Dopo lo sfogo estivo contro le panzane stataliste riguardanti l’emissione monetaria, torno sull’argomento, stavolta per visionare meglio cosa sta dietro il Simec del defunto Giacinto Auriti, che viene elevato a Guru nonostante la sua teoria abbia falle da tutte le parti. A cominciare proprio dal Simec, che altro non è che uno squallido pezzo di carta, gestito sotto riserva frazionaria, basata su un altro pezzo di carta.

Partiamo dunque con il consueto tour…

Una verità che scotta

Nella silenziosa calura del post-ferragosto di questo anno giubilare, il titolo potrebbe dare adito a varie interpretazioni: il caldo, conseguenza del solleone, i piromani nei boschi, i drammi quotidiani dei giovani e meno giovani sulle strade che amareggiano il più intenso e lungo periodo vacanziero dell’anno.

Niente di tutto questo: si tratta di una rivoluzione monetaria che parte verso la metà del luglio 2000 da Guardiagrele, in Provincia di Chieti, una delle città più; interessanti d’Abruzzo, abitata da circa 10.000 guardiesi, ricca di storia, arte ed artigianato, distesa su un colle ai piedi della Maiella e sede dell’omonimo Parco Nazionale.

La piazza centrale è dominata dal più importante monumento cittadino, il Duomo di S. Maria Maggiore, e delimitata dall’antico palazzo della illustre famiglia degli Auriti, oggi rappresentata dal settantasettenne prof. Giacinto, che, pur autodefinendosi “contadino”è stato docente di ben quattro cattedre di Giurisprudenza ed autore di pubblicazioni scientifiche di contenuto giuridico e sociale.

Presidente del Comitato locale antitrust, il prof. Auriti è stato promotore nel 1993 di una proposta di legge “Per ripartire tra i cittadini il reddito monetario del capitale amministrato dallo Stato in attuazione del secondo comma dell’art. 42 della Costituzione”.

Parentesi, Art. 42: La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.

Quale Segretario del Sindacato Pro Loco Comitato Antiusura Auriti fa presente che l’8 marzo 1993 denunciò per truffa, falso in bilancio, associazione a delinquere ed usura l’allora Governatore e firmatario dei biglietti di banca d’Italia, Carlo Azelio Ciampi e, successivamente, il Governatore Fazio.

Oggi, venerdì diciotto agosto, alle ore 11 circa, godiamo della ospitalità del prof. Auriti, al primo piano dell’omonimo palazzo, così pieno di ricordi e testimonianze di varie generazioni. Ci viene ricordato un evento storico, quando, nel 1897, suo nonno cedette la carica di Onorevole al Parlamento del Regno d’Italia al giàcelebre Poeta pescarese Gabriele D’Annunzio.

Il prof. Auriti, deus ex machina, ideatore e realizzatore della “moneta del popolo”, mostra pagine di giornali in varie lingue sul significato del “valore indotto” e sulla recente esperienza monetaria del Simec, attualmente sospesa per il blitz della Magistratura davanti alla quale è sub iudice (28 agosto 2000).

L’interesse della stampa inglese, statunitense, svizzera, giapponese, è dimostrato da corrispondenti delle più importanti agenzie giornalistiche in lista d’attesa, tanto che, trattandosi di varie ore di laboriosi colloqui, il professore ha in animo di quantificare ogni appuntamento, stavolta in lire e non in Simec.

Al fine di diffondere la verità sulla ultima possibilità di difesa dell’Italia e dei Paesi interessati alla imminente circolazione-capestro dell’Euro, don Giacinto (come amorevolmente viene chiamato dai concittadini), ha già aperto un sito di più; pagine su Internet; tutti comprenderanno la differenza base tra un biglietto di banca e un Simec: il primo è addebitato al portatore, mentre il Simec viene accreditato al cittadino.

Prima del commiato con l’autorevole interlocutore, poniamo due domande al prof. Auriti:

1 – Qual è il Suo parere sull’Euro, a pochi mesi dalla entrata in circolazione?

Nessuna norma del Trattato di Maastricht stabilisce di chi é la proprietà dell’ Euro; questa lacuna normativa deve essere colmata nel senso che la proprietà va attribuita ai singoli popoli europei. Diversamente, ogni cittadino dell’ Euro, compresa la nostra generazione, si troverà indebitato nei confronti del dollaro, fino alle estreme conseguenze del suicidio.

2 – Quale potrebbe essere la soluzione?

Ogni Nazione e popolo europeo dovrà essere accreditato, e quindi responsabilizzato con precise leggi finanziarie a difesa del cittadino; il Simec potrebbe costituire la moneta provvisoria per tamponare l’emergenza. Breve storia della moneta moderna suggerita dal prof. Giacinto Auriti

Avanti:

1694 – Viene costituita a Londra la Banca d’Inghilterra, che diviene proprietaria di circa tre quarti del pianeta Terra.

