremmo rifiutare un capo di stato con il quale teniamo rapporti diplomatici. Inoltre abbiamo già fatto dichiarare ai capi di stato che la visita è stata organizzata da individui privati. Non è insolito.” Ha affermato la fonte.

Le organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno affermato che se gli israeliani addestrano le guardie presidenziali in Guinea, questo contribuirebbe a sostenere uno dei presidenti più corrotti e tiranni dell’Africa.

Hanno inoltre affermato che potrebbe approfittare dell’addestramento per condurre una missione mortale contro i suoi oppositori e rivali.

Un anno fa, le industrie militari israeliane (IMI) hanno venduto alla Guinea Equatoriale un valore di circa 10 milioni di dollari in Shaldag Mk-II, barche di pattuglia veloci prodotte dalla Israeli Shipvards.

Un rappresentante dell’IMI ha declinato i commenti su questi avvenimenti lo scorso giovedì.

L’IMI è una delle aziende che competono per avere il contratto per l’addestramento delle guardie presidenziali.

Un tentativo di golpe poi fallito è avvenuto in Guinea circa un anno fa. E’ stato organizzato dagli uomini d’affari inglesi, incluso Mark Thatcher, il figlio dell’ex ministro britannico.

Gli organizzatori del golpe sono stati aiutati da mercenari sud-africani, armeni e tedeschi. La maggior parte di loro sono stati arrestati e condannati ad una lunga prigionia in Guinea, Zimbabwe e Sud Africa.
Dopo il tentativo, Obiang si è avvicinato ai commercianti d’armi e alle aziende di sicurezza Israeliani per assistenza.

Oltre all’IMI anche il Sistema di Difesa Aeronautico di Yavne, l’azienda che produce droni, è attiva in Guinea. Parecchi ufficiali dell’IDF, incluso il Generale Maggiore Advigor Ben Gal sono nella direzione della compagnia di Yavne.

Ben Gal ha affermato ad Haaretz che non è personalmente coinvolto nel business in Guinea Equatoriale. Il Ceo Avi Leumi non ha commentato.

Sentite questa!

L’azienda è stata coinvolta nei recenti rapporti d’affari con la Costa d’Avorio, dove è in corso una guerra civile.

Alla richiesta della Francia, il Ministero della Difesa israeliano ha recentemente sospeso tutti i rapporti d’affari in Costa d’Avorio.

Altri uomini d’affari israeliani sono inoltre coinvolti e riconosciuti nella partecipazione agli affari in Guinea.

La Guinea Equatoriale, situata in Africa occidentale fra il Gabon e il Camerun, è un ex colonia spagnola ed alcuni anni fa è stato considerato uno dei paesi più sottosviluppati del continente. A seguito della scoperta di grandi quantità di petrolio alcuni anni fa, è diventato uno dei produttori più importanti di petrolio in Africa. Le compagnie petrolifere britanniche, americane, sudafricane e della Malesia sono ora operative nello stato.
Le navi dell’IMI sono impiegate per fornire sicurezza agli impianti marittimi.
Obiang è salito al potere nel 1979 dopo l’uccisione dello zio, l’ex presidente dello stato. I gruppi portavice dei diritti umani dicono che le sue forze di sicurezza effettuano regolarmente omicidi e arrestano e torturano i prigionieri.

Israeli firm tossed out of UK fair

Nell’ombra delle minacce contro i generali israeliani contro i crimini di Guerra, gli organizzatori di una delle più grandi fiere internazionali sulle armi al mondo (situata a Londra) hanno offerto ad una agenzia Israeliana pistole stordenti, gambe in ferro e altre “armi di tortura”.

Cerchiamo ancora…

Israel to investigate poor treatment of Filipinos on Tel Aviv flights

Le Filippine hanno ricevuto l’assicurazione del governo Israeliano che interverranno sul maltrattamento dei filippini che viaggiano sui voli per Tel Aviv. Manila ha archiviato una formale protesta sulla presunta segregazione di viaggiatori nella parte posteriore del velivolo sui voli per Tel Aviv.

Il nostro corrispondente, Shirley Escalante, segnala che l’ambasciatore filippino in Israele, Antonio Modena, ha parlato con il ministro degli interni israeliano Ophir Pines-Paz che ha incontrato gli operatori dell’aeroporto per migliorare il trattamento dei filippini. Le Filippine hanno protestato contro l’esame estremamente accurato e rigoroso ai filippini che si imbarcano su Tel Aviv, compresa l’assegnazione dei posti nella parte posteriore dell’aereo e la confisca dei loro telefoni cellulari.
L’ambasciatore ha affermato che il comportamento è in violazione alla convenzione internazionale sui diritti consolari L’ambasciata ufficiale a Tel Aviv ha stimato che almeno 30000 filippini lavorano in Israele.

Philippines recalls envoy to Israel

In un’intervista con l’israeliano Yediot Aharonot,, l’ambasciatore Antonio Modena ha affermato che il trattamento duro agli stranieri da parte degli operatori dell’immigrazione Israeliana è simile a quello sofferto dagli ebrei dalle mani della Gestapo, la polizia segreta nazista. Inoltre ha descritto il trattamento della polizia verso i filippini come “razzista”. “Come i nazisti hanno trattato gli ebrei la polizia d’immigrazione tratta i filippini” ha detto Yediot Madera, citando ciò che ha detto Modena.

Israeli soldiers force Palestinian minors to eat sand

Tre guardie di confine israeliane hanno ammesso di torturare un gruppo di bambini palestinesi, forzandoli a mangiare sabbia e a baciare i loro stivali.

Il gruppo per i diritti umani a Gerusalemme, che rappresenta la minoranza palestinese, ha archiviato una causa contro i tre soldati davanti alla corte israeliana. Dopo che i soldati hanno confessato la corte si è convinta e li ha condannati, ma la procedura che stava seguendo la corte era preoccupante.

Le tre guardie erano sulla pattuglia nella zona vicina al villaggio di Abu Gush, poco distante da Gerusalemme quando hanno fermato i minori palestinesi al villaggio di Qutnah e li hanno trattenuti, sostenendo che non avevano le carte d’identità; questo è quanto affermava la corte.

Israel shocked by image of soldiers forcing violinist to play at roadblock

Di tutte le rivelazioni che hanno messo in luce le esagerazioni dell’esercito israeliano la scorsa settimana, forse nessuna ha disturbato il pubblico come il video che ritrae dei soldati che forzano un palestinese a suonare il suo violino.

L’avvenimento non era scioccante quanto la registrazione di un ufficiale che riempiva di pallottole il corpo di una ragazza di 13 anni, affermando che la avrebbe uccisa anche se aveva 3 anni.

Né era nauseabondo quanto le immagini di un giornale israeliano che ritraevano dei soldati ultra-ortodossi che deridevano i corpi dei palestinesi infilzando la testa di un uomo su un palo e attaccando una sigaretta alla sua bocca.

Ma il violino ha toccato qualche cosa di più profondo negli israeliani circa il senso del conflitto con i palestinesi. Il violinista Wissam Tayem era ad una sua lezione di musica quando un ufficiale israeliano gli ha ordinato di “suonare qualcosa di triste” mentre i soldati si divertivano di lui.

Dopo parecchi minuti l’ufficiale gli ha detto che poteva bastare.

Può essere che il signor Tayem sia stato invitato a dimostrare che era un musicista che si recava a lezione, altrimenti ad un uomo sotto i 30 anni non sarebbe stato consentito di attraversare il check point.

Ma dopo che l’avvenimento è stato registrato dalle donne ebree attiviste per la pace, questo ha richiamato repulsione fra gli israeliani che non sono normalmente turbati dai trattamenti riservati agli arabi.

Il commentatore radiofonico dell’esercito Uri Orbach ha trovato l’avvenimento rievocativo, riferendosi ai musicisti ebrei costretti a suonare durante il massacro. “Cos’è Majdanek?” ha chiesto, riferendosi al campo di sterminio Nazista.

I critici non stavano disegnando un parallelo fra quel blocco stradale e un accampamento nazista. La loro preoccupazione era che il dolore ebreo era stato diminuito per l’umiliazione del sig.Tayem.

Yoram Kaniuk, autore del libro su un violinista ebreo costretto a suonare per un comandante di un campo di concentramento, ha dichiarato nel giornale di Yedioth Ahronoth che i soldati responsabili dovrebbero essere messi sotto processo non per gli abusi agli arabi, ma per aver disonorato l’olocausto.

Non è ovvio?

‘I was beaten for not licking his boot’

Il combattimento nei villaggi palestinesi per la costruzione della recinzione di sicurezza voluta da Israele ha creato voglia di vendetta da parte di una camerata.

Recentemente, Muataz Awad, un palestinese di 16 anni del villaggio di Budrus, ha raccontato che 2 o 3 soldati sono entrati nella notte di mercoledì dentro l’abitazione della sua famiglia.

“Abbiamo sentito bussare alla porta, la bussata quasi la rompeva. Mio padre si è alzato e ha chiesto “chi è?”. I soldati hanno gridato “siamo soldati, aprite rapidamente”. Quando la porta è stata aperta i soldati sono entrati e hanno chiesto di Muataz. Secondo il giovane, un soldato che parlava l’arabo lo ha preso a calci e a bastonate. Il soldato, chiamato “Khaled” dai sui colleghi, ha chiesto al ragazzo palestinese che gli leccasse gli stivali.

Palestinians: IDF chopper attacked rescue workers

Un autista d’ambulanza palestinese Khaled Abu Saada ha dichiarato a Ynet che durante il suo operato all’IDF, a Beit Lahiya, l’esercito israeliano ha lanciato un missile agli operatori di salvataggio mentre stavano evaquando morti e feriti.

“Non ho alcun dubbio che un missile sia stato puntato su di loro”, ha affermato.

“Non ho la certezza se è stato puntato per uccidere o per avvertire di allontanarsi, ma effettivamente è stato mirato verso di noi”.

Israel to dump 10,000 tons of garbage in West Bank each month

In violazione sulla legge dei diritti internazionali Israele progetta di far uscire 10000 tonnellate di immondizia dalla zona di West Bank ogni mese. Il movimento comprometterà le fonti d’acqua palestinesi.[…]

Il grande mistero è come è stato permesso all’operatore, la DSH, di costruire e di operare in un luogo così vasto senza aver avanzato alcuna offerta, come è richiesto per legge.

Not guilty

Un ufficiale dell’esercito israeliano ha scaricato l’intero caricatore del suo fucile automatico su una bambina di 13 anni palestinese e poi ha affermato che avrebbe fatto lo stesso anche se avesse avuto 3 anni, è sotto la corte militare.

Il soldato, che è stato identificato solamente come “Capitan R”, era stato accusato di reati secondari per l’uccisione dell’Imam al-Hams, al quale ha sparato 17 colpi mentre si avventurava vicino ad un rifugio dell’esercito israeliano a Rafah, Gaza, circa un anno fa.

I testimoni palestinesi hanno detto che hanno visto due volte il capitano che sparava in testa all’Imam, mentre se ne stava camminando via, poi è tornato indietro e ha scaricato un flusso di colpi sul suo corpo.

Israeli officer: I was right to shoot 13-year-old child.

Un ufficiale dell’esercito israeliano ha sparato ripetutamente ad una ragazza palestinese di 13 anni nella striscia di Gaza avvertendo un altro soldato dicendo che l’avrebbe uccisa anche se avesse avuto 3 anni.

L’ufficiale, identificato soltanto come “capitano R”, è stato incriminato per uso illecito della sua arma, condotta disdicevole e altre infrazioni secondarie dopo aver svuotato tutte e 10 le pallottole dal caricatore della sua pistola contro l’Imam Al-Hams, mentre quest’ultimo stava camminando “in zona di sicurezza” sul confine dell’accampamento profughi di Rafah lo scorso mese.

