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PROGETTO MAYHEM

la democrazia è una forma di religione, è l'adorazione degli sciacalli da parte dei somari

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Archivio per Luglio 2012

Dehe!

da La Stampa

Non succede, ma se succede sono pronti. L’Ue è convinta del meglio, pensa che la Grecia non uscirà dall’Eurozona, eppure non può fare a meno di ragionare sul peggio.

Lo chiamano «worst case scenario», la prospettiva peggiore possibile, Atene che cambia leadership politica, rompe i patti e dice addio a Bruxelles.

E’ necessario stimare anche quella. Fra le misure allo studio anche la limitazione d’imperio del prelievi ai bancomat, la reimposizione dei controlli di frontiera e anche di una ritorno alla piena e stretta vigilanza sui movimento di capitale all’interno dell’Eurozona. Tutto per evitare contagio, panico e ulteriore crisi.

Il voto greco fa paura. Se la coalizione della sinistra radicale, Syriza, dovesse affermarsi alle elezioni di domenica, esiste una possibilità (remota) che il nuovo governo faccia saltare il tavolo. Alexis Tsipras, il capo del raggruppamento, l’ha minacciato con decisione sino a qualche settimana fa. continua…

Nota a margine per gli statalisti del cazzo : dai, venitemi a raccontare quanta colpa ha il capitalismo nella crisi in corso.

da La Stampa

Per toccare con mano il potere della Ragioneria basta telefonare a Mario Baldassarri.

Lui, che pure è un economista, un ex viceministro (al Tesoro!) e oggi un senatore, la risposta alla ferale domanda l’ha attesa per dieci anni: a quanto ammontano esattamente i «contributi alle imprese» erogati da Stato, Regioni, Province e Comuni?

E quanti di questi sono effettivamente quel che dovrebbero essere (e che sono nel resto del mondo civile), ovvero incentivi alle imprese che innovano? Una sintesi analitica elaborata in questi giorni fra Tesoro e ministero dello Sviluppo fa finalmente chiarezza ma ne emerge un quadro desolante: di quegli aiuti – l’anno scorso poco meno di 33 miliardi – i veri incentivi alle imprese private ammontavano a meno di un decimo, tre miliardi equamente divisi fra risorse statali e degli enti locali.

Il resto se lo sono spartiti aziende pubbliche, trasporto locale, infrastrutture, la Difesa e altri interventi a pioggia.

La tabella di cui La Stampa è in possesso ci dice che quei contributi, a partire dal 2009, si sono ridotti: erano quasi 40 miliardi, sono scesi a poco più di 36 nel 2010, l’anno scorso ammontavano a 32,8. continua…

Nicosia (Reuters)Cipro ha presentato richiesta di aiuto finanziario ai fondi Efsf/Esm dell’Unione europea. Lo ha reso noto il governo del Paese, che fa parte della zona euro, spiegando come la richiesta sia volta a proteggere il settore finanziario dall’esposizione alla Grecia.

“Il fine della richiesta di assistenza è di conterenre i rischi per l’economia cipriota, in particolare quelli sollevati dall’impatto negativo sul suo sistema finanziario, a fronte della sua ampia esposizione all’economia greca” si legge nella nota.

La barca fa acqua da tutte le parti.

dal Sole24Ore

Negli ultimi due anni la Grecia ha assunto invece di licenziare. Il governo di Atene, sull’orlo della bancarotta anche per le dissennate politiche di assunzione nel settore pubblico in tempi di allegra finanza e apparente benessere, avrebbe violato l’accordo con l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale assumendo circa 70mila funzionari fra il 2010 e 2011, secondo un rapporto pubblicato oggi dalla rivista To Vima.

Il settimanale di centro-sinistra, vicino ai socialisti del Pasok, giudicato affidabile da chi conosce bene la società greca, cita una relazione della missione della Troika (Ue, Bce ed Fmi) e un analogo documento del ministro delle Finanze ad interim, George Zannias. continua…

dal Corriere

Roma – Per far sentire i propri dipendenti come in famiglia la Siae non ha rivali: pensa anche al bucato. Chi va in missione può far lavare e stirare camicie e mutande a spese dell’azienda. Dieci euro e 91 centesimi vale la speciale «indennità lavanderia» quotidiana che scatta in busta paga dopo il quarto giorno passato fuori sede.