1795 – La Rivoluzione francese trasferisce al popolo la gerarchia politica ma non quella finanziaria.

1865 – Guerra di Secessione: Abramo Lincoln, primo Presidente degli Stati Uniti d’America, abolisce la schiavitù. Viene creato il dollaro della Secessione, e quindi la Federal Reserve di Forte Knox.

1999 – Con il Trattato di Maastricht nasce l’Euro. Non aderisce la Banca d’Inghilterra legata al dollaro. 2001 – Il primo settembre, le banconote e monete metalliche Euro entreranno in distribuzione presso Banche, Uffici cambio e distributori automatici.

Beh… breve è stato breve.

Breve storia del Simec Guardiagrele

Anno 2000
Aprile/maggio – Preparativi, sperimentazione scientifica e costituzione del Comitato Sindacale Antiusura per la creazione della carta-moneta di proprietà del cittadino: responsabile unico, il Segretario Generale Giacinto Auriti.

Giugno/luglio – Vengono stampati, in diecine [?] di migliaia di esemplari, sette tagli diversi (lo stesso numero degli Euro), bicolori, con relativi numeri di serie ad inizio della lettera A: 500 – 1.000 – 2.000 – 5.000 – 10.000 – 50.000 – 100.000 per un importo complessivo di 168.500. Nel dritto è riportato, sulla sinistra, il contrassegno rappresentato dal Simbolo Econometrico Di Valore Indotto con la clausola: marchio registrato – riproduzione vietata.

C’ha messo pure il copyright…

Sulla destra, superiormente alla cifra, il relativo numero romano ad eccezione del taglio da 500 che, nell’esagono riporta l’intera cifra. Al centro, con scritta in nero, la proprietà della moneta e la specifica dell’emissione firmata dal Segretario Generale del Sindacato Antiusura Giacinto Auriti.

Al retro, identica per tutti i tagli, l’immagine di un focolare acceso sormontato da una croce, il valore in lettere e, in un rettangolo sottostante, il richiamo del simbolo accettato dai vari Comuni convenzionati con i tre articoli della Costituzione italiana. Per la seconda volta (dopo la sterlina inglese) in una moneta, un ulteriore elemento di garanzia: in aggiunta alla filigrana, contro eventuali falsari, è rappresentato dalla soprastampa a caldo, in argento, dello stemma-simbolo con il recente sistema dell’ologramma. Infine, nella bordatura colorata inferiore, la scritta latina NON BENE PRO TOTO LIBERTAS VENDITUR AURO (non è bene vendere la libertà per tutto l’oro del mondo).

(tantomeno per la carta?)

Martedì 11 luglio – Un primo quantitativo di Simec viene ritirato dall’Istituto tipografico e mostrato ai soci del Sindacato. Si concretizzano gli accordi con la distribuzione delle vetrofanie per gli operatori che aderiscono alla vendita.

Fine luglio – Il passaparola popolare e la stampa locale si impadroniscono della operazione commerciale; il potere di acquisto rispetto alla lira raddoppia. Il successo prende alla sprovvista gli stessi autori e Guardiagrele si anima all’inverosimile. La Magistratura prende atto del fenomeno, ma non interviene. La Guardia di Finanza effettua un controllo da cui risulta tutto regolare.

Raddoppia?

Domenica 6 agosto – Festa del Patrono e Mostra dell’Artigianato. Dall’intero Abruzzo e dall’Estero si moltiplicano le presenze. Dalle 39 attività commerciali di luglio si giunge alle oltre 70 con il coinvolgimento delle due Province di Chieti e L’Aquila. Alcuni tagli della “moneta del popolo” vengono esauriti. Inizia l’emergenza ed in Piazza S. Maria Maggiore, alla cassa di “Casa Auriti” si alternano giovani volenterosi che accettano prenotazioni di ulteriori tagli al momento mancanti. La Guardia di Finanza torna a fare dei controlli. Tutto regolare.

Giovedì 10 agosto – Il sole tramonta alle ore 19 e 19 ed il professore, don Giacinto per i guardiesi, attorniato dai compaesani, concede interviste sulla operazione finanziaria. Le sue frasi ricorrenti sono: finalmente il denaro è del cittadino, e non di chi lo stampa - il suo valore è dato da chi lo usa e non da chi lo mette in circolazione - e per concludere, con l’Arte l’Italia può vendere il Bello.

???

La richiesta numismatica di collezionisti, da varie parti d’Italia e dall’Estero, aumenta a vista d’occhio.