Una registrazione su nastro degli scambi radio fra i soldati presenti all’avvenimento, trasmessa dalla televisione israeliana, contraddice la versione dell’esercito e sembra che l’ufficiale abbia ucciso la ragazza a sangue freddo. La versione sosteneva che l’Imam è stato ucciso mentre procedeva verso una zona militare con una borsa, che ha fatto temere il trasporto di una bomba. Ma la registrazione radiofonica dei soldati rivela che fin dall’inizio nessuno ha parlato di minaccia o di bombe. L’imam inoltre era a 100 yarde dalla zona militare. Invece il nastro indica fra l’altro che i soldati hanno identificato la bimba come una “ragazzina di 10 anni spaventata a morte”.

We killed police for revenge, Israeli soldiers confess

Due soldati israeliani si sono fatti avanti e hanno descritto come hanno partecipato ad un’ufficiale operazione “di vendetta”, ordinatagli per uccidere degli ufficiali di polizia palestinesi in mezzo a molti uomini disarmati.

Nella testimonianza, un soldato ha confessato che ha “realmente goduto” ad inseguire e a sparare in testa ad un palestinese disarmato che provava a scappare durante l’incursione di rappresaglia, ordinata il giorno dopo l’uccisione di sei soldati israeliani in un’imboscata di criminali militari tre anni fa.

In che cosa consistesse il primo motivo dell’operazione, i due soldati hanno affermato che fra le truppe era stato ordinato di uccidere gli ufficiali di polizia palestinese dei checkpoint nella zona West Bank, anche se non è stato provato che sono coinvolti nell’uccisione degli israeliani.

Israeli soldiers ‘shoot boy for fun’

Il giornale israeliano Yediot Ahronoth ha riportato un incidente avvenuto il marzo scorso, quando un gruppo di soldati graduati israeliani erano dalle parti della città di Khan Yunus.

Secondo il rapporto, un sconosciuto numero di soldati della brigata Givati hanno sparato e ucciso Khalid Sulaiman Mahdi mentre stava lavorando con suo padre nel loro podere. Il padre del ragazzo, Sulaiman Mahdi, ha raccontato al giornale che l’assassinio era “tanto per uccidere”. “Sette proiettili hanno perforato la faccia di mio figlio, non potete dire che si tratta di un errore o di un colpo di arma da fuoco casuale. Si tratta di un atto diretto di fucilazione deliberata. La nostra zona è allo scoperto e non ha niente di speciale. L’unica cosa insolita era la fucilazione verso di noi, che ha ucciso mio figlio”, ha affermato Mahdi.

Israeli troops kill Palestinian girl

Rania Siam è stato uccisa o da colpi di arma da fuoco automatica o da frammenti delle coperture di un carro armato mentre giocava fuori casa sua lo scorso venerdì. Altre due persone sono state coinvolte nell’incidente. La morte è avvenuta subito dopo un attacco di mortaio dal gruppo palestinese di resistenza di Hamas ad una colonia ebrea vicina a Gaza del sud, che ha ferito almeno due israeliani, compreso un bambino di giovane età. La ragazzina è stata uccisa da colpi di arma da fuoco che hanno colpito Khan Yunis durante la rappresaglia per i colpi di mortaio diretti verso lo stabilimento di Gush Katif, agenzia medica palestinese.

Al Jazeera ha riportato che tali incidenti sono avvenuti quando le forze israeliano hanno iniziato a sparare a caso verso le abitazioni palestinesi nella città.

Israeli journalist: IDF goad Palestinians, then kill them

Un giornalista israeliano è stato rimproverato di azione criminale e razzista dal sistema giudiziario israeliano. Amira Hass, che scrive per il quotidiano israeliano Haaretz, ha criticato il proscioglimento di un soldato israeliano che ha ucciso uno studente palestinese l’ottobre scorso. La Hassha allontanato i portavoce dell’esercito che sostengono ripetutamente che l’uccisione di palestinesi non colpevoli accade soltanto quando le loro forze sono sotto attacco. Precisano anche che i palestinesi provocano i soldati d’occupazione con lo scopo di farsi uccidere. Nel suo articolola Hass chiede come mai i soldati e gli ufficiali israeliani che uccidono civili palestinesi non vengono arrestati e non vengono sottoposti a processi. Inoltre lei dichiara che Israele sta fuorviando l’opinione pubblica del mondo sulla realtà della situazione palestinese. “E’ il metodo inverso: occupi la loro terra, le loro risorse naturali, assumi la direzione delle loro vite e li giudichi come criminali quando ci resistono”.

He’ll shoot and he won’t weep

La nomina del Generale Maggiore Dan Halutz a capo dello Staff Generale è la nomina di un uomo di destra nel momento giusto. Le forze di difesa israeliane meritano un uomo che difetta delle inibizioni morali, dopo tre anni di servizio a capo del personale le cui azioni sono state davvero poco caratterizzate da inibizioni morali. La protesta degli uomini di sinistra contro Halutz sono state inutili, come la tempesta scoppiata dopo la sua dichiarazione a proposito della bomba di una tonnellata caduta su una casa residenziale a Gaza: dopo l’avvenimento, è stato citato dicendo che lui riteneva “un tremito leggero nell’ala dell’aeroplano”. Da un punto di vista morale non c’è differenza fra “la persona di destra” Halutz ed il suo predecessore “di sinistra” Ya’alon. Sono entrambi responsabili della politica brutale contro i palestinesi. Nelle sue dichiarazioni, Halutz rappresenta fedelmente la politica degli ultimi anni dell’aeronautica e delle forze di difesa israeliani, che non hanno posto per la moralità nella nostra guerra al terrore. Secondo questa politica, far cadere bombe su una casa è un modo legittimo e giusto per uccidere i civili non colpevoli, compresi bambini, per niente rassomiglianti ai terroristi palestinesi.

Israeli settlers lynch Palestinian teenager

ELIZABETH JACKSON : è un’immagine che molti israeliani dicono che li ha convinti a sostenere il programma del governo per mandare 8000 coloni ebrei nella striscia di gaza. Sono state trasmesse, la settimana passata sugli schermi della tv israeliana, le immagini dei giovani coloni, 13 anni l’età media, che tiravano pietre verso i ragazzini palestinesi in un villaggio a Gaza.

Due coloni sono stati arrestati per quell’attacco. Ma la battuta disgustosa ha avuto delle ramificazioni. Agitato dalla protesta pubblica per l’attacco, i capi dei coloni hanno disegnato un codice di comportamento per le proteste future, per la “non violenza”.

Rapporti dal corrispondente Mark Willacy da Gerusalemme.

MARK WILLACY : quell colpo è il suono della roccia gettata da un ragazzo colone ebreo che colpisce Hilal Majada in testa, privo di sensi. Il sedicenne palestinese è stato colpito da una giovane folla ebrea della colonia.

Palestinians hit by sonic-boom air raids

Israele sta tenendo una nuova tattica terrificante contro i civili palestinesi nella striscia di gaza, assordando liberamente la popolazione con dei bang sonici, inducendo aborti e traumatizzando i bambini. La rimozione dei coloni ebrei dalla striscia di Gaza ha aperto la via ai militari all’uso della forza aerea per generare dozzine di bang sonici a bassa quota, trasmettendo forti shock sonori in tutto il territorio, spesso di notte. I palestinesi paragonano il suono ad un terremoto o ad una enorme bomba. Descrivono l’effetto come un colpo d’aria doloroso sulle orecchie, a volte causando emorragie nasali e agitando la parte interna.

Il ministro della salute palestinese ha affermato che i bang sonici conducono ad aborti e problemi di cuore. Le Nazioni Unite hanno richiesto la fine di tale tattica, perché causa attacchi di panico ai bambini. Gli shock sonori hanno inoltre danneggiato costruzioni, spezzando pareti e migliaia di finestre. “Non ho mai sentito esplosioni così forti. Ho pensato che fosse sopra la parte superiore della mia casa” afferma Tareg Dayyeh, proprietario della casa. “A votle sento lanciare i razzi israeliani, ma questo era differente. Ho ritenuto che si trattasse di una bomba. Quando ho aperto la porta, pensavo di vedere il resto della via distrutto.” Nella settimana passata, i voli israeliani hanno generato 28 bang sonici volando a bassa quota ad alta velocità sopra la striscia di Gaza. Durante i 5 giorni verso la fine di settembre, l’aeronautica ha causato 29 bang sonici. Una fonte israeliana dell’esercito, che i militari non permettono di essere nominata, ha dichiarato che la tattica è intesa per rompere i supporti civili ai gruppi armati di palestinesi. “Stiamo provando a trasmettere un messaggio in un senso che non nuoce alla gente. Desideriamo consigliare al popolo palestinese di fare qualcosa contro i terroristi. Quali sono le alternative? Non siamo come i terroristi che sparano contro i civili, siamo prudenti, ci assicuriamo che nessuno venga davvero danneggiato.

“Chi? Noi?”

Demons in the skies of the Gaza Strip

Questa parola non compare nel dizionario ebraico, ma è la vecchia-nuova arma del sofisticato arsenale diretto contro il popolo palestinese emersa improvvisamente. Non è mortale, ma è diabolica : sono i bang sonici.

L’aeronautica migliore del mondo si sta divertendo a generare terrore in una popolazione civile inerme e terrorizzata. 29 bang sonici sono stati eseguiti durante il periodo di quattro giorni alla fine di settembre e questa pratica è stata ripetuta recentemente, secondo i medici della Human Rights-Israel e quelli della Gaza Community Mental Health Program, che hanno presentato insieme una petizione in questa materia. Se c’è una cosa che merita la punizione collettiva, questo allora è il caso.

The call that tells you: run, you’re about to lose your home and possessions

La voce ha suonato abbastanza amichevolmente, “Ciao, il mio nome è Danny. Sono un ufficiale del servizio segreto israeliano. In un’ora faremo scoppiare la vostra casa.” Mohammed Deeb ha preso seriamente la telefonata ed ha detto alla sua famiglia e ad i suoi vicini di uscire dalla costruzione. Un’ora dopo, un’elicottero israeliano ha lanciato 3 missili sulla costruzione di quattro piani a Gaza, distruggendo il pianterreno e danneggiando i piani superiori. Il Signor Deeb ha concluso che è la nuova tattica israeliana di utilizzare il telefono, la radio e gli opuscoli per avvertire gli abitanti di Gaza degli attacchi imminenti. L’esercito si difende dicendo che è un tentativo di minimizzare gli incidenti civili, ma i palestinesi sono certi che è un nuovo metodo per terrorizzare la popolazione.

Gaza power plant hit by Israeli airstrike is insured by US agency

WASHINGTON – La centrale elettrica palestinese bombardata dalle forze militari israeliane martedì è assicurata da un’ente governativo degli USA edi funzionari USA affermano che bisogna inviare fondi monetari americani per pagare i danni.

Bil’in residents: Undercover troops provoked stone-throwing

Le truppe di servizio delle prigioni, travestiti come arabi, incitano i giovani palestinesi a gettare pietre alle truppe dell’IDF, durante la dimostrazione settimanale contro la recinzione di separazione fra West Bank e il villaggio di Bil’in. I residenti hanno detto che le truppe travestite hanno suggerito ai giovani di lanciare pietre e li hanno arruolati a far questo. Quando hanno chiesto l’identita a questi personaggi, hanno risposto che erano arabi che provenivano da Lod, città in centro ad Israele e che sono arrivati con i dimostranti israeliani stranieri.