Quanti lo ritengono un privilegio anacronistico non sanno che la Società degli autori ed editori è anche tecnicamente un gruppo familiare. Al 42 per cento. Nel senso che ben 527 dei 1.257 assunti a tempo indeterminato (il 42 per cento del totale, appunto) vantano legami di famiglia o di conoscenza. Ci sono figli, nipoti, mariti e mogli di dipendenti ed ex dipendenti. Ma anche congiunti di mandatari (cioè gli esattori dei diritti) di sindacalisti e perfino di soci. E poi rampolli di compositori e parolieri, perfino delle guardie incaricate della vigilanza nella sede centrale. continua…

dal Quotidiano Imprenditori :

Le imprese che hanno contratti in essere con le pubbliche amministrazioni potranno vedersi risolti i contratti se non procedono alla riduzione del 5% dei prezzi contrattuali per forniture di beni e servizi nel settore sanitario; in tutti i settori sarà ammesso il recesso dal contratto se le imprese non adeguano i contratti in vigore alle migliori condizioni previste in convenzioni Consip successive alla stipula dei contratti stessi; introdotto l’obbligo di acquisizione di beni e servizi con le procedure Consip o delle centrali di committenza regionali, pena la nullità dei contratti e la responsabilità disciplinare del funzionario

Avete capito bene?

Larga parte dell’intervento di riduzione della spesa pubblica per acquisti di beni e servizi prevista nel decreto sulla revisione della spesa pubblica approvato nella notte fra giovedì e venerdì scorso, e pubblicato venerdì sera in GU (dl 94/2012), deriva dal lavoro condotto dal commissario Enrico Bondi che ha consentito di mettere a punto indicatore di valore mediano di spesa rispetto al quale stimare l’eccesso di spesa in capo alle amministrazioni Al danno si aggiunge la beffa, dichiara il Presidente di Federcontribuenti, Carmelo Finocchiaro, non solo i pagamenti sono lunghissimi ma se adesso non accetti le condizioni di uno sconto ulteriore e a gara aggiudicata rischi di vederti tolta la commessa. Gravissima la scelta del Governo Monti che penalizzerà le piccole e medie imprese. Su questo staremo a fianco delle pmi per aprire un forte contenzioso nei confronti dello Stato.

Avanti così…

Alessandria - Il Comune di Alessandria è in bancarotta. Non era mai successo che un capoluogo di provincia fosse dichiarato in dissesto direttamente dalla Corte dei Conti. Ad essere stato indicato come il principale responsabile di questo crac è l’ormai ex sindaco Pier Carlo Fabbio, all’epoca capo di una giunta Pdl-Lega, oggi capo del Pdl all’opposizione. Ma a pagare saranno i cittadini ovviamente: aumento per 5 anni di tutte le imposte. Nei 37 giorni dal suo insediamento il neo-sindaco Rita Rossa (Pd) ha affrontato una grana dopo l’altra nel tentativo di tenere a bada creditori sempre più inferociti e pagare gli stipendi.  Ma il “grave squilibrio dei conti” i giudici l’avevano sottolineato fin dal primo esame del bilancio del 2010.

Ma che è successo al Comune di Alessandria? Come scrive La Stampa, da ben prima dell’era Fabbio ormai le entrate non coprivano più le spese. “Devo trovare ogni anno una dozzina di milioni” disse l’allora assessore alle Finanze, Luciano Vandone in una delle sue prime interviste. Ma aveva un’idea: vendere (fu soprannominato “Vendone”), anzi valorizzare. “Il patrimonio comunale è ingente, spesso sottovalutato: terreni registrati col valore di poche migliaia di euro in realtà ne fruttano centinaia di migliaia”. Di qui la scommessa di creare due società per cartolarizzare i beni: il Comune glieli cedeva a un certo valore, queste si facevano dare subito i soldi dalle banche con un mutuo, poi con calma avrebbero venduto ai privati, guadagnandoci pure. Un fallimento. Le società hanno dovuto svendere e accumulato milioni di debiti. Ma anche altre “creazioni finanziarie” di Vandone non hanno avuto fortuna. continua…