Dopo il ferragosto guardiese – Da alcune regioni d’Italia giungono rappresentanti comunali e di categorie commerciali interessati alla esperienza monetaria. Lettera aperta del prof. Auriti con le firme di oltre 1000 cittadini per il dissequestro della “moneta auritana”. Iniziano contatti politici per una interpellanza parlamentare alla riapertura delle Camere. Lettera aperta al Clero (diretta a Vescovi e Cardinali) in difesa della “MONETA DEI POVERI” perché diventi la “MONETA DEL GIUBILEO” che così conclude: Quando la moneta era d’oro, non era possibile attribuirla gratuitamente all’atto dell’emissione per l’alto costo dell’oro. Oggi, con i simboli di costo nullo, non solo è possibile, ma doveroso, per sollevare l’umanità dal signoraggio della grande usura. Siamo certi che la moneta emessa dalla Chiesa sarebbe certamente conforme al grande evento del Giubileo. E saranno favorevoli anche tutte le religioni notoriamente schierate contro l’usura, in una visione sostanzialmente ecumenica.

Intervista a Giacinto Auriti

Giacinto Auriti, 77 anni il prossimo mese d’ottobre, ex docente di quattro cattedre di Giurisprudenza. Cofondatore dell’Università di Teramo. Diverse pubblicazioni in materia giuridica. In questa lunga intervista ci parla del suo progetto monetario “alternativo”. La Guardia di Finanza ha eseguito degli accertamenti a scopo cautelativo. Ma non c’è dubbio, fa intendere il “vecchio” professore, che questo progetto se reso operativo, potrebbe mettere in discussione l’intero sistema economico mondiale.

E’ stato lo scopo unico di un’intera vita di studi, sacrifici ed incomprensioni. Un progetto al quale, partendo dalla dottrina sociale della chiesa, ha lavorato ininterrottamente per oltre trent’anni. Adesso Auriti, con una nomination al Nobel per l’Economia, lo ha trasformato in un fatto concreto ed operativo. Come laboratorio di partenza il professore ha scelto il suo paese, Guardiagrele, quindicimila anime ai piedi di un’imponente massiccio roccioso proprio nel cuore dell’Abbruzzo.

Prof. Auriti la Guardia di Finanza ha sequestrato i simec da Lei messi in circolazione. Perché?

Perché c’è un provvedimento della procura della repubblica che ha ordinato il sequestro dei simec, e hanno portato come giustificazione la violazione delle norme bancarie, che sono norme ridicole, un provvedimento assolutamente infondato perché noi abbiamo dimostrato che è valore indotto e non valore creditizio.

Tradotto: essendo i soldi carta straccia, non si capisce come possano essere presi in prestito come se avessero un valore.

Abbiamo esercitato un diritto come ha detto Bruno Tarquini, procuratore generale di Cassazione scrivendo la sua relazione sulla materia ad un congresso tenutosi all’università. Il titolo è questo, “I simec: legittimità costituzionale e legislativa dell’induzione giuridica”. Quindi si può fare.

Che motivazione daranno all’operazione di sequestro?

Questo è un sequestro preventivo direi cautelativo, perché non c’è un’imputazione di reato. Dovranno dimostrare che noi nel pieno rispetto dall’articolo 42 della Costituzione e delle leggi italiane abbiamo commesso qualche reato. Sarebbe veramente assurdo tutto ciò. Anche perché noi abbiamo fatto tutto alla luce del sole.

Che cosa succede adesso a Guardiagrele?

E come se ci avessero tirato il sangue. La liquidità sul mercato è come il sangue. Questo blocco improvviso della nostra liquidità è un fatto grave, i miei concittadini, i commercianti, si troveranno presto sull’orlo del fallimento, quindi dal paradiso sono precipitati nell’inferno per il provvedimento di un magistrato che, cosi facendo, sta di fatto uccidendo un paese.

Un paese che era chiamato la piccola Svizzera, che era rinato perché tutti entusiasti dell’iniziativa. Ora è precipitato nell’impossibilità di pagare, perché se tu hai la moneta e te la tolgono e come se togliessero il sangue dal mercato. Io sono indignato per questo.

Non crede che tutto ciò abbia dei risvolti positivi, cio è una maggiore legittimazione e attendibilità per il suo progetto?

Certo. Comunque noi gli risponderemo per le rime, perché noi abbiamo ragione da vendere. Noi abbiamo avuto un magistrato che non è informato sul valore giuridico del Simec.

Dopo anni di teoria e di studio Lei era riuscito a rendere operativo un progetto che lo stesso sindaco di Guardiagrele l’aveva definito una Rivoluzione copernicana. Ci sarà da parte sua un nuovo tentativo?

Questa è una rivoluzione che non si ferma più per una ragione molto semplice: perché è vera. E poi perché è scientificamente inconfutabile. La moneta deve essere di proprietà del popolo non della banca, oggi la banca emette la moneta prestandola ai cittadini; siccome prestare è una prerogativa del proprietario, si appropria il valore monetario creato dai cittadini, quindi deve accreditare; e allora questo principio è talmente forte è talmente valido che nessuno lo può contestare.