Israeli soldiers tell of indiscriminate killings

Da una distanza di 70 metri e con la vista della sua pistola, Assaf potrebbe dire che l’uomo palestinese forse di 20 o 30 anni, disarmato e che stava scappando da un carro armato israeliano. Ma i particolari non contano molto, perché gli ordini di Assaf erano di “sparare a tutto ciò che si muoveva”.

‘They Know Everything,’ Say Israeli Troops

METULLA – Israele, 25 Luglio 2006 – Sul confine libanese oggi la diplomazia ha dimostrato pochissimo e le truppe si preparano per espandere la guerra nel Libano del Sud. Su una strada del nord, abbiamo contato 20 carri armati che sono allineati verso il Libano.[…]

“Li stanno per attaccare in posizioni molto ben organizzate”, ha affermato un soldato, “sanno da dove stiamo venendo. Capiscono tutto. Sparano ovunque gradiscono, è il loro paese”.

Ha aggiunto “Sono molto ben muniti”.

Ora i soldati israeliani sono sulla via del libano, comprese le unità corazzate che si sono trasferita da Gaza. Si è detto che i civili abbiano lasciato la regione dove combatteremo.

“Qui tutti sono l’esercito”, ha affermato un soldato, “ognuno è Hezbollah. Non ci sono bambini, donne, nulla”. Un’altro soldato lo ha ammesso chiaramente “stiamo andando a sparare a qualsiasi cosa vediamo”.

AG refuses to ok use of Hamas officials as ‘bargaining chips’

Il generale Menachem Mazuz rifiuta la richiesta del governo e del servizio di sicurezza Shin Bet di mettere sotto detenzione i maggiori funzionari di Hamas o di tenerli come “punti di contrattazione”, secondo la “legge illegale” dei combattenti.

Mazuz ha insistito in modo che gli arresti vengano effettuati sotto le garanzie ordinarie, che richiederebbero azioni giudiziarie contro i funzionari di Hamas. Probabilmente saranno messi assieme a membri dell’organizzazione terroristica.

I detenuti saranno portati prima da un giudice per il rimando dell’udienza di 96 ore, e le azioni giudiziarie verso i loro confronti saranno effettuate dalle corti militari dei territori. Israele intende arrestare le maggiori figure di Hamas, oltre alle dozzine di legislatori palestinesi ed ai ministri arrestati nell’ultimo raid. La detenzione dei parlamentari di Hamas era stata progettata parecchie settimane fa e ricevette l’approvazione di Mazuz il giorno precedente. Lo stesso giorno, il direttore del Shin Bet, Yuval Diskin, ha presentato al primo ministro Olmert la lista dei funzionari di Hamas da detenere.

Jewish gunman was no terrorist, Israel rules

I quattro arabi israeliani (che sono stati uccisi da un soldato che si è opposto alla chiusura dei stabilimenti nella striscia di Gaza) “non sono vittime “del terrore”, perché il loro assassino era ebreo”: questo è quanto ha affermato il ministero della difesa israeliano. Le famiglie non sono quindi autorizzate a richiedere l’indennizzo per la loro vita.

Il ministero ha concluso che la legge riconosce soltanto il terrorismo commesso dalle “organizzazioni ostili ad Israele”, anche se il ministro Sharon ha descritto l’uccisione del soldato di terra, Nathan Zaada di 19 anni, come “un atto spregevole di terroristi sanguinari”.

Il colpevole ha infatti sparato e ucciso quattro persone su un bus nella città israeliana di Shafaram, il 4 agosto, e subito dopo è stato linciato dalla folla.

I capi israeliani arabi hanno condannato la decisione. Mohammed Barakeh, un membro arabo del parlamento israeliano che vive a Shfaram ha affermato: “La decisione denota una forte traccia di razzismo, che distingue terrorista ebreo e terrorista arabo.”

IDF general escapes arrest by London police’s anti-terrorist unit

Il generale Doron Almog, precedente capo della IDF Southern Command, è scappato agli arresti la scorsa domenica. Stava scappando dalla polizia anti-terrorismo di Londra, quando è risalito su un velivolo che era atterrato nell’aeroporto di Heatrow, e ripartendo per Israele qualche ora dopo. Almog era arrivato a Londra su un volo di El-Al flight. L’ambasciatore israeliano Zvi Hefez aveva stipulato un piano per arrestarlo, per i presunti crimini di guerra durante l’intifada, e ha rapidamente informato Yaki Dayan, capo del reparto politico Silvan Shalom nel ministero degli esteri. A Gerusalemme, nessuno sapeva se Almog dovesse essere sotto mandato di comparizione o sotto mandato d’arresto, o chi c’era dietro il movimento, ma hanno deciso di non prendere nessuna decisione. Il ministero degli esteri ha mandato un messaggio ad Almog, attraverso i sistemi di comunicazione dell’aereo, avvertendolo che poteva essere arrestato nel Regno Unito.

British police cancel arrest warrant against retired IDF commander

La polizia britannica ha annullato un mandato d’arresto per il generale Doron Almog, ricercato per presunti crimini di guerra. L’ambasciata britannica a Tel Aviv ha informato Israele che le accuse contro Almog stavano cadendo per motivi procedurali, secondo quanto detto dal ministro degli esteri Mark Regev. Tuttavia ha anche avvertito che, in Inghilterra, mandati simili potrebbero ancora essere emanati contro i comandanti israeliani.

Straw apology on Israeli arrest

Il segretario degli esteri Jack Straw ha chiesto scusa ad Israele per la sua foga nel tentativo di arresto di un generale accusato di crimini di guerra.

EU hits at Israeli policies in East Jerusalem

L’unione europea ha severamente criticato le politiche di Israele nella Gerusalemme orientale, notando che Israele vuole l’annientamento della metà araba della città.

Le critiche sono esposte in un rapporto presentato dai ministri degli esteri dell’UE questa settimana, ma non è ancora stato pubblicato liberamente.[…]

Israel warns against EU action

GERUSALEMME : Israele, venerdì scorso, ha affermato che spera che i rapporti con l’UE non peggiorino, dopo le critiche dei diplomatici sulla politica adottata da Israele nella parte orientale e araba di Gerusalemme, vista come nociva verso la prospettiva di pace con i palestinesi.

Un portavoce dell’unione europea per la politica estera, Javier Solana, ha affermato che il rapporto non era un documento definitivo. “Certamente sarebbe un peccato se questo momento positivo subisse uno stop e vedessimo una regressione ad una posizione di parte (dell’UE) come nel passato”, ha affermato Regev, portavoce del ministero degli esteri israeliano.

EU holds back report criticizing Israeli activity in East Jerusalem

L’Unione Europea lunedì ha deciso di non pubblicare il rapporto sulla parte orientale di Gerusalemme, nel quale si criticano aspramente sia l’attività israeliana, sia la barriera di sicurezza che Israele sta costruendo per mantenere all’esterno gli attacchi palestinesi. Il ministro degli esteri britannico Jack Straw, che ha presieduto il meeting dei ministri degli esteri dell’UE, ha affermato che pubblicare il rapporto ora è inappropriato, poiché Israele è vicina alle elezioni nazionali e l’UE non desidera “coinvolgersi nella politica israeliana nella corsa alle elezioni”.

Hezbollah Rockets Hit UN Observation Post

Gerusalemme : La postazione di osservazione ONU in Israele è stata colpita durante il combattimento fra Israele e Hezbollah. L’esercito israeliano ha incolpato i razzi di Hezbollah, ma un ufficiale ONU ha detto che la carica d’artiglieria  che è esplosa appartiene alla IDF.

Un ufficiale ONU, parlando in condizione di anonimato a causa della sensibilità della situazione, ha affermato che l’artiglieria israeliana “è stata diretta verso la postazione ONU”.

La postazione fa parte della forza internazionale delle Nazioni Unite in Libano. Ma un portavoce dell’IDF ha affermato che la postazione è stata colpita con razzi di Hezbollah che si sono trovati a corto di obiettivi nell’Israele del Nord.

Israel US ambassador Ayalon: Annan has to apologize

L’ambasciatore israeliano a Washington, Danny Ayalon, mercoledì ha affermato che il segretario generale dell’ONU Kofi Annan “dovrebbe chiedere scusa ad Israele perchè ha affermato che la postazione ONU è stata colpita intenzionalmente durante i bombardamenti nel Libano del Sud.”.

Parlando alla CNN, Ayalon ha detto che i commenti di Annan sono “scandalosi”, e ha richiesto le sue scuse.

U.N.: Observers made many calls before strike

BEIRUT, Libano (CNN) – gli Osservatori ONU sono stati uccisi da una bomba israeliana che ha centrato il loro bunker nel sud del Libano. Martedì gli osservatori ONU hanno chiamato i militari israeliani circa 10 volte in sei ore prima di morire, per avvertire che gli attacchi aerei stavano andando vicino alla loro posizione: questo secondo un ufficiale dell’ONU. Dopo ogni chiamata, l’ufficiale israeliano prometteva di cessare il bombardamento, ha affermato un ufficiale dell’UNIFIL.

Israel says UN can’t be part of probe of deadly attack on post

L’ambasciatore d’Israele alle Nazioni Unite ha cancellato la partecipazione di giovedì presso la forza internazionale ONU in Libano, asserendo che servivano tanti professionisti e le migliori truppe addestrate per una situazione così volubile. Dan Gillerman ha affermato che Israele non permetterebbe mai che le nazioni unite si associno per un’indagine sul raid israeliano, che ha demolito una postazione ONU che serviva alla attuale missione per il mantenimento della pace in Libano. Quattro osservatori ONU sono stati uccisi nel raid lo scorso martedì.

From inside Israel…

BEIRUT : tre colpi di mortaio, apparentemente sparati accidentalmente dalle forza di difesa israeliane, sono esplosi nel nord d’Israele, vicino al confine libanese lo scorso lunedì. Le esplosioni, che la polizia ed i media israeliani hanno subito attribuito al gruppo di resistenza libanese Hezbollah, hannp causato un grande spavento tra le forze di sicurezza presenti all’odierno summit a Sharm el-Sheik.

Ma la polizia israeliana ha confermato che un’esercitazione militare ha causato involontariamente le esplosioni. “Sembra che la fonte delle deflagrazioni non sia arrivata dal Libano”, ha affermato un funzionario militare israeliano, mantenuto sotto anonimato.

[…]

GERUSALEMME : Almeno due esplosioni  sono avvenute nell’Israele del nord lo scorso lunedi, causando preoccupazioni al summit del Medio Oriente, ma le autorità hanno affermato che le esplosioni sono state causate da un’incidente. La polizia ed i media israeliani inizialmente avevano attribuito la colpa ai guerriglieri di Hezbollah che dal Libano del Sud avrebbero sparato razzi Katyusha o colpi di mortaio all’interno di Israele. Ma la polizia in seguito ha dichiarato che un’esercitazione militare ha causato involontariamente le esplosioni.

[…]

(IsraelNN.com) – Fonti militari stanno segnalando che non hanno rilevato alcun lancio di razzi dal Libano del Sud. Stanno studiando la possibilità che i razzi, che si sono schiantati nella Galilea occidentale, siano stati lanciati erroneamente dall’interno d’Israele.

Israel honors Egyptian spies 50 years after fiasco

Dopo metà secolo di reticenza e recriminazioni, Israele mercoledì ha onorato nove ebrei egiziani reclutati come agenti provocatori, in una delle operazioni d’intelligence tra le peggiori della storia del paese. Israele era in guerra con l’Egitto quando, nel 1954, ha preparato un programma per rovinare la loro riconciliazione con gli USA, e i britannici avevano appena bombardato i luoghi frequentati dagli stranieri nel Cairo ed ad Alessandria.