Sembra utopia ma non è utopia. Sul piano scientifico l’utopia non esiste. Se ti avessero detto un secolo fa che si andava sulla luna l’avresti preso per matto. La stessa cosa il principio della proprietà popolare della moneta. Dunque, noi da questo punto di vista siamo tranquilli, superata questa fase del sequestro, che noi consideriamo un episodio meramente marginale rispetto alla logica della scuola che noi stiamo portando avanti sul piano della moneta. Be superato questo, si affermerà in tutto il mondo perché i popoli preferiranno essere proprietari piuttosto che debitori dei loro soldi. Oggi tutti i popoli sono poveri perché hanno un debito pari a tutto il loro denaro, perché all’atto dell’emissione la banca centrale emette moneta solo prestandola, mentre dovrebbe accreditarla e non addebitare. Ecco, questo è quello che noi sosteniamo.

Il comune di Guadiagrele è stato reso famoso grazie a Lei per questo motivo, anche se l’amministrazione non ha preso parte all’iniziativa. I comuni di tutta Italia possono entrare nel merito di un “sistema monetario autonomo”?

Eccome! Lo abbiamo scritto sulla moneta simec, ossia Simbolo Econometrico convenzionalmente accettato nei comuni collegati e collegabili a norma della legge che collega i comuni per scopi sociali. Non solo, lo abbiamo detto anche nella scritturazione apposta sul simec, noi abbiamo affermato che questo è emessa in attuazione del secondo comma dell’articolo 42 della costituzione che sancisce l’accesso alla proprietà per tutti. Quindi è la costituzione che dice di creare un diritto della persona con contenuto patrimoniale, e il contenuto patrimoniale noi lo creiamo con i simec, quindi non diamo come contenuto economico beni di consumo o beni programmati dai vertici politico economici come nei paesi socialisti, ma diamo ai cittadini il denaro per comprarli, in modo che il cittadino quando spende sceglie i beni che vuole consumare.

Ecco il principio della proprietà popolare della moneta che è il reddito di cittadinanza.

!!!

E questo significa anche rispettare le linee della dottrina sociale della chiesa; ad esempio la “Renum Novarum” essenzialmente si basa su due parole: tutti proprietari. E noi lo facciamo con i simec perché sono diventati moneta locale, quindi hanno valore indotto, e allora diamo al cittadino il denaro per comprare quello che vuole.

Che fine ha fatto la decurtazione?

Cosi fosse, il progetto monetario da Lei concepito è destinato ad estendersi a macchia d’olio non solo in Italia ma in tutta Europa?

Infatti! Anche in America ne parlano. Mi ha telefonato un’Agenzia giornalistica americana, perché anche loro vogliono essere proprietari dei dollari che oggi appartengo alla Federal Reserve Bank, come il popolo inglese vorrà la proprietà della Sterlina che appartiene alla Banca d’Inghilterra fino ad arrivare ad un principio universale: ogni popolo proprietario della sua moneta, per rispondere così alla globalizzazione.

A questo punto si sospetta che proprietà popolare sia leggermente diversa da proprietà privata.

Come lo spiega alle Società per Azioni che battono moneta?

Be questo e lo stesso linguaggio che uno può avere col cane che non vuole mollare l’osso. Hanno senza averne il diritto la proprietà della moneta che hanno usurpato con l’avvento dello Stato costituzionale. La cosa più grave che è successa con la rivoluzione francese è stata la moneta nominale, e la Banca di Francia, che è stata la malattia che ha poi invaso tutto il mondo perché hanno tolto la sovranità monetaria al potere politico, per darla al vertice delle alte logge che noi ben conosciamo.

E allora, in questa situazione noi vogliamo contrapporre alla proprietà di banca la proprietà di popolo. Ecco perché tutti i popoli sono con noi; noi gli facciamo una domanda elementare: volete essere proprietari o debitori dei vostri soldi? All’atto dell’emissione la banca d’Italia stampa e presta mentre deve stampare e accreditare. Quando stampa e presta carica il costo del denaro del 200 per cento, quindi fa usura.

Come lo avete definito questo progetto?

Lo abbiamo chiamato “Democrazia Integrale” perché la parola democrazia vuol dire sovranità al popolo.

Non siamo ancora arrivati al punto, ma possiamo tranquillamente mettere il primo paletto : ricorda, attento lettore, quando trovi maiuscole a casaccio, è in arrivo una teoria strampalata… specie se poi si sta parlando di “signoraggio” e affini.

Questo a noi sta bene, però il popolo deve avere la sovranità monetaria, cioè la proprietà della moneta all’atto dell’emissione, altrimenti il popolo sarà costituito solo di camerieri dei Banchieri.