Ma Israele ha sperato che gli attacchi, che non hanno causato incidenti, sarebbero stati attribuiti agli insorgenti locali; ma sono sprofondati quando gli attentatori sionisti sono stati arrestati, ed hanno confessato al pubblico processo. Due sono stati impiccati, ed i restati hanno scontato la prigionia, per poi emigrare in Israele. In uno stato di imbarazzo verso l’occidente, l’appena nato stato ebreo ha lungamente negato la partecipazione a quegli avvenimenti. Ha mantenuto il silenzio anche dopo il trattato di pace del 1979 con l’Egitto, temendo che questa debacle poteva influire sui futuri legami. “Anche se è ancora una situazione sensibile, ora abbiamo deciso di esprimere il nostro rispetto per questi eroi”, ha affermato il presidente Moshe Katzav, dopo aver presentato i tre membri sopravvissuti conferendo loro degli attestati di apprezzamento, durante una cerimonia a Gerusalemme.

Quelli sono eroi, prendete nota.

Siete stupidi?

“Nemico degli ebrei chi non sarà al corteo”

Ovviamente le parole pesano più dei fatti:

GERUSALEMME – Chi non parteciperà giovedì 3 novembre alla manifestazione davanti all’ambasciata iraniana a Roma di protesta contro le parole del presidente iraniano Ahmadinejad (“Israele deve essere cancellato dalle carte geografiche”), sarà considerato un nemico di Israele e degli ebrei italiani.

Lo sostiene, in un’intervista comparsa sul quotidiano israeliano “Maariv”, il portavoce della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici. Il sit-in di protesta è stato organizzato dal quotidiano “Il Foglio”.

“SCHIERARSI” – Intervistato dal corrispondente romano di Maariv, Pacifici ha detto: “Il raduno permetterà a tutti i critici di Israele, che affermano di opporsi alla politica del governo del premier Sharon, ma di non odiare Israele, di schierarsi assieme a noi davanti ai cancelli dell’ambasciata iraniana. Gli ebrei italiani verificheranno attentamente chi parteciperà alla manifestazione e chi no.

Ma vai a cagare: allora, nelle prossime puntate, verificheremo attentamente le testimonianze di qualche altro bel testimone. Siete contenti? Vi piace l’idea?

Forza, cantiamo tutti insieme a Noa, visto che poverelli non l’hanno voluta loro, e i due poveri soldatini sono stati rapiti proprio sotto casa loro.

1.0
Smile, without a reason why…

2.0

Love, as if you were a child…

3.0

Smiiile, no matter what they tell youuu…

4

Don’t listen to a word they saaay

5.0

‘Cause life is beautiful that waaay!

6

Tears, a tidal-wave of tears…

7

Light that slowly disappears…

8.0

Wait, before you close the curtain…

9.0

There’s still another game to play…

10

And life is beautiful that waaay!

Badombe> “E Dresda è stata rasa al suolo con parecchi dei suoi abitanti…

Orbene, evidentemente non ci siamo ancora ben capiti.

E’ incredibile: tra un po’ ci toccherà pure render conto ai cacciaballe assortiti e associati, e ai loro sicari mediatici.

Badombe> “Mostruoso, ma evidentemente per l’Europa era un prezzo da pagare per vincere il totalitarismo e non siete stati lì a questionare quanto fosse esagerato.

Indovinate perché?

Bill> “Il mattino seguente, Linucs si presentò alla sede di ADL e pretese che Abraham Foxman gli offrisse il suo deretano da calciare – per rimediare all’insulto. Foxman all’inizio cercò di consolare Linucs, ma ben presto si accorse che Linucs era… inconsolabile.”

Andiamo a vedere…

Germany’s NPD should be outlawed

Giudicando dalla risposta indifferente d’Israele all’ultimo avvenimento che riguarda il partito neo nazista tedesco, il partito democratico nazionale (NPD), è improbabile che il presidente Hoerst Koehler affronti tutte le domande durante la sua visita ufficiale, che inizia domani proprio qui. Gettando la maschera del partito “nazionale-democratico”, molti sono rimasti scossi, nella patria dei carnefici, ma sono stati ignorati nella terra delle vittime naziste. L’NPD, accusato di retorica razzista ed antisemita, sta chiedendo la riannessione del territorio tedesco che la Germania aveva perso dopo la guerra, ed inoltre sta richiedendo la fine della nazione multi-nazionalista.

Il partito dice che i musulmani dovrebbero essere rimandati al loro paese e che gli ebrei nella loro terra, Israele. Nel mese di settembre 2004, il partito ha ottenuto il 9.2% dei voti nelle elezioni popolari in Sassonia, e quindi è rappresentato, per la prima volta dopo 36 anni, nel parlamento tedesco. Dieci giorni fa, con sincronizzazione perfetta, i 12 rappresentanti del NPD sono usciti dall’assemblea plenaria in modo rumoroso, per protestare contro il minuto di silenzio in memoria delle vittime naziste. Il capo del partito in Sassonia, Holger Apfel, ha usato l’occasione per il lancio delle esecuzioni revisioniste, incluso il bombardamento del 1945 da parte degli alleati a Dresden, “un piano a sangue freddo, un omicidio di massa previsto” e lo ha confrontato con l’Olocausto.

Avete già cominciato ad intuire, vero?

Apfel ha attaccato la “cultura colpevole” della Germania ed i partiti dell’istituzione che “disonorano la memoria delle vittime tedesche, che sono 250000 solamente a Dresda”, ben superiore al conteggio dei morti ufficiale, che parlava di 35000 vittime.

La famosa personal guilt in dotazione a ciascun cittadino?

Se il suo microfono non fosse stato sconnesso, lui probabilmente avrebbe continuato ad usare la sua immunità parlamentare per descrivere una visione del mondo neo-nazista.

Domanda: e come potremo mai saperlo se gli avete staccato il microfono mentre parlava dei morti di Dresden? Così siamo sicuri che nessuno si metta a questionare, ho indovinato?

Può la Germania del 2005 permettere questo?

Che cosa, staccare il microfono ai parlamentari quando arriva una telefonata dal piano di sopra?

Può un regime democratico tollerare un rappresentante pubblico che parla di una teoria come questa, senza mettere in pericolo la stessa democrazia?

Ripeti?

Queste domande costituiscono la base del profondo dibattito pubblico che ha portato a galla l’intenzione di un possibile divieto al NPD.

Questo senza sapere che cosa avrebbe detto se il microfono non fosse stato staccato. Ho capito.

Le dichiarazioni dei politici, degli editoriali e delle chat su internet indicano che la risposta è essenzialmente positiva, nessun partito è mai stato vietato in Germania dal dopoguerra. I tedeschi vorrebbero conservare quell’annotazione per una varietà di motivi. Un motivo è che è meglio combattere queste organizzazioni mentre funzionano apertamente. Vietarle danno loro l’aura di una organizzazione perseguita, aumentando il loro potere, ed inoltre li conducono a nascondersi, dove sono ancora più duri da sorvegliare. Un altro motivo è che, per occuparsi del neo-nazismo, è necessario concentrarsi sulle motivazioni dei relativi sostenitori e combattere le cause, come ignoranza, disoccupazione e le relazioni fra alienazione e disuguaglianza.

Vogliamo aggiungere le leggi speciali e le quotidiane prese per il culo? E che dire del “denaro pubblico” sprecato per regalare armi?

Infine è più importante che molti tedeschi esaltino la democrazia e la normalità. Secondo il loro punto di vista, che è persino ribadito dalla parte di estrema sinistra, la società tedesca è abbastanza matura per trattare con coloro che cercano di rompere i tabù, senza tentare alcun boicottaggio: l’ NPD dovrebbe essere libero di esprimere la propria pericolosa posizione ed in seguito essere combattuto tramite un dibattito politico. La proscrizione di esso danneggerebbe il carattere della democrazia, la cui libertà di espressione e di associazione sono fondamentali.

Come no?

Ma questi argomenti sono inadeguati: la lotta più importante contro le radici del “neo-nazismo” non contraddice la necessità di combattere le relative ramificazioni. La proscrizione del NPD impedirà al partito la riunione e la dimostrazione, riducendo la capacità di diffondere la velenosa propaganda e di mettere un termine alla ridicola situazione, in cui le autorità sono costrette a finanziare l’attività razzista.

“Velenosa” è una delle solite parole magiche, ricordate?

In più, l’esperienza internazionale indica che mentre alcune organizzazioni proscritte si nascondono, altre si volatilizzano e spariscono. Per concludere, applicare i diritti democratici a coloro che si oppongono alla democrazia è pericoloso, è una reazione distorta della storia nazista. Il cancelliere Gerhard Shroeder ha detto la scorsa settimana: “nessuna forte democrazia dovrebbe tollerare i nemici della stessa democrazia e della tolleranza”.

Ho capito. Quindi è meglio non questionare troppo?

E’ inoltre difficile parlare di “normalità” con il Nazismo che echeggia in sottofondo e con le similitudini fra l’NPD e il partito nazional-socialista di Hitler.

In questo contesto, le osservazioni di Tony Blair durante la cerimonia commemorativa del governo britannico ad Aushwitz, riverberano : “dobbiamo ricordarci soprattutto che l’Olocausto non è cominciato in un campo di concentramento, ma con piccoli atti di odio, un mattone attraverso la finestra di un negozio ebreo, la dissacrazione di una sinagoga, il grido razzista per la strada”.

Quale sinagoga?

Il mattone del NPD è stato gettato tempo fa. Le scritte sui muri sono in lettere maiuscole. Mentre il NPD ha ingranato la marcia per guadagnarsi la prima entrata storica nel parlamento federale tedesco nel 2006, Israele farebbe bene a passare sopra le inutili discussioni e dovrebbe concentrarsi sui fenomeno veramente preoccupanti.

Te la do io la sinagoga:

Jewish conflict

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Una sinagoga ebrea ortodossa a Stamford Hill è stata attaccata e vandalizzata non da banditi anti-semiti, ma dagli ebrei che considerano i loro leader capi di Israele colpevoli di tradimento.

Avete capito bene?

Aumentano le tensioni riguardo gli sfratti forzati da parte delle truppe israeliane lo scorso mese contro i coloni ebrei che occupano il territorio palestinese, operazione che fa parte del processo di pace in Medio Oriente, che però ha acceso un vortice di tensioni fra la Comunità ebrea ortodossa a Stamford Hill.

Le finestre della sinagoga di Alkham Road sono state fracassate da lanci di bottiglie lo scorso giovedì, e la parte anteriore della costruzione è stata imbrattata di vernice rossa. La sinagoga è in legame con Neturei Karta, una fazione ultra-ortodossa opposta al movimento sionistico che ha stabilito la dichiarazione di Israele come patria nazionale degli ebrei. La fazione sostiene che il concetto di uno stato sovrano ebreo è contrario agli insegnamenti dalla torah (legge ebrea) ed ha condotto al massacro il Medio Oriente. Negli ultimi anni si organizzano in pubblico per bruciare le bandiere israeliane negli angoli delle strade a Stamford Hill.

Sentite, sentite questa…

Schröder races to halt neo-Nazi ‘funeral march’ in Dresden

Il cancelliere tedesco Schroder ha affermato ieri che valuterebbe “ogni possibilità” per vietare il partito neo Nazista NPD, che progetta di dimostrare a Dresden domenica, durante il sessantesimo anniversario della distruzione della città. In un’intervista con un giornale ebreo, il sig. Schroder ha detto che il suo governo sta considerando di tentare di vietare il partito, seguendo gli sforzi fallimentari compiuti negli ultimi 3 anni.

Avete capito bene?