Sta subendo pressioni personali data la delicatezza dell’argomento?

No, devo dire di no, l’unica cosa che sto costatando e che prendono questi provvedimenti cosi, senza alcuna logica. Questo di per se è molto strano. Però sa una cosa?

Cosa professore?

Ho avuto una soddisfazione morale, quando è andata via da casa mia la Guardia di Finanza, ho notato che c’era tutto il popolo in piazza. C’è stato uno scroscio d’applausi che mi ha veramente commosso, E questo sa perché? Perché coi simec gli ho raddoppiato la pensione.

Ma da dove esce questo raddoppio?

E’ venuto anche un giornalista a vedere com’è la realtà. Be, uno gli ha detto, “guardi io prendo settecento mila lire di pensione il mese, prima non campavo, ora invece campo bene. Capisce? La gente ha toccato con mano, tutto qui. Noi vogliamo solo attuare l’articolo 42 della costituzione che avrebbero dovuto attuarla i governi che si sono succeduti e la Banca d’Italia. E quelli non l’hanno fatto, perché a chi ha la pancia piena poco importa di chi ha la pancia vuota.

Scusi professore, non vorrei entrare nel merito della sua teoria ma può spiegarci come funziona?

Esatto, arriviamo al dunque…

Il cittadino viene e cambia il simec alla pari con la lira. Poniamolo cosi: uno deposita centomila lire e prende in cambio centomila simec. I centomila simec in mano alla persona che effettua il cambio diventano duecentomila cioè il doppio, perché il simec per convenzione vale il doppio della lira, e siccome lui l’accetta e accetta anche di partecipare alla convenzione nasce un valore convenzionale che non ha riserva. Il simec è senza riserva: come il francobollo d’antiquariato.

Allora, intendiamoci… io arrivo, con 10.000 lire, e le cambio con 10.000 Simec, che hanno potere d’acquisto doppio, quindi valgono 20.000 lire. 10.000 lire sono saltate fuori dal cappello a cilindro?

Infatti, da un altro link apprendiamo : 

Il prof. Auriti nell’esperimento di Guardiagrele è riuscito ad avviare un esperimento con il Simec, costituendo un fondo di garanzia in Lire cambiando due Simec con una Lira, contando sul fatto che non tutti, contemporaneamente, volessero uscire, cioè convertire i Simec in Lire.

E me la chiami garanzia? Proseguiamo che sembra interessante : 

Si spieghi meglio.

Il cittadino va dal commerciante a fare la spesa e quest’ultimo accetta i simec per il doppio perché vale il doppio. Quando vengono da me a fare il cambio, io li cambio per il doppio, perché tutti quanti lo accettano per il doppio.

Allora non perdo più il 50%: evviva!

E la differenza chi la paga?

Qualcuno afferma che non ho i soldi per fare fronte poi al pagamento della differenza. Ma il simec non è una cambiale con la quale si estingue un pagamento. La cambiale si paga e poi si strappa, il simec invece resta in circolazione perché ha già un valore. Se io non pago la cambiale sono inadempiente. Invece io le monete le cambio, ma non è l’obbligo di un debitore, è solo l’obbligo di chi cura una convertibilità punto e basta.

Scusa: io ti ho dato le lire, e tu non hai l’obbligo di cambiare i Simec in lire?

La stessa cosa potrebbe essere con i dollari: supponiamo un cheque, se io non ho le lire sufficienti, effettuo il cambio per metà in lire e per metà in dollari e la stessa cosa vale per i simec, perché i simec sono già un valore indotto, cioè ho in mano il valore monetario, cambio la parte che gradualmente posso cambiare.

??

E allora cosa avviene, che per effetto della velocità di circolazione, che potremmo definire come una dinamo, arrivo a cambiare rapidamente al doppio. Cioè quanta è la velocità tanta e l’energia (valore) prodotta. Le banche funzionano cosi, solo che lo fanno col 10 e anche col 15 per cento. Io lo faccio al 50%.

Ma questa, signori miei, è riserva frazionaria! Siamo esattamente al punto di prima!

Che significa?

Significa che la banca con il 10% 15% tiene fronte ad un’esposizione debitoria del cento per cento. A me quello che interessa è la convertibilità, cioè quello che è avvenuto qui a Guardiagrele.

Che differenza c’è tra valore indotto e valore creditizio?

Il valore indotto è creato dalla convenzione, il valore creditizio è commisurato al valore del bene oggetto del credito.

Avete stabilito dei giorni per la convertibilità?

No, chi viene da noi lascia le lire e prende i simec, lascia i simec e ritira i soldi, e questo avviene continuamente, tutti i giorni.

Come reagisce la gente?

La gente è entusiasta perché qui è rinata Guardigrele. Quando è entrato sul mercato il valore indotto del simec è ritornato il sangue nell’economia.

E i commercianti?

I piccoli commercianti sono rinati. La gente invece di andare negli Ipermercati va dai piccoli negozianti a comprare. Tanto che la grande distribuzione se ne accorta subito, eccome, perchè hanno visto calare le vendite.

A comprare, con lo sconto convenzionale del 50%!

Visto lo spirito con il quale nasce, l’iniziativa è rivolta solo ai piccoli commercianti, o all’intero organismo produttivo?

Solo per piccola e media impresa, perché per la grande distribuzione e le multinazionali, noi non siamo disponibili, e l’ho detto subito. Io voglio salvare la piccola e media impresa che è strozzata da questo mondo di grande capitale che basa, come noi sappiamo, sulla moneta-debito emessa dalle banche centrali. Questo noi l’abbiamo dimostrato nelle Università.

…50%…

Che cosa farete adesso?

Aspettiamo fiduciosi perché noi abbiamo dalla nostra la legge. Per adesso l’importante è stato rompere il ghiaccio, e abbiamo dimostrato che senza avere riserva possiamo creare convenzionalmente valore indotto.

“Creare?”

E’ come un francobollo d’antiquariato. Inoltre il simec può essere abbinato alla lira. Quindi non c’è incompatibilità tra la lira e il simec. Anzi aumenta il potere d’acquisto nostra moneta. E siccome è valore convenzionale, è prodotto interno lordo.

A breve terrete qualche manifestazione?

Si, ci sarà presto una riunione con tutti i sindaci d’Italia.

Tema?

Il reddito di cittadinanza.

Avanti:

Con la mia banconota Simec raddoppio il valore della lira

Arrivano anche turisti per far affari col docente che ha inventato la moneta compri 2 paghi 1.

Guardiagrele: anche stamane, davanti alla sua casa, in largo Botteghe, la solita fila. Donne, uomini, ragazzi, turisti… Tutti in coda per il Simec. Il Bancomat della piazza, racconta il direttore del Banco di Napoli, è stato svuotato di 80 milioni come una macchinetta del caffè.

Niente furti, s’intende: è gente che preleva, converte, compra. Più cresce il circuito del Simec, più aumentano il volume di affari, e i rischi. “Ma anche – per il creatore della “moneta abruzzese” – le possibilità di successo. La Finanza continua a monitorare, ma per ora non trova motivi di intervento.

L’uomo che ha innescato questo incredibile “esperimento” valutario, il professor Giacinto Auriti, 76 anni, è sempre nel paese, gira a piedi e sulla sua Brava color amaranto (ammaccata) parla al suo telefonino Alcatel dove riceve telefonate da tutto il mondo. Persino da collezionisti numismatici che vogliono la serie completa delle sue “banconote”. A prima vista non sembra il primo italiano che batte moneta in proprio.

Si è formato su Ezra Pound, racconta di aver messo in pratica la dottrina sociale della Chiesa (” Soprattutto la Rerum Novarum “), è stato missino (ma non in An), dice: I miei migliori amici sono i comunisti non ds, quelli di Rifondazione, che hanno ancora ideali”. Ripete a nastro: “Faccio tutto per le persone, creo ricchezza: la Banca d’Italia toglie, io do”.

Professor Auriti, si calcola un circuito di Simec da 800 milioni, la sua valuta ha un corso parallelo a quello della lira, arrivano turisti da fuori a fare shopping, le autorità la sorvegliano. Si sente sull’orlo dell’ illegalità? Riesce ancora a dormire bene?

“E perché no ? Sono un onesto, e nessuno lo mette in dubbio. Non mi arricchisco di una lira, al contrario ho finanziato con la mia associazione la stampa del Simec”.

Lei sta battendo moneta…

“Attenzione: dal punto di vista strettamente legale il Simec è come un francobollo“.

Un francobollo con cui si compra tutto, dal caffè ai telefonini?

“E perché no? Il suo valore è una convenzione: se lei avesse in mano un Gronchi rosa sarebbe come se possedesse l’equivalente in milioni, no?

Solo se qualcuno tira fuori i milioni per comprarlo?

Chi converte Simec acquisisce un valore che è suo, del portatore. E poi lo scambia con chi vuole. Non solo non faccio nulla di male, ma aumento il prodotto interno lordo. Come se vendessi dei francobolli rari, che però hanno buon mercato”.

Se ne parla da due giorni, ma molti ancora non riescono a capire il meccanismo…

” Rispieghiamolo, allora!”

Badombe> Quaderno. Penna!

Ci provo: dunque, lei vende lOOmila Simec per lOOmila lire. I cittadini che comprano i Simec, li… “scambiano” con i negozianti, e ottengono merce per un valore doppioI negozianti che le rivendono i Simec, incassano il doppio pure loro.

Badombe> C’è un doppio di troppo!