”Desidero che il mio governo usi ogni possibilità per scendere in strada per vietarlo” ha affermato. “Ma dobbiamo avere una buona possibilità di successo”. Il partito, conosciuto con le iniziali NPD, ha stordito l’istituzione pubblica tradizionale della Germania l’anno scorso, quando ha vinto con il 9,2% dei voti durante le elezioni in Sassonia. Da allora i 12 nuovi esponenti parlamentari hanno tentato di portare l’attenzione su Dresden, uscendo da un’assemblea lo scorso mese, durante il minuto di silenzio per le vittime dell’Olocausto. Domenica 5000 sostenitori pensano di tenere una “marcia funebre” a Dresden per commemorare i 35000 tedeschi uccisi dai bombardamenti britannici e americani nella città il 13 e 14 febbraio 1945.

Il capo del partito, il 33enne Holger Apfel, ha descritto l’attacco alleato come “un bombardamento-Olocausto” e “un atto di una politica gangster”. L’ascesa del NPD, contro la disoccupazione in aumento, sembra interferire involontariamente con il governo social democratico. Ha provocato una disputa amara fra il sig. Schroder e l’uomo che lui stesso ha battuto durante l’ultima elezione generale in Germania, nel 2002, il sig Edmund Stoiber. Il sig. Stoiber, presidente della Baviera, questa settimana accusa il cancelliere di non riuscire a riportare giù la disoccupazione. Schroder di è difeso ironicamente, descrivendo il Stoiber come “malizioso”.

Il cancelliere ora sta urgentemente cercando di impedire la marcia dell’NPD prevista per l’8 maggio attraverso la porta di Brandeburgo, famoso monumento di Berlino, in occasione del sessantesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale e della liberazione di Berlino dai nazisti, avvenuta grazie all’esercito rosso. La dimostrazione avverrebbe soltanto a pochi metri dal nuovo memoriale dell’Olocausto. “Sono uno di coloro che non desidera accettare che la gente possa dimostrare con degli slogan di estrema destra ai memoriali per le vittime dell’olocausto”, ha affermato Schroder al Judische Allgemeine, settimanale ebreo.

Quali slogan, quelli che abbiamo ascoltato con il microfono spento?

Rullo di tamburi e ciliegina sulla torta, prendere nota:

”Spero che tutti i partiti del parlamento si uniscano per un cambiamento della legge”, ha affermato. Il suo governo ha già provato una volta a vietare l’NPD, sostenendo che incitava crimini d’odio verso stranieri e ebrei. Ma nel 2003, l’alta corte della Germania ha rifiutato di prendere in esame il caso perché il governo ha citato delle dichiarazioni e delle scritture infiammatorie dei membri del partito, che però successivamente sono stati smascherati come informatori pagati dallo stato.

Fammi indovinare: erano sullo stesso libro paga di alcuni “Hezbollah?”

”Un’altro fallimento della corte aiuterebbe soltanto l’NPD”, ha ammesso Schroder.

Fammi indovinare: pagando un informatore per deturpare un cimitero, per dirne una?

Così come è stata organizzata la dimostrazione dei neo Nazisti dell’NPD, ci sono anche migliaia di anti-fascisti che stanno organizzando la loro propria dimostrazione contro i rivali, sotto lo slogan “No lacrime per i tedeschi”.

Questo invece è uno slogan democratico e multiculturale. Avete capito bene? Questi erano gli anti-fascists.

Inoltre, a Dresden, l’ambasciatore britannico in Germania, il sig Peter Torry, assisterà ad una cerimonia commemorativa i cui rappresentanti da Coventry conesegneranno  una croce di chiodi al popolo di Dresden.

9.1
Avete intenzione di prenderci per il culo ancora per molto?

The Other Holocaust?

La Germania è un paese interessante (fra i tanti motivi) perchè, anche se è una democrazia liberale, ci sono ancora determinate cose che non sono permesse: non possono essere né dette né fatte.

Non è permesso essere un comunista o un nazista, ad esempio: entrambi questi partiti sono proscritti.
Non è permesso pubblicare il Mein Kampf di Hitler. Tuttavia, si fa un’eccezione importante nella quale si può dire qualunque cosa si gradisca, ovvero se sembrate essere un parlamentare, e state parlando con qualcuno in una stanza del parlamento o in uno dei relativi comitati.

Ciò è accaduto recentemente nel parlamento della Sassonia, uno stato federale tedesco o “Bundesstaat”, situato nella parte comunista della Germania dell’Est, la cui capitale è Dresden. E’ successo che un certo numero di legislatori hanno lasciato il complessivo parlamentare lo scorso gennaio, in risposta ad alcune osservazioni all’interno della stanza fatte da Holger Apfel, leader del partito NPD. Il partito

nazional-democratico tedesco (partito democratico nazionale della Germania, spiacente, ma dovrete trovare il collegamento al loro sito Web voi stessi se siete interessati) si tira dietro l’etichetta di “estremista di destra”, almeno da una fonte credibile come il Suddeutsche Zeitung di Monaco di Baviera.

Quel giornale, recentemente, ha segnalato questo avvenimento che ha colpito molto l’opinione pubblica: si tratta della descrizione di Apfel riguardo la distruzione di Dresda nel febbraio del 1945, nominando i bombardamenti degli alleati come “bombardamento-olocausto” e gli alleati come “assassini totali”. Questa descrizione ha messo immediatamente tutte le figure pubbliche tedesche in gran nervosismo, reso ancora più grave quando il presidente dell’NDP, Udo Voigt, il giorno successivo si è congratulato con il suo secondo per la “scelta corretta delle parole”.

Nella reazione, Paul Spiegel, presidente del consiglio ebreo in Germania, ha affermato che “Si possono proibire tali asserzioni, se si applica semplicemente la legge in modo costante”, e dubita molto che si tratti “di dichiarazioni destinate ad incitare il popolo alla libertà di espressione”. C’erano persino richieste per togliere l’immunità assegnata precedentemente dal legislatore presso il Parlamento ed i loro comitati.

Avete capito bene per quale motivo nessuno si mette a questionare?

Un appello è stato fatto al procuratore federale di Amburgo per iniziare gli atti contro il partito di Voigt, per le principali affermazioni di Apfel. Infine, i migliori legali tedeschi hanno prevalso. L’ufficio del procuratore di Amburgo ha rifiutato di continuare, notando che potrebbe valutare più correttamente le osservazioni con il criterio della giustizia criminale. Gli esperti legali citati nell’articolo di SZ dei partiti principali sia del governo che dell’opposizione (rispettivamente, socialisti e cristiani democratici) erano unanimi all’individuazione delle dichiarazioni di Apfel e Voigt come “inaccettabili, ma non direttamente perseguibili” anche se, secondo il socialista Wiefelsputz, sono “uno sfruttamento bugiardo delle vittime, e che è storicamente falso”.

Invece Wiesel è un testimone attendibile, ho indovinato?

bigcup.0

Maybe they’re right?

Uh?

Ora, realmente, quello che hanno detto Apfel e Voigt riguardo il bombardamento di Dresden (equivalente all’olocausto) trova un filo storico reale. Olocausto è un termini derivato da una combinazione di parole del greco antico che significano “rogo completo” e generalmente significa “grande distruzione con conseguenti incendi mortali”. Quella è la definizione nella voce del vocabolario e alla fine risulta un giusto aggettivo per quello che è successo a Dresden : le bombe hanno creato molte esplosioni, che hanno hanno causato un rogo che  tirato via l’ossigeno da una vasta area, e ha ucciso ancor più gente di quelle che inizialmente erano rimaste sotto le fiamme. L’opinione generale è di 35000 morti. Infatti, l’obiettivo principale del piano del bombardamento era uccidere una massiccia quantità di persone, terrorizzando la popolazione civile restante di una nazione che era chiaramente sul passo di perdere la guerra. Obiettivamente, parlare del bombardamento usando la parola “olocausto” in questo contesto è più adatto che parlare di altri vasti episodi mortali che vengono descritti con la stessa parola ma che non hanno coinvolto il fuoco.

Naturalmente, dobbiamo ancora leggere ulteriormente la voce sul dizionario, per ricordare che “olocausto” è preso generalmente per definire “una distruzione voluminosa degli esseri umani da parte di altri esseri umani”, ma specialmente si riferisce al genocidio degli ebrei europei durante la seconda guerra mondiale. Come possiamo vedere da questo avvenimento, è chiaro che quel genocidio degli ebrei possiede oggi il termine “Olocausto”, specie secondo la sensibilità tedesca. Apfel e Voigt non la conoscono ed è più probabile che stessero tentando di scuotere i parlamentari, allungando il significato del termine anche sotto la relativa definizione che ci suggerisce il dizionario.

Tutto questo segue il trend degli ultimi anni, nei quali i tedeschi danno più attenzione a ciò che è successo durante il periodo di Adolf Hitler. Lo trovo allarmante nel senso che è costante con l’altra tendenza verso la limitazione della libertà di affrontare tale discorso. Dopo tutto, il popolo si sta agitando per limitare le azioni dei legislatori tedeschi, che tentano di impedire di affrontare tale discorso nel parlamento.

Analysis: German neo-Nazis and allied bombs

WASHINGTON – è un anno di anniversari in Germania: il bombardamento di Wuerzburg e di Dresden, la liberazione di campo di concentramento di Buchenwald, la battaglia di Berlino e la conclusione della seconda guerra mondiale. Sei giorni prima del sessantesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, il partito democratico nazionale tedesco, di estrema destra conosciuto come NPD, ha fatto un altro tentativo di riscrivere la storia. Il 21 gennaio, i membri del NPD hanno protestato al parlamento dello stato della Sassonia durante il minuto di silenzio per le vittime della dittatura nazista. A quel punto, il capo del partito ha cominciato ad attaccare gli alleati della seconda guerra mondiale per il bombardamento di Dresden.

Aspetta: se a Dresden è morta un sacco di gente, come si può dire rewrite history?

“Gli stessi assassini di massa che hanno bombardato una volta Dresden ora stanno progettando nuove guerre”, ha affermato Apfel, alludendo agli sviluppi in Medio Oriente. Il suo collega, Juergen Gansel si è riferito alla distruzione di Dresden come “Olocausto delle bombe”. Ha negato la cultura della gente tedesca ed ha affermato “con oggi, cominciamo il combattimento per la verità storica”. Il NPD era ininfluente nella vita politica tedesca. Pochi hanno preso seriamente i politici di quel partito quando hanno provato a spargere il loro punto di vista storico. Nel 2003 è sembrato che l’NPD doveva essere proscritto per il loro rifiuto radicale della democrazia.

Altro robusto rullo di tamburi

Ma i giornali hanno rivelato che alcuni dei funzionari principali del partito erano talpe, mandate dall’intelligence tedesca (la Verfassungsschutz) ed infiltrate nel NPD. Ed è così che la Corte Suprema tedesca ha deciso di  fermare gli sforzi giudiziari per proibire il partito.

Avete-capito-bene?

L’anno scorso, l’NPD ha avuto un ritorno. Per la prima volta dal 1968, i neo-nazistii sono riusciti a conquistare le sedi di un parlamento statale tedesco. In Sassonia, terra di 4 milioni di abitanti situata ad est del paese, il partito ha guadagnato quasi il 10% dei voti. Ora, l’NPD ha un suo forum e i suoi relativi slogan. E raggiungono milioni di persone, lontano dai confini della piccola Sassonia. La prima battaglia del NPD dopo il largo supporto ottenuto è la battaglia di Dresden.

Possiamo sentire anche noi questi slogan? Notare che chi si azzarda a questionare si esprime invariabilmente per slogan. Tuttavia nell’ultima puntata abbiamo trovato abbondanza di footnotes, mentre si potrebbe argomentare che “venomous hatred” sia – indovinate? – nient’altro che il solito fottuto slogan.

La capitale della Sassonia fu bombardata il 13 febbraio del 1945. Dato che la città era sovraccaricata dei rifugiati dell’est, decine di migliaia di persone sono morte. Gli storici confermano 35000 – 40000 morti, ma alcuni osservatori locali sostengono che il bombardamento avrebbe tolto la vita a 130000 persone.
Il fuoco distrusse completamente l’eredità culturale di Dresden. Fu uno dei bombardamenti più spaventosi della seconda guerra mondiale.

Aspetta: se gli storici confermano 35.000 morti, com’è che quando ne parla l’NPD diventa “riscrivere la storia”?

Dagli anni 60, si è comunemente pensato che in Germania il patimento dei tedeschi fosse stato causato dalla guerra di Adolf Hitler. All’apice del suo successo, la maggior parte dei tedeschi sostenevano Hitler o perlomeno ne tolleravano il regime. Dopo la guerra, è stato evidente alla nuova generazione che i 500000 morti dei bombardamenti erano stati collegati ai crimini delle truppe di Hitler in tutta Europa.

Aspetta: ma cosa c’era a Dresden? Le armi chimiche di Saddam? O Bin Laden?

Nessuno ha chiesto le ragioni per le quali la Royal Air Force ha bombardato soprattutto le zone residenziali in periferia della città, o i loro centri con nient’altro che chiese e monumenti storici.
In molti casi, le fabbriche non vennero distrutte.

Dobbiamo ridere? Stai scherzando, vero?

Le vittime degli attacchi hanno sofferto silenziosamente. Milioni di tedeschi hanno perso i loro parenti o sono rimasti traumatizzati per il resto delle loro vite.

Dai?

Ora che la nuova generazione ha raggiunto l’età adulta in Germania, stanno affiorando queste domande per la prima volta.

Quando non staccano il microfono, o quando non finiscono indagati con qualche legge speciale?

I grandi giornali come il BILD pubblicano le testimonianze di chi era presente.

Sorpresa…

Uno storico polemico, Joerg Friedrich, che non è collegato all’NPD ed si è dimostrato un democratico, ha pubblicato un libro due anni fa riguardo ai bombardamenti della guerra. Ha sostenuto che il bombardamento dei civili dovrebbe essere considerato “terrore”.

E non è esattamente quello che dice il pericoloso neo-nazista dell’NPD? Non è esattamente ciò che fanno i nostri allegri eroi in Libano?

Friedrich ha trovato i sostenitori, perché ha questionato sull’accaduto. Perché i bombardamenti britannici non hanno colpito soltanto le fabbriche? Ci può essere una giustificazione per i civili uccisi? Ed è possibile considerare i tedeschi della Germania di Hitler perpetratori dei crimini e delle vittime?

Naturalmente no, quant’è vero che tutti gli abitanti di Falluja sono terroristi islamici! (davvero!)

Tuttavia, la concentrazione della maggior parte del popolo tedesco è ancora sui crimini del proprio paese. Secondo un’indagine del “German Sunday”, soltanto il 18% dei tedeschi sostengono la terminologia “Olocausto delle bombe”. Un larga maggioranza è dell’opinione che i crimini nazisti non sono comparabili e che erano unici nella loro apparenza e crudeltà. Ma per alcuni osservatori, un altro 18% la terminologia che usa l’NPD è terrificante.

Dove abbiamo già sentito parlare di unique?

I leader dell’NPD ritengono che è arrivata la loro chance. Considerando che è dal tardo 1960 che Le valutazioni del partito parlano di 5000 partecipanti alla manifestazione organizzata contro “il terrore delle bombe”.

In pratica, quello che ha appena finito di dire il proven democrat?

L’NPD vede la polemica riguardo alla storia di Dresden soltanto come il primo punto. Per l’8 maggio, il sessantesimo anniversario della conclusione della prima guerra mondiale, l’NPD ha annunciato che sono stati pianificati parecchi meeting e molte dimostrazioni, sia a Berlino che in altre città della Germania orientale, in cui il supporto del partito è più forte che nella Germania occidentale. Molti pensano che la protesta per la “verità storica” sia unita agli slogan anti-americani.

Rullo di tamburi…

A causa della guerra in Iraq, il presidente George W. Bush degli USA è uno degli obiettivi più comuni dell’NPD. Il partito confida di beneficiare di una campagna antiguerra populista. Finora, non sono riusciti nello sforzo.

Ci mancavano solo i neo-nazisti che fanno una campagna contro la guerra, e con questo direi che siamo a posto. D’altra parte, la pacifista ci aveva appena illuminato con il suo pacifico pensiero.

Fiero del proprio trionfo nelle elezioni in Sassonia, l’NPD guarda alle elezioni al parlamento tedesco nel 2006. I nazionalisti si ritengono forti. Per la prima volta, l’NPD progetta di sviluppare un’alleanza con un altro partito di destra, come il DVU. Insieme, hanno una probabilità di prendere il 5% dei voti, che sono richiesti per diventare membro del parlamento tedesco.

Ultimo rullo di tamburi:

I politici nazionalisti in Germania si sono resi conto che la chiave del loro successo è la storia. Così continuano a riscriverla.

Brutto pezzo d’imbecille sul libro paga di chissà chi: ma se hai appena finito di dire – insieme al proven democrat – che a Dresden è morta un sacco di gente, e gli slogan neo-nazisti partivano dagli informatori pagati dallo Stato democratico

Aspetta, ho capito: mi stai pigliando ancora per il culo, vero?

Badombe> “Ma nel 2003, l’alta corte della Germania ha rifiutato di prendere in esame il caso perché il governo ha citato delle dichiarazioni e delle scritture infiammatorie dei membri del partito, che però successivamente sono stati smascherati come informatori pagati dallo stato

Fate due conti:

Ex-official of Austria’s Freedom party claims to have worked for Mossad

Un ex funzionario del partito delle libertà in Austria ha affermato di aver lavorato per l’agenzia di spionaggio israeliana mentre operava accanto al leader populista Joerg Haider.
Peter Sichrovski, un ex segretario generale del partito delle libertà, è stato citato dal notiziario austriaco Profil riguardo la dichiarazione nella quale affermava di lavorare per il Mossad nello stesso momento in cui Haider teneva degli incontri con l’ex leader iracheno Saddam Hussein e con altri leader del medio oriente.

Strano, vero?

”Ho cooperato con il Mossad fino alle mie dimissioni dalla politica”, ha trascritto il Profil. “Ho desiderato aiutare Israele e certamente non ho fatto niente di male. Non sono James Bond”.

Certo, ovviamente: i nostri allegri eroi non fanno mai nulla di male, semplicemente aiutano Israele. Non sono spie, come Pollard, per dirne uno a caso, anzi: sono delle povere vittime, che si sacrificano. Poverelli.

Avanti:

Sichrovski non ha potuto essere raggiunto per il commento sabato scorso. L’intervista comparirà nell’edizione seguente del Profil, ovvero lunedì.
Haider, che ha fondato un nuovo partito politico, ha dichiarato che quanto ha detto Sichrovski è “un’assurdità”. Haider aveva visitato Saddam alla vigilia della guerra in Iraq ed aveva una forte amicizia con Moammar Gadhafi quando il capo libico era un pariah internazionale. Sichrovski ha affermato che Israele era interessato allo sfruttamento dei collegamenti di Haider.

Israele ha cercato di usare Haider come ponte ai paesi arabi con cui nessun contatto ufficiale è mai esistito”, ha scritto il Profil. Haider è conosciuto per le passate osservazioni di simpatia verso i nazisti. Ha lasciato il partito delle libertà ed ha fondato l’unione per il futuro dell’Austria all’inizio di quest’anno.

Mossad spied on far-right Austrian

Il servizio segreto israeliano ha spiato Jörg Haider usando uno dei suoi aiutanti più vicini, per riunire le informazioni riguardo i suoi contatti con i dittatori arabi. Peter Sichrovsky ha detto che era stato un informatore del Mossad per cinque anni, fino a lasciare la politica nel 2002. “Ho desiderato aiutare Israele e certamente non ho fatto nulla di male„ ha detto il Sig. Sichrovsky che era segretario generale del partito della libertà di Haider, e un membro del Parlamento Europeo. Il procuratore austriaco ha dichiarato che aprirà una ricerca per determinare se il Sig. Sichrovsky debba essere perseguito.
In Austria, lo spionaggio per conto di una organizzazione straniera può essere condannato fino a 3 anni di carcere.

In pratica, prende gli stessi anni di carcere di Irving, per aver scritto un fottuto libro?

Le rivelazioni, nelle notizie riportate dal Profil, hanno stordito la politica austriaca. Mr Sichrovsky, che è di origine ebrea, era una figura discutibile all’interno della destra conservatrice. La comunità ebrea lo considerava un traditore per il suo servizio presso Haider, mentre gli attivisti anti-semiti del partito della libertà non hanno fatto segreto della loro diffidenza.

Stupidi, vero?

Il partito delle libertà è stato un membro della coalizione che governava l’Austria nel 1999, dopo un boicottaggio diplomatico dell’Unione Europea.
Haider aveva elogiato pubblicamente le SS e le politiche di occupazione di Hitler. Israele aveva ritirato il suo ambasciatore.
Sichrovski aveva tentato di mediare la situazione fra Haider e la comunità ebraica. Ma allo stesso tempo il servizio segreto israeliano era ansioso di conoscere che cosa spettava ad Haider. “Non ero certamente James Bond” ha detto Sichrovski, ora uomo d’affari nella cooperazione militare fra Israele e Cina. “E’ vero, ho cooperato con il Mossad fino al mio ritiro dalla politica, nel 2002”.

La Cina… poi parliamo anche della Cina…

Haider ha avuto vasti contatti con il colonnello Muammar Gaddafi, il leader libico, e inoltre aveva una stretta amicizia con uno dei figli del dittatore. “Israele cercava di usare Haider come ponte con le nazioni arabe con cui non aveva contatti ufficiali”, aveva affermato Sichrovski. I suoi legami con gli israeliani sono andati ben oltre gli interrogatori occasionali. Nell’autunno del 2000 Sichrovsky aveva tenuto dei colloqui con dei politici siriani riguardo il destino di tre soldati israeliani catturati da Hezbollah nel Libano.

Ancora loro… sempre dalla parte sbagliata del confine.

E’ stato accompagnato da Herbert Scheibner, il ministro della difesa austriaco, componente del partito delle libertà. L’idea era dimostrare sia all’Unione Europea che ad Israele che l’Austria era un membro rispettabile della comunità del mondo. Sichrovsky ha contribuito ad organizzare riunioni segrete in Austria fra i negoziatori israeliani e palestinesi. Ieri ha sostenuto di aver organizzato la visita tanto discussa di Haider a Baghdad, per incontrare Saddam nel 2002. All’ultimo minuto, a Sichrovsky è stata negata la visita irachena in modo che non potesse comunicare di prima mano tutte le informazioni al Mossad.

Iracheno sì, imbecille no…

”Erano comunque sicuri che Haider stava avendo un “doppio” meeting”, ha poi affermato. Haider, al primo impatto, è rimasto calmo, ed ha risposto : “C’era sempre gente nel partito che mi avvertiva che era mandato dal Mossad, ma non c’era mai nulla di concreto. Se realmente era mandato dai servizi segreti, allora era pagato davvero poco”.

Stupidi, vero?