“È così”.

Ma se tutti ci guadagnano, che fine fa il deficit di questa catena?

“Scusi, perché lei non si chiede che fine fa il… deficit della lira?

Eh! Questa è LA risposta. Non riesco ancora a credere che la gente si beva queste cazzate.

La convertibilità della moneta è finita nel 1971 con la dichiarazione unilaterale di Nixon. Guardi le banconote italiane che ha in tasca. Sopra c’è scritto Pagabili al portatore, ma se lei va in banca a chiedere il corrispettivo in oro, giustamente la prendono per matto“.

Lei vuole riprodurre con il Simec la convenzione che ci fa credere al valore della lira, indipendentemente dalla sua copertura in riserve auree?

Esatto. Solo che io, vendendo Simec, do un credito del 200 per cento. Fazio, vendendo lire, vende un debito del 100 per cento”.

Ma la Banca d’Italia ha ben altre risorse, per garantire la sua credibilità!

Come no? Grasse risate per tutti…

“La mia teoria è: la velocità della circolazione crea un valore che chiamo indotto. Quando si arriva a una velocità critica, il Simec è come una dinamo che produce ricchezza e io non dovrò convertire più. Sostituiremo la moneta della proprietà a quella del debito”.

Badombe> Ne voglio due!

Da – VISTO – n° 33 del 18-08-2000

Datemi le vostre lirette, vi farò ricchi coi miei “simec”.

La valuta che nel paesino abruzzese sta soppiantando la lira. “Il valore di una moneta” sostiene Auriti, “è dato dal fatto che la gente la accetta. Accade lo stesso anche per l’oro, che ha valore solo perchè tutti sono d’accordo che ce l’abbia.”

Badombe> Uguale! Proprio la stessa cosa!

Li accettano già 30 commercianti, Il professore assicura ai negozianti che provvederà al rimborso del mancato guadagno: “Ma non sarà necessario”, spiega. “Più alta è la velocità di circolazione, prima si compensa la differenza”.

Giacinto Auriti, un vulcanico economista, ha convinto molti negozianti di Guardiagrele ad accettare le banconote di sua invenzione, che valgono il doppio del denaro corrente. I compratori pagano il 50%, e i venditori possono farsi rimborsare dallo studioso. Che dice: ” Questione di tempo: se i biglietti circoleranno velocemente, il loro valore crescerà”

Dice che i commercianti riavranno fino all’ ultimo spicciolo.

Con il fondo al 50%…

E che, addirittura, arriverà a regalare la moneta dei miracoli a tutti i bisognosi. Un santo con la esse minuscola o meglio – come si definisce lui – un “economista eretico”. Il suo nome è Giacinto Auriti ed è l’inventore del “simec”, la moneta popolare che, alternativa alla lira, ha rivoluzionato la vita di Guardiagrele. Un piccolo centro dell’entroterra abruzzese in cui il “simbolo econometrico di valore indotto” ha permesso agli 11mila abitanti di acquistare merce alla metà del suo costo. Il paese della cuccagna, insomma.

Giacinto Auriti, 77 anni, burbero ma gentile, nasconde dietro ai piccoli occhiali neri due occhi vispi e inquisitori. Parla del “caso simec” tirando fuori leggi economiche vecchie e nuove, mettendo in gioco le teorie aristoteliche e pitagoriche, attaccando vivacemente governo e Banca d’Italia e affermando deciso di agire per il bene di tutti. Acquirenti e commercianti compresi.

Fa discorsi complessi che si riassumono in quattro parole: teoria del valore indotto. Un principio che, teorizzato da don Giacinto alcuni anni fa, si basa sulla “proprietà popolare” della moneta. “Noi ci illudiamo di essere proprietari del denaro che abbiamo in tasca mentre ne siamo solo i proprietari provvisori, per la durata del prestito della banca centrale. Siamo debitori, quindi. Tuttavia, siccome chi crea il valore della moneta non è chi la emette ma chi la accetta, la moneta dovrebbe essere accreditata ai popoli all’atto dell’emissione. Il mio principio si basa sul fatto che il potere di acquisto non è un valore creditizio ma indotto”.

Insomma, a farla breve, per rispettare le leggi naturali non ci dovrebbero essere banche e istituti di credito. Ne, naturalmente, interessi, debiti e crediti.

!!!

Una teoria certamente singolare, eppure il professore è riuscito a tradurla in pratica, facendo scoppiare un caso nazionale. Due settimane fa ha fatto stampare 700mila biglietti di carta colorata, li ha chiamati simec, ha convinto i commercianti del paese ad accettarli al posto della lira (per un potere d’acquisto equivalente al suo doppio) e ha promesso, infine, di restituire egli stesso ai negozianti il denaro mancante.