La Cina, non dobbiamo dimenticare la Cina…

Diplomatic phenomenon of Israeli attitudes to USA

Il sostegno che Washington offre ad Israele è un fenomeno diplomatico. Le successive gestioni degli Stati Uniti hanno armato, finanziato e addestrato la metà delle forze dell’alleato in Medio Oriente; in modo regolare hanno formato l’intelligence, mentre posavano un braccio diplomatico che proteggeva l’intero paese. In cambio, Israele si intrometteva nei processi politici degli USA: hanno ucciso 34 cittadini degli USA quando hanno attaccato la nave spia USS Liberty in acque internazionali nel 1967, ignorano regolarmente persino gli stessi USA nelle faccende più delicate e, forse la cosa peggiore di tutte, spia regolarmente il suo sponsor principale.
L’armamento nucleare a Dimona molto probabilmente è stato sviluppato con segreti rubati agli americani.

A lungo era stato ritenuto il sospetto che Israele abusava delle condizione di alleato per saccheggiare I segreti a Washington. Si pensa che Johnatan Pollard, spia israeliana che dal 1987 aveva rubato segreti al servizio segreto USA sia solo la punta dell’iceberg della penetrazione sionista nei corridoi del potere americani.
Anche se le gesioni degli USA sono spesso aperte con i loro confidenti, molti statisti pro-israeliani sono ben lieti di offrire le direttive ai politici e diplomatici di Tel Aviv, secondo quanto captato dai pensieri dell’amministrazione USA. Gli israeliani hanno ritenuto più saggio istituire le proprie fonti segrete nelle informazioni.
Il momento può arrivare, (può sembrare incredibile ai sostenitori di Israele) quando un presidente degli USA ne sta avendo abbastanza di vedere l’america ingannata e aggirata come l’anello che gli è stato fatto passare attraverso il naso.

L’ultimo esempio della negligenza israeliana per le proprie politiche ed interessi verso Washington riguarda lo spionaggio industriale e la vendita di armi tecnologiche al governo alla Cina.

L’affare è ancora oscuro ma si sa che un armamento è stato venduto a Beijing negli anni 90 è stato restituito ad Israele per la riparazione. Si dice che gli USA erano preparati a questo. Tuttavia, ora sono furiosi perché hanno scoperto che l’armamento è stato riparato con aggiornamenti che Washington considera “tecnologia sensibile”, dato agli israeliani o rubato dalle loro spie.

Questo è l’umore nell’amministrazione Bush, che secondo a quanto riferito ha richiesto le dimissioni del funzionario israeliano responsabile dell’affare di “riparazione” in Cina. Ovviamente, la richiesta è stata rifiutata. Washington ha subito un’ulteriore umiliazione dalle mani del suo buon amico. Rimane di valutare se l’amministrazione Bush può unire tutti i puntini per vedere l’immagine completa. L’amministrazione è adirata in quanto sanno cosa hanno fatto gli israeliani e questo naturalmente interessa la posizione militare fra USA e Cina. Se la matita del presidente Bush viaggia verso la conclusione del puzzle, vedrà che il comportamento egoista di Israele interessa inoltre la posizione militare degli USA con il Medio Oriente, specialmente con l’Iraq e con l’Afghanistan. Gli americani possono credere che abbiano un piccolo alleato nel Medio Oriente, che merita il loro supporto costante, ma la verità è che mentre con una mano Israele accetta il supporto degli USA, con l’altra rovista nella tasca del relativo alleato.

Join up all the dots

10.0
Unisci i puntini…

Why would Israel risk?

Perchè Israele rischierebbe il relativo rapporto di vita o morte con i propri alleati per trasferire certi segreti e tecnologie classificate americane ai cinesi? Una volta che fate la domanda, la risposta è evidente. La serie corrente di guerre americane è segno della caduta dell’impero, poiché gli americani tentano di ricattare il resto del mondo nel proseguo del finanziamento del proprio controllo di rifornimento del petrolio. Non sta funzionando, perché i militari degli USA non stanno portando a termine il lavoro di vincere la guerra, ma anzi, stanno perdendo sia in Afghanistan che in Iraq. Mentre gli USA sprecano soldi per le guerre, soldi che non hanno, la Cina compra e diventa più ricca.

Sharon to visit China

Il primo ministro Ariel Sharon ha affermato che ha accettato un invito a visitare la Cina, e che comunque la visita potrebbe essere correlata agli attriti che stanno ostacolando l’affare delle armi fra Israele e Cina. Sharon ha accettato l’invito nel corso di una riunione a Gerusalemme con Tang Jiaxuan, il maggior membro del Concilio cinese. “E’ pratica corrente rifiutare l’invito una prima volta e perfino la seconda”, ha detto Sharon, “Questa l’accetto sul posto”.

Il prezioso alleato dei miei stivali:

L’invito è stato fatto perchè Israele e Cina si trovassero coinvolti in una discussione potenzialmente offensiva riguardo i droni costruiti da Israele e comprati dalla Cina, che poi sono stati ritornati ad Israele per un aggiornamento. Nell’ultima settimana un ufficiale militare israeliano ha affermato che gli USA ha domandato ad Israele la confisca dei droni, perché temono che potrebbero rovesciare l’equilibrio militare fra Cina e Taiwan. La richiesta posiziona Israele a dover sfidare gli USA, il suo alleato principale, o la Cina, un mercato potenziale in espansione per le esportazioni militari e di alte tecnologie israeliane

Silent Nuclear Submarines Add to Iran Tensions

WASHINGTON, DC – Le forze sottomarine degli USA, di Israele e dell’Iran sono tutte puntate verso una “guerra calda”, aggiungendo tensione alla situazione mediorientale, già molto instabile, la cui situazione sta peggiorando da quando l’Iran sta mettendo mano all’energia nucleare.

I sommergibili israeliani possono rimanere in mare per un mese e sono forniti di sei tubi torpedo adatti ai siluri convenzionali. I tubi possono essere utilizzati anche per lanciare missili nucleari, missili che potrebbero raggiungere alcuni dei luoghi designati nell’Iran, per bloccare lo sviluppo nucleare. Cominciando da appena tre di questi sottomarini Dolphin, l’inventario israeliano è salito rapidamente ad un quarto ed ad un quinto. E dai rapporti risultano presenti una mezza dozzina nel canale, di cui due costruiti dalla Repubblica Popolare Cinese.

The war game

Questa situazione ha scatenato, in molti israeliani, la considerazione del “trasferimento” dei palestinesi come unica salvezza, ed il ricorso ad esso si vede più probabile ogni giorno che passa. Sharon cerca infatti di “intensificare il conflitto”. Ma il mondo consentirebbe tale pulizia etnica? Dipende da chi lo fa e da quanto accade rapidamente. Possediamo diverse testate atomiche e razzi, che è possibile lanciarli a tutti gli obiettivi in tutte le direzioni, forse anche a Roma. La maggior parte delle capitali europee sono obiettivi per la nostra aeronautica. Citando il generale Moshe Dayan : “Israele dev’essere prima di tutto un cane pazzo, pericoloso da importunare”. Considero tutto disperato, a questo punto. Dovremo provare ad impedire che tutto questo accada. Le nostre forze armate non sono le trentesime al mondo, sono le seconde, o le terze. Abbiamo la possibilità di prenderci il mondo. E posso assicurarlo, accadrà prima che Israele vada “sotto”.

America the Betrayer

Le ironie e le contraddizioni che Israele ha trovato in se stessa oggi potrebbero essere materiale per una commedia, se i risultati non fossero così tragici, e le ramificazioni così orribili.

Allarme! Sono le nostre parole magiche: ricatto morale in vista.

Gli USA sono completamente immersi in un combattimento globale contro il terrorismo, ma stanno facendo del loro meglio per generare un’utopia terrorista nel cuore di Eretz Israel, l’unica democrazia nel Medio Oriente nonchè l’unico vero loro alleato della regione.
Gli USA hanno aiutato nella creazione e nel sostenimento delle trattative fra Israele e palestinesi per 12 anni, un processo chiamato oltraggiosamente “processo di pace”, che ha richiesto la vita di molti israeliani per mano del terrorismo islamico. Ma la giustizia è dura, anche se sembra lenta nell’arrivare.
Come un uomo semina e raccoglie, così la nazione fa lo stesso.

Sai che risate?

Sembrerebbe che quelle nazioni che insistono nel esporre Israele e i suoi civili alle barbarie islamiche, vorrebbero i propri civili esposti allo stesso modo.
Poiché l’ex segretari di stato USA Albright e Christopher si stavano muovendo in modo compiaciuto verso Israele, costringendo Israele a sedersi e stringere accordi distruttivi con i terroristi islamici, scritti con il sangue ebreo.


Mohammed Atta si è intrufolato negli USA ed ha organizzato gli attacchi del 9/11 a Washington e a New York, che hanno ucciso 3000 americani. Oggi, quasi 2000 soldati americani sono morti e decine di migliaia sono stati feriti, dalle mani dei fanatici islamici nelle sabbie dell’Iraq.

I quali sono la causa anche a Gaza e dintorni.
Non sbagliare : le forze americane hanno forzato il ritiro di Ariel Sharon da Gaza. Sharon lo ha anche ammesso al Rabbino She’ar-Yashuv Cohen, il Rabbino principale di Haifa, quando ha affermato di non aver avuto scelta nel ritiro delle truppe IDF da Gaza e da Samaria : “Questa è una cosa che il dipartimento di stato USA mi chiede, e io eseguo”. Le acque sono rosse di sangue ebreo, e saranno sempre più rosse. Il ritiro da Gaza non ha creato nulla ma ha alimentato l’appetito degli squali islamici.

Prima che la sinagoga di Gaza venga evacuata, prima che l’ultimo ebreo sia espulso da Gaza, gli Islamici e gli americani stavano dicendo che il ritiro da Gaza era il primo giusto passo e che molti altri ne devono venire. Il segretario di stato Condoleeza Rice ha affermato, il 18 agosto, “Non può trattarsi soltanto di Gaza”. Mahmoud Zahar, Leader di Hamas a Gaza ha dichiarato “Ora, dopo la vittoria nella striscia di Gaza, noi trasferiremo la lotta prima nel West Bank e dopo a Gerusalemme”.
Il portavoce delle autorità palestinesi, Mahmoud Abbas, dopo aver definito i terroristi dei “martiri” per la ritirata israeliana, ha fatto da eco a Zahar, affermando : “Domani lasceremo Jenin e dopo punteremo al West Bank e a Gerusalemme”.
Così, gli USA, il terrorista-presidente palestinese e il capo di Hamas sono tutti nella stessa pagina, interamente unificato nell’accordo “Israele deve ritirarsi di più”.
Il ministro della sanità israeliano Danny Naveh ha richiesto “una spiegazione” al commento della Rice, come se quel che ha affermato lo avesse sorpreso in qualche modo. Okay, ministro Naveh, le darò la spiegazione, benché non la gradiate. Molti di voi non la gradiranno. Ma se siete onesti con voi, non potete negare la verità. E’ evidente quanto il cielo che ci sta sopra e la terra che ci sta sotto :

L’america vi ha venduti.

Sentite la strafottenza.

La testa d’Israele viene portata su un vassoio d’argento, ed è il prezzo degli accordi americani con gli islamici per avere il petrolio, nella speranza di una stabilità in Iraq e per tentare di farli cooperare nel convincimento dell’Iran a smettere con il loro programma nucleare. Dopo tutto, cosa sono 6 milioni di ebrei, confrontati ai 300 milioni di musulmani ed alla assicurazione dei propri interessi strategici dell’america nella regione? Soprattutto se quegli interessi risiedono nello stabilire i rifornimenti a lungo termine di miliardi di barili di petrolio per i mercati USA, che sono la linfa dell’economia americana.