Follia, si dirà. Ma la follia, a volte, è dei geni e di chi li asseconda. E di “folli” a Guardiagrele ce ne sono stati oltre trenta. Risultato: i negozi del paesino si sono praticamente svuotati di merce e la notizia, che è circolata velocemente, ha provocato un vero e proprio “pellegrinaggio” di curiosi e di acquirenti da ogni parte d’Itala. Insomma, altro che febbre dell’oro. Nel piccolo centro ai piedi della Maiella c’è chi è riuscito ad acquistare un trattore pagandolo venti milioni invece di quaranta.

In casa Auriti decine di persone attendono di poter cambiare la lira con la moneta dei miracoli e, in paese, altrettanti turisti si muovono alla ricerca del negozio convenzionato. Beati gli acquirenti, dunque. Ma i commercianti cosa pensano della teoria di Auriti? Qualcuno si accinge a spiegare nozioni economiche che in verità sembra non aver capito, altri si affidano semplicemente alla promessa di don Giacinto, eppure un dubbio sorge.

Se tutti i negozianti battessero cassa ci si ritroverebbe con metà del valore complessivo mancante (il guadagno degli acquirenti stabilito dal professore). Da dove tirerà fuori, l’anziano economista, i soldi mancanti? Domanda su cui si sono interrogate anche prefettura, questura e guardia di finanza. L’ipotesi di reato? Truffa, esercizio abusivo del credito, finanziamenti illeciti, raccolta abusiva del risparmio. Il professore però non si preoccupa e, ancora una volta, si appella alla teoria del valore indotto. Così, quando gli si chiede come risarcirà i commercianti, risponde. “Con la velocità di circolazione della moneta creiamo valore monetario proprio per il solo fatto che questa circoli”, conclude. “Più alta è la velocità e più si riesce a compensare la differenza. Attualmente il disavanzo lo compenso io, ma è solo questione di tempo”. Il tempo, secondo le sue migliori previsioni, che impiegherà il simec a soppiantare la lira. Vedremo come finirà.

Facciamo una prova con due volontari!

Badombe> Uno!

Abdallah> Due!

Ecco il badombo, moneta solidale e sostenibile. Vale due euro.

Badombe> Ecco 10.000 euro.

Tieni 10.000 badombi, valgono 20.000 euro per convenzione.

Badombe> Evviva!

Abdallah> Ecco i miei 10.000 euro!

Tieni altri 10.000 badombi. Anche questi valgono 20.000 euro, per convenzione.

Andate a comprare dei beni e dei valori!

Badombe> Vado! E tu cosa fai ancora qui?

Abdallah> Vorrei cambiare 10.000 badombi!

Ma te li ho appena dati!

Abdallah> E’ vero, ma li voglio cambiare lo stesso.

Capisco. Valgono il doppio, per convenzione, con riserva al 50%… tieni 20.000 euro.

Abdallah> Insha’Allah! Allah Akbar! Allah il compassionevole e misericordioso ha indotto del valore nei miei pezzi di carta!

[...]

Badombe> Rieccomi, non ho trovato niente di bello e multiculturale da comprare, anche perché siamo i due soci dell’esempio precedente, quindi vorrei cambiare i miei 10.000 badombi in euro.

Vuoi la notizia buona o quella cattiva?

Badombe> Prima quella buona!

La notizia buona è che hai in mano 10.000 badombi, del valore di 20.000 euro, per convenzione!

Badombe> Kibànga!

Quella cattiva è che non c’è riserva. E quella che c’era, era sempre carta straccia basata sul debito.

Badombe> Quindi potrò uscire dal sistema perdendo il 50% dei ricavi?

Aspetta: c’è un’altra notizia cattiva…

Badombe> Fammi indovinare… 50%… riserva… indotto… creare… convenzione… Ma mi avevi detto che…

Non è una cambiale, né una promessa di pagamento, tantomeno un assegno: è valore indotto. Non sono certo obbligato a ricomprare il francobollo che ti ho venduto.

Badombe> *ding!* *EEEK!*

Abdallah> MEDICO!

Maestro Wu> Il cuore  della filosofia keynesiana è che ciò che spinge l’economia è la domanda e non la produzione di beni. Recessioni economiche sono prevalentemente il risultato di una domanda insufficiente. Nel quadro keynesiano un aumento della domanda non solo aumenta l’uscita complessiva, ma anche la produzione aumenta di un multiplo dell’aumento iniziale della domanda. In questo quadro qualcosa può essere creato dal nulla. La realtà, tuttavia, mostra che tutti i tentativi di creare qualcosa dal nulla porti all’impoverimento economico e più miseria. Nel mondo reale, una spinta artificiale della domanda che non è supportato dalla produzione porta alla diluizione del pool di risparmio reale e, contrariamente alla visione keynesiana, ad una contrazione del flusso di ricchezza reale.