Insiste: insiste a sbattere in faccia al lettore il numero magico, come se fosse un feticcio, un talismano.

Secondariamente, l’Iraq permette agli USA di avere una presenza militare, economica e diplomatica permanente per controbilanciare l’influenza crescente dell’Iran, compresi i relativi preoccupanti tentativi di fondare un’unione di nazioni che funzionino sotto la dura legge della Sharia.
Usando l’Iraq come scusa, gli USA sperano di generare il sostegno regionale per le proprie politiche. Ciò non poteva accadere con Israele.

Il dipartimento di stato ha visto la ricchezza di petrolio e la locazione strategica dell’Iraq come rimpiazzo d’Israele negli interessi strategici americani. Nella mente americana, Israele si è trasformato in un danno piuttosto che in una risorsa, per le nazioni islamiche che costantemente indicano Israele come barriera per l’america che vuole cooperare con gli Islamici, per realizzare i propri obiettivi strategici nella regione.

Le nazioni islamiche hanno comunicato agli USA che non possono avere sia Israele che Iraq, deve scegliere o uno o l’altro. L’america ha fatto quella scelta, è evidente in una miriade di forme.

L’FBI sta preparando un’evidente operazione con l’AIPAC, la lobby più influente degli interessi ebrei-israeliani negli USA. Facendo questo, rende l’AIPAC inutile come lobby pro-israele e la sporca di tradimento.

La loro influenza è immediatamente resa impotente. E molto altro seguirà.

L’America ora è in accordo con gli Islamici che non accettano le forze ebree a Gaza, Judea, Samaria e Gerusalemme.

Gli obblighi dei palestinesi sotto il trattato di pace sono stati resi dei cliche insignificanti, lanciati dal presidente Bush e da altri membri della sua amministrazione di fronte alle generali violazioni dei palestinesi. I palestinesi hanno accettato i loro obblighi, compresi l’arresto dell’incitamento ad assassinare, il disarmo e lo smantellamento delle strutture terroriste, la confisca di armi illegali e il taglio del fondo pubblico e privato a favore dei gruppi terroristi.

Invece il PA ha fatto l’esatto opposto: il portavoce palestinese Abbas ha riferito ad Israele durante la sua campagna elettorale di essere “il nemico sionistico”, ha protetto membri dei gruppi terroristi come Fatah e della brigata di Al-Aqsa, dando loro delle posizioni all’interno delle forze di sicurezza del PA, non ha confiscato armi, ma insiste nell’affermare che ne hanno ancor più bisogno, senza contare che Abbas ha scongelato i fondi di Hamas in un certo numero di conto corrente di una banca palestinese.
Gli USA non sono amici d’Israele. Ora sono più pericolosi di un nemico, dato che all’apparenza sembra un amico, mentre ogni istante che passa indebolisce deliberatamente Israele, che non potrà più proteggersi dal futuro assalto finale islamico.

Avete capito bene cosa sta dicendo, l’imbecille?

Ma l’America sta giocando in modo sciocco nella scelta dei suoi soci. L’america paga il petrolio dell’Arabia Saudita, i sauditi usano i soldi per costruire un fondo per i madrassas, che tirano fuori i guerriglieri di Allah, che intraprendono la guerra contro gli americani.
L’America allora combatte questi guerrieri dalla Jihad usando il petrolio, che li ha finanziati in primo luogo. Esaminare l’ironia. L’America sta finanziando letteralmente la guerra dell’Islam contro se stessa.
Le contraddizioni interne che caratterizzano la guerra americana contro il terrore presto indurranno la struttura intera a sprofondare sotto il peso dell’assalto islamico. Poiché l’America continua a fare pressione verso Israele per concedere più concessioni ad un nemico implacabile, farebbe bene a ricordarsi della promessa ad Ambramo : “
Benedirò coloro che ti benediranno  e coloro che ti malediranno maledirò”.

La spada di Damocle pende sopra la testa dell’America ed è sospesa da capelli che potrebbero rompersi in qualsiasi momento. Può essere quando sosterranno I nemici di Israele, i capelli si divideranno e la spada dell’Islam cadrà verso il collo degli USA. Nella guerra americana contro il terrore, l’america ha il ventre molle. I nostri confini sono porosi come un setaccio. L’anno scorso è stato valutato che quasi un milione di persone hanno attraversato il confine a sud con il Messico. I nostri nemici conoscono questo e non hanno dubbi, sono già all’interno e aspettano soltanto gli ordini per colpire.
Quando I suoi nemici terranno la linfa della sua economia nelle loro mani, l’economia cadrà nel caos. Quando i suoi nemici sono pacati e si mostrano come amici, il periodo di distruzione è vicino.

Parliamo, parliamo di Mohammed Atta…

Police Need Not Say Why Arrest Made

Nello stesso momento in cui il generale John Ashcroft ha ordinato la soppressione delle notizie riguardo massicce operazioni israeliane di spionaggio all’interno degli USA, l’amministrazione Bush ha preso parecchie iniziative significative, puntate sulla chiusura di alcune delle più famose scappatoie che hanno facilitato la penetrazione israeliana, fino ad alti livelli, nelle istituzioni di sicurezza nazionale dell’america.

La sera dell’11 settembre, la polizia locale nella contea di Bergen, nel New Jersey, ha arrestato cinque cittadini israeliani mentre stavano guidando un furgone, di proprietà del loro datore di lavoro di Weehawken, azienda di traslochi di New Jersey denominata Urban Moving System.
I cinque israeliani, Sivan e Paul Kurzberg, Oded Ellner, Moer Marmari e Yaron Shmuel, erano stati visti sul tetto del deposito della compagnia di traslochi, poco dopo gli impatti degli aerei sulle torri al World Trade Center, stavano facendo foto da uno all’altro ed ovviamente facevano i pagliacci, mentre indicavano le torri che bruciavano all’orizzonte.

Perleman ha riportato “Oltre il loro comportamento strano e i loro aspetto medio orientale, i sospetti sono avanzati dopo che abbiamo trovato una scatola all’interno del furgone, contenente una taglierina e 4000 dollari. Inoltre, un uomo aveva due passaporti, ed un altro aveva delle immagini recenti degli uomini che si alzavano in mezzo alle macerie del World Trade Center.
I cinque uomini sono stati girati all’FBI dalla polizia della contea di Bergen, e, dopo che due dei nominativi comparissero su una lista FBI-CIA degli agenti Mossad conosciuti, gli USA hanno aperto un indagine di controspionaggio sull’avvenimento. Gli israeliani sono stati trattenuti per parecchi mesi, sono stati interrogati e sono stati sottoposti al test della macchina della verità e infine sono stati deportati in Israele. Dopo una breve intervista con l’FBI, il proprietario dell’azienda di traslochi, Dominik Otto Suter, è fuggito in Israele. Le autorità hanno confermato che l’azienda era una facciata del Mossad, di cui “l’ufficio principale” era un indirizzo di un deposito postale nel centro di Manatthan.

Mettendo insieme gli arresti del New Jersey ad un avvenimento simile che è avvenuto un mese dopo in Pensilvania, si pone ancora di più l’interrogativo circa le possibili altre operazioni delle spie israeliane del Mossad in america.

La EIR inoltre ha appreso che, in parecchi paesi dell’Europa occidentale, compresi i Paesi Bassi e la Germania, il Mossad sta maneggiando ufficialmente tutti i controlli sui visti per i candidati dai paesi arabi e musulmani. Secondo una fonte diplomatica, gli israeliani hanno offerto questi servizi in modo del tutto gratuito alle agenzie europee di immigrazione, in cambio di accessi a informazioni insolitamente dettagliate contenute nelle applicazioni del visto.
La spiegazione razionale per l’affare è che i servizi israeliani effettuano le liste di guardia più complete dei terroristi ritenuti sospetti e dei criminali arabi ed islamici.

Pericolo Malpensa: la security è israeliana

MILANO – Sere fa, un nostro lettore ha chiacchierato con un giovanotto (italiano) che è impiegato alla “security” presso l’aeroporto milanese di Malpensa.

Uno di quelli che controllano i passeggeri all’imbarco, al bisogno li frugano e ispezionano i bagagli.

Una guardia giurata? “No”, ha risposto il giovane: “Siamo dipendenti di un’azienda privata a cui è stata appaltata la sicurezza dei due aeroporti [dunque anche Linate]. Azienda israeliana“.

Poi il giovanotto si è dilungato con piacere sull’addestramento che con i suoi colleghi, ha detto, ha ricevuto da “agenti del Mossad”.

I nomi di tutti coloro che s’imbarcano vengono controllati e confrontati a “un database”.

Se spunta un nome “non gradito”, il palmare in dotazione, in collegamento permanente coi computer centrali, dà l’allarme.

Gli addetti sono invitati ad affidarsi al loro “bad feeling”, il loro naso.

Badombe> “Sono un istintivo, riconosco la verità dal cuore, non dall’intelletto. Quando m’immagino intellettuale e analizzo, di solito sbaglio. La mia verità è nel cuore, negli istinti, negli odori e nei colori, non certo negli elaborazioni…

Se il naso segnala qualcosa, il povero passeggero è portato in una stanza, spogliato completamente e sottoposto ad ispezione corporale.

E tutto ciò, nota giudizioso il lettore, non fatto da poliziotti di Stato, ma da dipendenti privati in appalto: con tanti saluti alla nostra privacy.

E il database?

Si domanda il lettore: è stato fornito agli israeliani dal nostro Ministero dell’Interno?

Proviamo ad indovinare?

La fonte di queste informazioni allarmanti, tuttavia, ha notato che, sotto questa disposizione, gli israeliani hanno accesso agli itinerari di viaggio passati di tutti i candidati al visto e, quindi, avrebbero un profilo degli individui come Mohammad Atta, che ha viaggiato avanti e indietro dal Pakistan all’Afghanistan, o di individui di Al-Qaeda, Hamas e di qualsiasi altra attività riguardante la Jihad.
La fonte ha fatto una domanda evidente : Quanto il Mossad israeliano sapeva circa le attività della cosiddetta “cellula di Amburgo” e dei terroristi di Al-Qaeda? E perché, se gli Israeliani effettivamente avevano l’autorità per monitorare le applicazioni dei visti, hanno dato libero accesso ad Atta e ad altri in tutta Europa e in tutti gli Stati Uniti?

Vedete, cinque cosiddetti studenti d’arte israeliani che non erano realmente studenti d’arte, stavano vivendo al 4220 di Sheridan Street ad Hollywood, in Florida. Che cosa sta interessando in tale maniera quell’indirizzo? E’ così : i quattro dei cinque cosiddetti “dirottatori del 9/11” erano sul volo 11 dell’American Airlines,
[Mohammed Atta, Abdulaziz Al-Omari, Walid and Waïl Al- Shehri] e uno dei cinque [Marwan Al-Shehhi] sul volo 175 della United Airlines, e tutti hanno abitato contemporaneamente o in periodi diversi ad Hollywood. Ma perché ad Hollywood? Perché, accade che Mohammed Atta, il presunto dirottatore, aveva vissuto al 3389 di Sheridan Street, solo alcuni isolati distante da quei falsi studenti israeliani. [Le Monde 3/5/02; Reuters 3/5/02; Jane's Intelligence Digest, 3/15/02; Salon, 5/7/02]

Segui la linea!

Israeli ties impair US sec. clearance

Cittadini degli USA che hanno legami in Israele o cittadinanze doppie Americane-Israeliane hanno incontrato difficoltà nell’ottenere la procedura di sicurezza dal Pentagono, e sono stati trattati in modo molto simile a quello che gli americani usano con coloro che hanno legami con nazioni ostili.